Nell'operazione impiegati 100 militari e 180 chilogrammi di esplosivo. L'unità 1 della centrale nucleare è stata fermata martedì scorso per il basso livello del Danubio. L'unità 2 invece continuerà a funzionare finché possibile
La Marina militare romena ha fatto esplodere una roccia sul Danubio per aumentare il flusso d'acqua verso la centrale nucleare di Cernavodă e consentire il mantenimento parziale delle operazioni dell'impianto, mentre il Paese è colpito da caldo estremo e siccità.
Lo ha annunciato lunedì il ministro della Difesa ad interim Radu Miruță, spiegando che l'intervento è stato effettuato nel punto in cui il Danubio si divide nei due rami Bala e Vecchio Danubio.
Per rimuovere la cosiddetta roccia Parjoaia sono stati utilizzati 180 chilogrammi di esplosivo, con il coinvolgimento di unità del genio militare e sommozzatori della Marina. All'operazione hanno partecipato oltre 100 militari.
Secondo il ministro al momento non è chiaro se l’esplosione riuscirà a deviare il corso del fiume in modo da garantire acqua di raffreddamento sufficiente per il funzionamento del secondo reattore, l’unico ancora in servizio.
Radu Miruță ha aggiunto che, anche se si riuscisse a prolungare di un solo giorno l’esercizio del reattore, l’operazione frutterebbe alla Romania un ritorno pari a tre volte il suo costo.
Il contrammiraglio Marcel Neculae, vice capo di stato maggiore della Marina militare rumena, durante un’esplosione di prova domenica ha affermato che la rimozione della roccia Parjoaia potrebbe proseguire fino a martedì.
La centrale nucleare di Cernavodă copre quasi il 20 per cento del consumo di energia elettrica della Romania. Il primo reattore, fermato martedì scorso, ha una potenza installata di 706,5 MW, mentre quella del secondo reattore, ancora in funzione, è di 704,8 MW.