La rete elettrica di Cuba è nuovamente collassata causando un blackout nazionale. Crisi energetica, sanzioni Usa e carenza di carburante aggravano la situazione
Cuba è stata colpita da un nuovo blackout su scala nazionale dopo il collasso della rete elettrica verificatosi nella giornata di domenica. L'azienda elettrica statale Unión Eléctrica (UNE) ha annunciato la "disconnessione totale" del Sistema Elettrico Nazionale, lasciando milioni di persone senza corrente, compresa la capitale L'Avana.
L'interruzione arriva a meno di 24 ore da un altro grave guasto che aveva già lasciato al buio l'intera parte occidentale dell'isola, confermando una crisi energetica che da mesi mette in ginocchio il Paese.
L'Avana al buio tra caldo e disagi
Il blackout ha colpito improvvisamente anche L'Avana, dove molti residenti si trovavano all'aperto per cercare un po' di refrigerio dal caldo estivo. Le luci si sono spente contemporaneamente in tutta la città, suscitando sconforto tra la popolazione già provata dalle continue interruzioni dell'energia elettrica.
I blackout stanno rendendo sempre più difficile la vita quotidiana dei cubani. A ogni interruzione si fermano i sistemi di pompaggio dell'acqua, compromettendo l'approvvigionamento idrico, mentre ventilatori e condizionatori cessano di funzionare proprio nei giorni di temperature più elevate.
Una crisi energetica che dura da mesi
Il collasso della rete è soltanto l'ultimo episodio di una lunga serie di guasti che hanno interessato il sistema elettrico cubano negli ultimi mesi. Le infrastrutture energetiche dell'isola sono considerate obsolete e da tempo non riescono più a garantire una produzione stabile di elettricità.
La scarsità di carburante destinato alle centrali termoelettriche ha aggravato ulteriormente la situazione, costringendo le autorità a programmare frequenti blackout a rotazione in molte province del Paese.
Il peso delle sanzioni e della carenza di petrolio
Secondo il governo cubano, uno dei principali fattori della crisi è rappresentato dalle restrizioni sulle forniture energetiche. Washington ha autorizzato nei mesi scorsi l'arrivo di una sola petroliera russa, con circa 100.000 tonnellate di greggio, ma quelle scorte risultano ormai esaurite.
L'amministrazione del presidente Donald Trump ha inoltre rafforzato le sanzioni nei confronti delle imprese statali cubane, rendendo più difficile l'approvvigionamento di carburante e inducendo numerose aziende straniere a sospendere le proprie attività sull'isola.
Sul fronte diplomatico, i rapporti tra L'Avana e Washington restano tesi. Gli Stati Uniti hanno recentemente incriminato l'ex presidente Raúl Castro, fratello di Fidel Castro, per il coinvolgimento nell'abbattimento di due aerei civili avvenuto circa trent'anni fa, mentre i negoziati tra i due Paesi non hanno registrato progressi significativi.
Cresce la tensione sociale
La crisi energetica si inserisce in un quadro economico già estremamente difficile. Nonostante il governo cubano abbia avviato alcune riforme orientate al libero mercato nel tentativo di rilanciare l'economia, la popolazione continua a fare i conti con carenze di beni essenziali, inflazione e servizi pubblici sempre più precari.
Nelle aree maggiormente colpite dai blackout cresce anche il malcontento. Negli ultimi giorni diversi residenti hanno manifestato la propria frustrazione incendiando cumuli di rifiuti o protestando con il tradizionale "cacerolazo", battendo pentole e padelle per richiamare l'attenzione delle autorità.
Il ministero dell'Energia cubano ha comunicato che sono in corso le operazioni per ripristinare gradualmente il sistema elettrico nazionale, ma al momento non è stato indicato quando la rete tornerà pienamente operativa. La nuova interruzione conferma la fragilità di un sistema energetico che continua a rappresentare una delle principali emergenze del Paese.