Un nuovo blackout ha lasciato 9 milioni di cubani al buio per la terza volta in due settimane. L'isola affronta una gravissima crisi energetica, esacerbata dal rigido embargo statunitense
Cuba ha subito martedì un nuovo blackout del Sistema elettrico nazionale, lasciando l’intero Paese senza corrente, hanno riferito le autorità. Si tratta del terzo episodio in meno di due settimane, mentre l’embargo statunitense sul petrolio mette sotto pressione la rete dell’isola.
Da gennaio, quando il presidente statunitense Donald Trump ha minacciato di imporre dazi a qualsiasi Paese che fornisca o venda petrolio all’isola, il carburante scarseggia in tutta Cuba, aggravando le crisi finanziaria ed economica che il Paese continua ad affrontare.
Il trasporto pubblico è stato in gran parte sospeso e le autorità hanno cancellato decine di migliaia di interventi chirurgici.
Cuba produce solo il 40% del carburante di cui ha bisogno e non si intravede ancora una soluzione per le importazioni.
L’azienda statale Electric Union ha riferito che un problema a un’unità di generazione nella provincia orientale di Holguín ha causato "una variazione improvvisa di frequenza", provocando il blackout del Servizio nazionale verso mezzogiorno.
Sia il ministero dell’Energia e delle Miniere sia la Electric Union hanno indicato che "sono stati attivati i protocolli per il ripristino". Ciò significa che vengono create "microisole" che poi vengono interconnesse per fornire energia alle strutture considerate prioritarie, come ospedali e impianti di trasformazione degli alimenti.
Nel pomeriggio, secondo i media, in alcune zone della capitale, l’elettricità era stata ripristinata, mentre le autorità hanno indicato che il 4% della città aveva ricevuto corrente.
Circa 9 milioni di cubani "lasciati al buio"
Alcune province, tra cui Guantánamo e Cienfuegos, hanno iniziato a fornire energia ai propri ospedali e Matanzas ha confermato il ripristino della corrente nel centro storico della città.
La settimana scorsa due blackout nazionali, lunedì e venerdì, hanno lasciato al buio oltre 9 milioni di cubani. Si sono aggiunti ad altri due episodi a marzo, oltre a diverse interruzioni a livello regionale.
I blackout hanno un forte impatto sulla popolazione e, insieme all’embargo energetico, hanno portato a limitazioni dei trasporti, riduzione degli orari di lavoro e cancellazioni di voli, oltre a gravi conseguenze per la salute pubblica.
Le funzioni di base, dalla cottura dei cibi all’approvvigionamento idrico, fino a internet e ai servizi telefonici, sono state colpite dalle interruzioni di corrente.
Washington ha attuato l’embargo energetico a gennaio, dopo la cattura dell’allora presidente venezuelano Nicolás Maduro e ha anche minacciato dazi contro altri Paesi che vendono carburante all’isola.
Le misure hanno aggravato una crisi che dura da cinque anni, causata da precedenti sanzioni e da politiche interne fallite, come l’unificazione monetaria.
Martedì, quattro deputati democratici del Congresso, che lo scorso fine settimana si sono recati a Cuba, hanno descritto l’embargo energetico imposto da Trump all’isola come una misura che sta trasformando il Paese in una "Gaza silenziosa".