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Vichinghi, carte Trump e baby tifosi: i 10 momenti più virali del Mondiale 2026

Vichinghi, assi di Trump e tifosi bebè: i 10 momenti virali più grandi dei Mondiali 2026
Vichinghi, carte di Trump e baby tifosi: i 10 momenti virali più grandi dei Mondiali 2026 Diritti d'autore  AP Photo - Instagram screenshot - Canva
Diritti d'autore AP Photo - Instagram screenshot - Canva
Di David Mouriquand
Pubblicato il
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Dai social dominati da Erling Haaland alla controversa carta Trump e al fratellino di Lamine Yamal, Keyne, diventato virale online: Euronews Cultura ripercorre i 10 momenti più virali dei Mondiali 2026.

I Mondiali 2026 stanno per concludersi: mancano solo due partite.

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Domani la Francia affronterà l’Inghilterra per il terzo posto, mentre la finale di domenica vedrà l’Argentina sfidare la Spagna.

È stata un’edizione memorabile, ospitata congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico, ricca di momenti diventati virali online. Alcuni per motivi positivi, altri decisamente meno.

Se i tifosi giapponesi che ripuliscono gli stadi, le richieste di cibo scozzese e un Erling Haaland “gioiello di uomo” hanno regalato molta allegria, alcune feste sono state offuscate da scandali che hanno preceduto il calcio d’inizio.

Ci sono stati i biglietti a prezzi esorbitanti, che hanno fatto apparire il torneo come un evento caotico e per pochi; dubbi sulla presunta neutralità politica della FIFA quando Gianni Infantino ha assegnato a Donald Trump il primo “Peace Prize” (premio per la pace) della FIFA; l’uso da parte di Infantino di un jet privato per assistere a due partite al giorno, contribuendo a quello che il New Weather Institute (fonte in inglese) ha definito “l’evento più inquinante di sempre”...

È stato un bilancio in chiaroscuro, che ha portato molti tifosi e utenti dei social a chiedersi se la FIFA, come organizzazione, non stia rovinando la festa gettando discredito sulla cultura del calcio, e se i Mondiali 2026 non siano tra i più controversi degli ultimi anni.

Ecco il riepilogo di Euronews Culture dei 10 momenti virali più significativi dei Mondiali 2026 – il meglio e il peggio.

PEGGIO: L’arbitro respinto

Omar Artan, al quale è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti, arriva a Mogadiscio, Somalia - mercoledì 10 giugno 2026
Omar Artan, al quale è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti, arriva a Mogadiscio, Somalia - mercoledì 10 giugno 2026 AP Photo

Una delle prime polemiche, che ha scatenato indignazione internazionale, è stata l’estromissione dell’arbitro somalo Omar Artan, interrogato per 11 ore dalle autorità dell’immigrazione prima che gli venisse negato l’ingresso negli Stati Uniti.

Il 34enne avrebbe dovuto diventare il primo uomo del suo Paese a ricoprire un ruolo in campo in una fase finale, ma è stato respinto dai funzionari di frontiera a Miami, nonostante avesse un passaporto diplomatico e un visto statunitense a ingresso singolo.

Artan, nominato lo scorso anno miglior arbitro uomo d’Africa, era stato definito dal presidente somalo Hassan Mohamud «un simbolo d’ispirazione per la nuova generazione di somali». La sua esclusione è stata considerata una macchia sui Mondiali e sulla FIFA, che ha dichiarato di non avere potere di intervento.

«Alla fine è il governo ospitante a decidere chi riceve un visto e chi può entrare nel Paese», si legge in un comunicato, prima che il presidente della FIFA Gianni Infantino invitasse tutti a «rilassarsi» sulla controversia.

Il triste episodio ha messo in luce non solo la durezza della lista di divieti di viaggio introdotta dall’amministrazione di Donald Trump, ma anche come la presunta neutralità politica della FIFA valga solo finché Trump non chiede di annullare cartellini rossi. Ci torneremo più avanti...

MEGLIO: La Scozia si prende la scena

Tifosi scozzesi con la Tartan Army - 23 giugno 2026
Tifosi scozzesi con la Tartan Army - 23 giugno 2026 AP Photo

La Tartan Army sa certamente come far festa. «No Scotland, no party», recita il coro.

Le bravate dei tifosi scozzesi sono diventate una delle grandi storie virali quando hanno “conquistato” Boston. Sono circolati video di scozzesi che mettono i coni stradali sulla testa delle statue, prosciugano i bar e, in generale, conquistano i locali con la loro cordialità e il loro humour.

Sono addirittura riusciti a far rendere di nuovo legale l’haggis. Di cose così ne vorremmo vedere di più.

PEGGIO: Le pause «idratazione»

Pausa di idratazione
Pausa di idratazione AP Photo

Uno dei motivi di irritazione che ha preso piede quest’anno sono state le controverse “pause di idratazione”. L’introduzione, percepita come brusca, di interruzioni obbligatorie a metà di ogni tempo è stata presentata come necessaria per la tutela dei giocatori. Nessuno però è sembrato convinto e i tifosi hanno accolto con fischi il formato in quattro “quarti”, più tipico degli sport americani.

Giocatori e allenatori hanno criticato il modo in cui le partite venivano snaturate dalla nuova struttura, e molti hanno puntato il dito contro Infantino per quelli che ritengono i motivi finanziari alla base dell’imposizione delle pause per bere. Secondo i critici, si tratta di un espediente spudorato per inserire pubblicità, che serve solo a fare cassa.

Purtroppo, l’attuale numero uno della FIFA ha dichiarato che l’organismo valuterà di mantenere le pause di idratazione anche per i futuri Mondiali, nonostante le proteste virali. E quando inevitabilmente decideranno di proseguire con queste interruzioni, vale la pena ricordare che le emittenti non vedranno l’ora di approfittarne per i diritti live...

MEGLIO: Capo Verde sorprende tutti

Il portiere di Capo Verde Vozinha
Il portiere di Capo Verde Vozinha AP Photo

Meglio sempre tifare per gli outsider. Quest’anno Capo Verde ha offerto prestazioni che hanno conquistato tutti, resistendo a Spagna e Uruguay e costringendole rispettivamente allo 0-0 e al 2-2.

I Blue Sharks hanno disputato il loro primo Mondiale, diventando il Paese più piccolo per superficie (e il secondo meno popolato) a qualificarsi. Hanno purtroppo perso 3-2 contro l’Argentina ai sedicesimi, ma tutti sono rimasti colpiti da quanto rapidamente si siano imposti come una squadra con cui fare i conti nel calcio mondiale.

Il loro portiere veterano Vozinha è stato la vera rivelazione grazie alla straordinaria prestazione contro la Spagna: in quella partita è passato da giocatore quasi sconosciuto a fenomeno virale, con i follower su Instagram saliti da 50.000 prima del torneo a oltre 27 milioni.

Intervistato da CBS News dopo l’eliminazione, il portiere quarantenne ha dichiarato: «A Capo Verde amiamo accogliere le persone. Possiamo cucinare fuori casa e mangiare insieme in strada. Ora non posso più farlo sempre. Ma sono felice perché prima, quando dicevamo che venivamo da Capo Verde, la gente chiedeva: “Dove si trova?”. Adesso conoscono il nostro Paese. Credo che sia la cosa migliore che potesse accadere».

Parole sagge, confermate dai dati: l’interesse per le isole come meta di vacanza è aumentato e le ricerche di «Cape Verde» sarebbero cresciute del 5.000 per cento.

MEGLIO: La ribellione della UEFA

Gianni Infantino
Gianni Infantino AP Photo

Per quanto riguarda le suddette pause pubblicitarie – pardon, di idratazione – l’organo di governo del calcio europeo ha annunciato che le esclude, confermando che non c’è alcuna intenzione di abbandonare i tradizionali due tempi senza interruzioni per la Champions League e gli Europei del 2028.

La UEFA ha inoltre reso molto chiara la propria opposizione alla FIFA per il divieto imposto a Omar Artan e ha espresso preoccupazione per il caso del cartellino rosso a Balogun. Il presidente Aleksander Čeferin ha avallato un comunicato in cui si accusano Infantino e la FIFA di aver superato «una linea rossa».

A proposito...

PEGGIO: Lo scandalo del “Trump card”

JD Vance, Donald Trump e Infantino
JD Vance, Donald Trump e Infantino AP Photo

Ai Mondiali, chi prende un cartellino rosso salta la partita successiva... A meno che non intervenga Donald Trump.

L’ondata di indignazione per la decisione controversa della FIFA di revocare la squalifica inflitta alla stella offensiva degli Stati Uniti Folarin Balogun, dopo una telefonata di Trump a Gianni Infantino, è stata la più grande polemica sportiva di questi Mondiali. Balogun avrebbe dovuto saltare la sfida a eliminazione diretta contro il Belgio dopo aver ricevuto un rosso per aver pestato il piede del difensore bosniaco Tarik Muharemović. Una telefonata dopo, e sembrava che fosse Trump a dettare le regole.

«Grazie alla FIFA per aver fatto la cosa giusta e aver ribaltato una grande ingiustizia!» ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. La frase non è stata affatto apprezzata.

«Vergogna! Quando è il denaro a dettare le regole, i Mondiali perdono ogni credibilità», ha dichiarato il Partito Socialista belga. «Adattare le norme per compiacere Trump, cercare di barare per vincere: che immagine deplorevole per la FIFA, per i Mondiali di calcio e per gli Stati Uniti. Le regole devono essere rispettate da tutti, nello sport come nella vita».

Le reazioni sono diventate virali, la FIFA è stata ribattezzata con un nuovo acronimo («Fix It For America», aggiusta tutto per l’America), e non sono mancati gli appelli a boicottare la partita. Per fortuna il karma ha fatto il suo corso: il Belgio ha travolto gli Stati Uniti 4-1. Questo ha spinto molti a chiedersi se Donald Trump porti sfortuna nello sport, e i meme nati dopo la vittoria del Belgio hanno divertito i tifosi di calcio in tutto il mondo. Come un post sull’account ufficiale X dei Diavoli Rossi, che recitava semplicemente: «Overturn this».

MEGLIO: La mania Haaland

Erling Haaland guida la squadra mentre partecipa a una remata su barca vichinga - 5 luglio 2026
Erling Haaland guida la squadra mentre partecipa a una remata su barca vichinga - 5 luglio 2026 AP Photo

Erling Haaland – soprannominato “The Striking Viking” – è diventato il giocatore simbolo di questi Mondiali. Non solo per le sue prestazioni in campo come MVP della Norvegia, ma anche per tutte le sue gag fuori dal terreno di gioco.

Dalla sua esultanza remando, al carattere gioviale e alla capacità di non prendersi troppo sul serio, il giocatore è stato una ventata d’aria fresca che ha conquistato il web.

È diventato una vera ossessione sui social: tra i momenti più amati, la sua continua bromance con l’inglese Jude Bellingham, un vecchio video rap riemerso che è diventato rapidamente virale e il procione impagliato come souvenir che ha riportato dagli Stati Uniti. Di lui ne vorremmo ancora.

MEGLIO: L’effetto Wonderwall

Tifosi inglesi
Tifosi inglesi AP Photo

Addio «Sweet Caroline». Adieu «Vindaloo» (brividi). Quest’anno i tifosi inglesi hanno cantato «Wonderwall» degli Oasis.

La hit della band è diventata l’inno ufficioso della campagna mondiale dell’Inghilterra e, che si tifasse o meno per la squadra, il coro di migliaia di voci che rimbombava negli stadi e nelle fan zone è stato uno spettacolo.

È successo per la prima volta il 17 giugno al Dallas Stadium, dopo la vittoria dell’Inghilterra per 4-2 contro la Croazia. I tifosi hanno iniziato a cantare; i giocatori inglesi Jude Bellingham e Anthony Gordon sono stati ripresi mentre canticchiavano il brano; e il capitano Harry Kane ha dichiarato: «È stato uno dei miei momenti preferiti di sempre con la maglia dell’Inghilterra, soprattutto in un grande torneo».

Grazie all’abbraccio dei tifosi ai Mondiali, «Wonderwall» è rientrata nella classifica dei singoli nel Regno Unito e Spotify ha rilevato un forte aumento degli ascolti. In una nota, la piattaforma ha spiegato: «Spotify può rivelare che il classico del 1995 ha vissuto una nuova ondata di popolarità, con un aumento del 50% degli ascolti nel Regno Unito – un balzo enorme considerando le già numerose riproduzioni e la fanbase di un brano così iconico e duraturo».

Peccato che non sia durato, perché quest’anno la coppa non “torna a casa”... E Mick Jagger lo sa bene.

PEGGIO: Il problema Argentina

Messi durante la partita contro l’Inghilterra
Messi durante la partita contro l’Inghilterra AP Photo

Tifare Argentina è diventato sempre più problematico quest’anno, perché la squadra e i suoi sostenitori sono diventati virali per i motivi sbagliati.

La squadra è arrivata in finale dopo aver battuto l’Inghilterra 2-1, ma chiunque frequenti i social avrà notato che molti fanno il tifo contro i campioni in carica. I tifosi sono stati criticati per cori razzisti, e un video ha spinto la FIFA ad aprire un’indagine per insulti. Al popolare streamer IShowSpeed, che è nero e stava trasmettendo in diretta da una partita, un supporter argentino ha detto di «andare a piangere allo zoo».

In un comunicato la FIFA ha dichiarato: «La FIFA è stata informata di un episodio che ha coinvolto un tifoso e #IShowSpeed al Miami Stadium durante la partita Argentina–Capo Verde del 3 luglio 2026 e ha avviato immediatamente un’indagine».

Nel frattempo, molti tifosi hanno fatto propria la teoria del complotto secondo cui la FIFA avrebbe pilotato il torneo a favore dell’Argentina – soprattutto dopo i quarti di finale contro l’Egitto.

L’Egitto era in vantaggio, si è visto annullare un gol in modo contestato, e la richiesta di revisione video su una rete dell’Argentina è stata respinta. Il ct Hossam Hassan ha affermato: «È tutta una questione di soldi», aggiungendo: «Vogliono che Messi resti nel torneo. Nel calcio molte cose accadono fuori dal campo per via degli interessi. Quello che è successo è stato ingiusto. L’Egitto meritava di qualificarsi. Siamo stati la squadra migliore».

Come se non bastasse, i giocatori argentini hanno esposto uno striscione con la scritta «Las Malvinas son Argentinas» («Le Falkland sono argentine») durante i festeggiamenti dopo la partita contro l’Inghilterra. L’Argentina rischia un procedimento disciplinare e una multa per violazione delle regole FIFA che vietano messaggi politici sul terreno di gioco.

L’ultima controversia esplosa sui social? Molti sottolineano che Benjamin Netanyahu, in un recente podcast, ha dichiarato di tifare perché l’Argentina vinca i Mondiali, mentre il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha pubblicato (fonte in inglese) su X, pochi istanti dopo il fischio finale della partita Inghilterra–Argentina: «È vero, non posso entrare nel Regno Unito perché sto annientando l’idea dello Stato palestinese, ma due gol sono entrati benissimo».

In sostanza, domenica in finale saranno in molti a tifare Spagna.

MEGLIO: Il fratellino di Lamine Yamal, Keyne

Lamine Yamal e il suo fratellino Keyne
Lamine Yamal e il suo fratellino Keyne X screenshot

Per chiudere con una nota più gioiosa, l’ultima sensazione virale è stato il fratellino del calciatore spagnolo Lamine Yamal, Kenye.

Il piccolo di tre anni sta conquistando il web: lo si vede spesso fare il tifo per il fratello, urlare «vamos» e persino mandare baci alla telecamera. Una star è nata.

La rivista Hola! lo ha sintetizzato al meglio: «Questa volta, la sensazione più grande della competizione non è un atleta, né i gol, né il trofeo in sé... È Keyne, il fratello di tre anni di Lamine Yamal, che sta conquistando il torneo con i suoi momenti esilaranti».

Keyne era già stato visto in campo con il fratello maggiore dopo la vittoria della Spagna agli Europei 2024, e sembra che il carisma di questo bambino non abbia limiti.

Con la Spagna che domenica affronterà l’Argentina, è probabile che Keyne si prenderà ancora qualche titolo (e qualche cuore) prima che il torneo si chiuda.

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