Aung San Suu Kyi ha incontrato il rappresentante della Croce Rossa in Myanmar: è il primo incontro pubblico con un funzionario straniero dal colpo di Stato del 2021. Restano dubbi sulla sua detenzione
L'ex leader del Myanmar Aung San Suu Kyi è ricomparsa in pubblico per la prima volta dal colpo di Stato militare del 2021. L'ufficio del presidente ha reso noto che lunedì la premio Nobel per la Pace, oggi agli arresti domiciliari, ha incontrato Arnaud de Baecque, rappresentante residente del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) nel Paese. Si tratta del primo incontro ufficialmente reso pubblico tra Suu Kyi e un funzionario straniero dall'inizio della sua detenzione.
Le immagini diffuse dalle autorità mostrano l'ex leader mentre stringe la mano al rappresentante del CICR e, in un'altra fotografia, mentre taglia una torta di compleanno con la scritta "Happy Birthday Aunty Suu". Sebbene le foto non siano state verificate in modo indipendente, strumenti di analisi basati sull'intelligenza artificiale non avrebbero rilevato segni di manipolazione.
Il primo segnale pubblico dopo anni di isolamento
L'incontro rappresenta una possibile svolta sul piano umanitario e diplomatico. Dalla sua destituzione, infatti, Suu Kyi è rimasta sostanzialmente isolata dal mondo esterno, alimentando dubbi sulle sue condizioni di salute e sul luogo della sua detenzione.
Alla fine di aprile la leader birmana, che ha compiuto 81 anni, era stata trasferita dal carcere agli arresti domiciliari dopo che il nuovo presidente Min Aung Hlaing aveva annunciato la commutazione della parte restante della sua condanna. Le autorità, tuttavia, non hanno mai chiarito dove sia effettivamente detenuta nella capitale Naypyidaw né quanti anni di pena le restino da scontare.
Dal golpe del 2021 alla guerra civile
L'esercito birmano rovesciò il governo democraticamente eletto di Aung San Suu Kyi nel febbraio 2021, arrestando la leader della Lega nazionale per la democrazia (NLD) e ponendo fine a un decennio di apertura politica.
Da allora il Myanmar è precipitato in una guerra civile che coinvolge le forze armate, gruppi armati etnici e milizie di resistenza. Secondo le stime riportate dalle autorità e dalle organizzazioni internazionali, il conflitto avrebbe provocato oltre 100.000 vittime tra tutte le fazioni coinvolte.
Suu Kyi è stata condannata in numerosi procedimenti giudiziari per accuse che le organizzazioni per i diritti umani definiscono motivate politicamente e costruite per impedirle di tornare alla guida del Paese.
Le reazioni: "Ora sappiamo che è viva"
Le fotografie diffuse dal governo hanno suscitato reazioni tra i sostenitori dell'ex leader. Un esponente storico della Lega nazionale per la democrazia, che ha chiesto di restare anonimo, ha dichiarato all'AFP di essere sollevato nel vedere le immagini.
"Siamo felici di vedere una sua foto, se davvero si tratta di un incontro con il CICR. Ora possiamo sapere che è viva", ha affermato, ribadendo però che Suu Kyi "dovrebbe essere rilasciata immediatamente perché è detenuta illegalmente".
Anche il figlio della leader, Kim Aris, cittadino britannico, aveva chiesto nei mesi scorsi una prova di vita verificabile in modo indipendente, spiegando di non avere più contatti diretti con la madre.
La pressione diplomatica dell'ASEAN
La vicenda di Aung San Suu Kyi continua a rappresentare uno dei principali ostacoli al reinserimento internazionale del Myanmar. Dopo il golpe, il Paese è stato in gran parte isolato e l'Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico (ASEAN) ha escluso la leadership militare dai principali vertici regionali.
Negli ultimi mesi, tuttavia, la Thailandia ha avviato un'intensa iniziativa diplomatica per favorire il ritorno del Myanmar nei principali tavoli regionali. Da quando è stato nominato presidente civile, Min Aung Hlaing ha già effettuato visite ufficiali in India, Cina e Laos ed è atteso nei prossimi giorni proprio in Thailandia.
Nonostante questo riavvicinamento, la sorte di Aung San Suu Kyi resta una questione centrale. L'ASEAN continua a chiedere che il proprio inviato speciale possa incontrare l'ex leader, richiesta che finora le autorità birmane hanno sempre respinto.
Il ministro degli Esteri thailandese, Sihasak Phuangketkeow, ha riferito recentemente che il governo di Naypyidaw ha assicurato ai partner regionali che Suu Kyi "è in buona salute" e riceve cure adeguate. "Ci è stato detto che è ben accudita, ma questo va dimostrato", ha precisato il ministro, sottolineando come la comunità internazionale continui a chiedere verifiche indipendenti sulle condizioni della leader birmana.