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Iran, Pasdaran ai civili in Medio Oriente: "State a 500 metri da basi Usa"

Questa immagine, diffusa dalle forze di terra dei Guardiani della rivoluzione lunedì 17 ottobre 2022, mostra sistemi missilistici durante un'esercitazione nel nord dell'Iran.
Questa immagine, diffusa dalle forze terrestri della Guardia rivoluzionaria il 17 ottobre 2022, mostra sistemi missilistici in esercitazione nel nord-ovest dell'Iran. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di يورونيوز
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I Pasdaran hanno avvertito i civili in Medio Oriente di non avvicinarsi a siti con forze statunitensi, nel pieno dell'escalation militare tra Washington e Teheran

Il corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Pasdaran) ha rivolto un avvertimento ai civili nei Paesi del Medio Oriente dove sono presenti forze statunitensi, invitandoli ad allontanarsi immediatamente di 500 metri dalle basi e dai siti in cui si trovano militari statunitense, comprese le loro residenze, definite "segrete e camuffate" all'interno delle città.

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L'escalation militare tra Teheran e Washington non sembra fermarsi e gli attacchi iraniani contro postazioni statunitensi nella regione si stanno intensificando.

Il monito è arrivato nel comunicato numero 49 dei Pasdaran, che ha ripercorso gli sviluppi dello scontro dall'inizio della guerra fino alla ripresa delle operazioni militari 13 giorni fa. Nel testo si afferma che militari statunitensi hanno lasciato alcune basi e si sono trasferiti in edifici dentro le città per dirigere le loro operazioni, avvertendo la popolazione di non restare nei pressi di quei siti per la propria sicurezza.

Le tappe della guerra tra Stati Uniti e Iran

I Pasdaran hanno affermato che gli Stati Uniti hanno avviato la guerra contro l'Iran cinque mesi fa, sottolineando che nei primi giorni dello scontro 168 bambini sono stati uccisi in una scuola.

Circa 40 giorni dopo l'inizio del conflitto, Teheran ha accettato di tornare al tavolo dei negoziati e firmare un memorandum d'intesa per porre fine ai combattimenti e riportare la calma nella regione, nonostante, si legge nel comunicato, la capacità delle forze iraniane di proseguire le operazioni militari.

I Pasdaran hanno accusato gli Stati Uniti di aver violato gli impegni sin dai primi giorni dell'intesa, prima di annullarla ufficialmente il 21 luglio e riprendere la guerra.

Secondo il comunicato, a 13 giorni dalla ripresa dei combattimenti sono tornati a emergere segnali di difficoltà nelle operazioni degli Usa, spingendo le forze statunitensi a colpire impianti e strutture civili, tra cui ponti, moli per i pescatori, imbarcazioni, veicoli e linee ferroviarie.

I Pasdaran hanno inoltre accusato le forze statunitensi di aver preso di mira i pellegrini della Arbaeen dell'imam Hussein al confine iracheno, provocando morti e feriti.

L'Iran ha minacciato di reagire contro i responsabili di questi attacchi qualora dovessero continuare, sostenendo che un gran numero di ufficiali e soldati dell'esercito statunitese ha lasciato le basi per timore dei raid iraniani e ha scelto edifici all'interno delle città come centri di comando per le proprie operazioni.

I residenti dei Paesi in cui sono dispiegati militari statunitensi sono dunque invitati ad allontanarsi immediatamente di 500 metri dalle loro residenze "segrete e camuffate", per la propria sicurezza.

Viene inoltre chiesto ai cittadini iraniani di segnalare all'ufficio relazioni pubbliche del Corpo le nuove postazioni a cui si trasferiscono i militari statunitense, tramite il suo account ufficiale su "Telegram" @sepahnewsiradmin o attraverso la sezione "Contattaci" del sito sepahnews.ir.

I Pasdaran annunciano attacchi contro siti in Giordania e a Erbil

In un altro comunicato, i Pasdaran hanno annunciato di aver condotto la 27esima ondata dell'operazione "Nasr 2" ("Vittoria 2"), prendendo di mira la base Usa di Azraq, in Giordania.

Secondo i paramilitari iraniani, l'attacco ha provocato danni a diversi caccia e distrutto un edificio adibito ad alloggi per militari statunitensi, causando morti e feriti tra loro, senza che vi sia stata finora alcuna conferma da parte statunitense o giordana.

I Pasdaran hanno inoltre annunciato di aver distrutto un sistema di difesa aerea "Patriot" e un aerostato di sorveglianza statunitense a Erbil, oltre ad aver colpito una struttura residenziale per militari statunitensi, minacciando Washington con ulteriori risposte in caso di prosecuzione delle sue operazioni.

Esercito iraniano: attacchi con droni in Bahrein e Giordania

Da parte sua, l'esercito iraniano ha annunciato di aver portato a termine la 24esima fase dell'operazione "Al-Sa'eqa" ("Saetta"), prendendo di mira postazioni militari statunitensi in Giordania e in Bahrein con l'impiego di droni.

Droni kamikaze del tipo "Arash" hanno colpito serbatoi di carburante, magazzini, hangar per le attrezzature e alloggi di membri dell'esercito americano nella base di Sheikh Isa, in Bahrein.

Attacchi analoghi hanno preso di mira hangar per aerei, un impianto di manutenzione e alloggi per militari statunitensi nella base di Azraq, in Giordania.

In precedenza, l'esercito iraniano aveva annunciato di aver colpito le basi di Doha, Arifjan e al-Adairi in Kuwait, mentre i Pasdaran avevano dichiarato di aver bombardato la base aerea di Ali al-Salem nel Paese.

La Giordania annuncia l'abbattimento di missili e droni iraniani

Dal canto suo, l'esercito giordano ha annunciato venerdì di aver abbattuto sette missili e sei droni provenienti dall'Iran senza provocare vittime né danni materiali. I missili erano diretti contro il territorio del Regno.

Gli sviluppi arrivano dopo che il Comando centrale statunitense ha annunciato di aver portato a termine la 13esima notte consecutiva di attacchi contro l'Iran, sottolineando che le operazioni mirano a ridurre le minacce di Teheran alla navigazione commerciale, e che le navi continuano a transitare nello Stretto di Hormuz con il supporto dell'esercito statunitense.

Secondo le autorità iraniane, i raid hanno causato la morte di quattro persone e il ferimento di altre sette nelle province di Khuzestan e Hormozgan, oltre a danneggiare la rete elettrica a Bandar Abbas.

Gli attacchi hanno interessato aree ad Ahvaz, Omidiyeh, Andimeshk, Bandar Abbas, Jask e Na'in, mentre media iraniani hanno riferito di esplosioni udite in altre zone, tra cui l'isola di Qeshm, Konarak, Khorramabad e Khondab. A Teheran, mezzi d'informazione locali hanno annunciato l'attivazione delle difese aeree per intercettare quelle che hanno definito "obiettivi ostili".

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