I titoli dei media avvertono che la Spagna ha puntato troppo sul solare. Ma è davvero tutta la storia?
La Spagna, che punta con grande ambizione sull'espansione delle rinnovabili, è sottoposta a un crescente scrutinio. C'è chi teme che un eccesso di energia solare possa provocare una fuga di massa degli investitori.
Nelle ultime due settimane, due importanti testate giornalistiche hanno criticato gli sforzi del Paese per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili inquinanti, investendo oltre 70 miliardi di euro in energia pulita negli ultimi 15 anni.
Titoli come “In Spagna il solare è così economico che gli investitori cercano una via d'uscita” e “Come il boom del solare spagnolo si è trasformato in flop” suggeriscono che l'eccesso di elettricità nel Paese stia svalutando i parchi solari e allontanando gli investimenti.
Ma è davvero tutta la storia? Quali soluzioni ha la Spagna e che cosa significa tutto questo per i cittadini?
Le rinnovabili proteggono la Spagna dai prezzi volatili dei combustibili fossili
Lo scorso anno il 75 per cento dell'elettricità spagnola è arrivato da fonti pulite, con eolico e solare che hanno rappresentato il 42 per cento del mix complessivo del Paese.
Secondo il think tank energetico Ember, nel 2025 la Spagna ha fatto ricorso ai combustibili fossili solo per il 25 per cento della produzione elettrica. Le sue emissioni pro capite, pari a 0,9 tonnellate di CO2 equivalente, sono state inferiori alla media UE di 1,3 tonnellate di CO2e.
«Grazie alla crescita delle energie rinnovabili, famiglie e imprese spagnole hanno accesso ad alcuni dei prezzi dell'elettricità più bassi d'Europa», spiega Roselow a Euronews Earth.
Il principio del merit order stabilisce che il prezzo dell'elettricità è determinato dalle centrali più costose ancora necessarie per soddisfare la domanda. Se il fabbisogno elettrico di un Paese non può essere coperto esclusivamente da energia pulita, entrano in gioco fonti più care – e più inquinanti – come carbone e gas.
È il motivo principale per cui, nonostante gli investimenti nelle rinnovabili, i prezzi dell'elettricità restano elevati in gran parte d'Europa.
Un rapporto pubblicato da Ember il mese scorso ha però rilevato che la forte crescita di eolico e solare in Spagna ha «indebolito in modo significativo il legame tra i prezzi del gas e quelli dell'elettricità» dalla crisi del gas del 2021-2024.
Di conseguenza, gli utenti spagnoli risparmiano circa 10 euro al mese sulle bollette grazie a questo disaccoppiamento dei prezzi dell'elettricità.
Gli investitori nel solare voltano le spalle alla Spagna
I prezzi bassi per i consumatori, però, non determinano automaticamente le scelte degli investitori privati.
Di recente Bloomberg ha riferito che almeno quattro progetti o società spagnole sono stati messi in vendita, sostenendo che l'ondata di investimenti nel solare ha creato un «eccesso di elettricità» così grande da far crollare il valore dei parchi fotovoltaici.
Fonti che hanno chiesto di restare anonime affermano che un produttore di energia solare ha ricevuto «offerte al ribasso» da potenziali acquirenti e ha da allora congelato la vendita dei propri asset.
José Donoso, direttore generale di UNEF, la principale associazione del settore fotovoltaico in Spagna, spiega a Euronews Earth che in un comparto in cui i fondi d'investimento sono attori chiave «le operazioni societarie di acquisto e vendita di imprese e progetti sono una normale dinamica ciclica».
«Al momento non si registra un livello anomalo di questo tipo di attività», aggiunge. «Da un lato alcune imprese hanno deciso di vendere, dall'altro ci sono aziende che ritengono le valutazioni di mercato troppo basse e scelgono quindi di non farlo».
Anche se alcune società stanno valutando la vendita, l'espansione delle rinnovabili in Spagna non ha ancora rallentato. Tra maggio 2025 e aprile 2026, dopo i blackout che hanno colpito l'intero Paese, sono stati aggiunti in media 1,2 GW al mese di nuova capacità eolica e solare, leggermente più della media registrata nell'anno precedente all'interruzione di corrente.
Ciò non significa però che l'eccesso di energia solare in Spagna non sia un problema da affrontare.
Perché la Spagna spreca così tanta energia solare?
Quest'anno, tra gennaio e marzo, in Spagna si sono registrate 397 ore di prezzi dell'elettricità negativi, un forte aumento rispetto alle 48 ore dello stesso periodo dell'anno scorso.
I prezzi dell'elettricità possono scendere sotto lo zero quando l'offerta supera la domanda. In questi momenti alcuni produttori presentano offerte sempre più basse – o addirittura negative – per restare collegati alla rete, perché fermare gli impianti o vedere la propria produzione ridotta può risultare più costoso e in alcuni casi comporta la perdita di sussidi o di altre entrate.
A differenza di mercati come quello tedesco o britannico, la normativa spagnola non impone al gestore della rete di compensare i produttori quando sono costretti a ridurre la generazione per evitare di sovraccaricare il sistema. Questo si traduce in rendimenti più bassi per chi investe nei parchi solari.
Il solare, in particolare, è una forma di energia rinnovabile poco flessibile. Produce soprattutto durante il giorno, quando i consumi tendono a essere bassi, e smette di generare elettricità la sera, proprio quando molte famiglie rientrano da lavoro e scuola e hanno bisogno di più energia.
Donoso sostiene che il mercato elettrico oggi funziona con regole poco adatte al solare e aggiunge: «Disponiamo di una tecnologia con costi marginali praticamente pari a zero, che non può essere valutata in modo efficiente attraverso un meccanismo di mercato basato sui costi marginali».
Per affrontare il problema, propone di introdurre un limite minimo e uno massimo di prezzo, simili al meccanismo utilizzato con la cosiddetta «eccezione iberica». Questo strumento ha consentito a Spagna e Portogallo, nel 2022, di disaccoppiare per 12 mesi il prezzo del gas da quello dell'elettricità dopo l'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia.
«Abbiamo inoltre bisogno di un prezzo minimo per evitare il ripetersi diffuso di prezzi nulli o negativi e garantire che i produttori da fonti rinnovabili, che non hanno costi operativi variabili, possano ottenere un ritorno adeguato sui loro investimenti», afferma Donoso.
«Abbiamo inoltre proposto al governo diverse misure, tra cui l'abolizione dell'imposta sulla generazione elettrica, che è già stata annunciata».
UNEF chiede anche che le riduzioni tecniche della produzione vengano compensate ai prezzi di mercato e che il contributo al bonus sociale – un prelievo obbligatorio che finanzia tariffe scontate per le famiglie vulnerabili e a basso reddito – sia calcolato in proporzione ai ricavi effettivamente ottenuti da ciascun impianto, e non come importo fisso.
Le batterie possono risolvere il dilemma del solare in Spagna?
Anche se la redditività del solare è oggi inferiore rispetto al passato, molti esperti ritengono che le batterie rappresentino la soluzione migliore. Consentono infatti a famiglie e parchi fotovoltaici di immagazzinare l'energia prodotta durante il giorno per utilizzarla più tardi, la sera.
Questo aiuterebbe a riequilibrare i consumi energetici in Spagna e a ridurre il numero di ore con prezzi dell'elettricità negativi.
Bloomberg riferisce persino che una delle società solari intervistate in Spagna ha ritirato la vendita dopo aver deciso di investire nelle batterie.
Negli ultimi dieci anni il costo delle batterie è crollato dell'85 per cento, rendendole una soluzione molto più accessibile. Lo scorso anno nell'UE sono stati installati 10 GW di capacità di accumulo, sufficienti ad alimentare in media da 7,5 a 10 milioni di abitazioni.
La Commissione europea ha approvato lo scorso anno 200 milioni di euro di aiuti di Stato spagnoli per accelerare la transizione verde. Il pacchetto prevede sostegni agli investimenti «in tutte le fonti di energia rinnovabile e nei sistemi di accumulo».
«Lo sviluppo dei sistemi di accumulo a batteria in Spagna è stato più lento, ma la capacità installata di grandi batterie è quadruplicata nel 2025, seppur partendo da livelli contenuti», osserva Roselow.
«Le analisi di Ember sugli scenari dei gestori di rete indicano per la Spagna una crescita attesa delle batterie di dieci volte tra il 2025 e il 2030, con l'installazione presso siti solari già esistenti come principale fattore trainante».
Donoso sostiene che ormai i progetti solari non possono più essere considerati sostenibili se non includono sistemi di accumulo a batteria.
«Attualmente 27 GW di progetti di accumulo a batteria sono in fase di autorizzazione amministrativa, tra installazioni autonome e sistemi ibridi abbinati a impianti solari», aggiunge Donoso.
I sistemi di accumulo domestico possono ridurre in modo significativo le bollette, soprattutto per chi dispone di pannelli solari sul tetto ma non lavora da casa e quindi consuma meno energia durante il giorno.
Modificare la domanda di energia in Spagna
Sebbene l'accumulo a batteria possa contribuire a risolvere l'eccesso di solare in Spagna, servirà tempo prima che la tecnologia si diffonda su larga scala. Ember sottolinea però che non è l'unico strumento a disposizione del Paese.
«Un'altra soluzione importante è creare più domanda nei momenti di alta produzione da rinnovabili, spostando in avanti o indietro i consumi esistenti oppure generando nuova domanda tramite un'elettrificazione intelligente», spiega Roselow.
Circa il 99 per cento delle famiglie spagnole dispone già di un contatore intelligente, il che rende molto più semplice la flessibilità della domanda.
Secondo le stime di Ember, la sola ricarica intelligente dei veicoli elettrici potrebbe assorbire circa il 3 per cento della produzione oraria di picco di energia eolica e solare (utility) in Spagna.
«Sarebbe un contributo significativo per il sistema, se si considera che a maggio 2026 si stima sia stato limitato circa il 10 per cento dell'energia mensile generata dai parchi eolici e solari spagnoli».
Il problema è che, al momento, alcune componenti delle tariffe elettriche sono parzialmente collegate ai prezzi del mercato elettrico – il che incentiva i consumi nelle ore di forte produzione solare e prezzi bassi – ma la maggior parte della bolletta è fatta di oneri di rete e tasse che non variano in base all'offerta di energia.
«Ancor peggio, la parte variabile degli oneri di rete è più alta tra le 10 e le 14 e tra le 18 e le 22, scoraggiando i consumi proprio nel momento del picco solare di mezzogiorno», spiega Roselow.
«Ciò impedisce ai consumatori di sfruttare appieno i periodi in cui l'energia è più abbondante e meno costosa e riduce l'efficienza complessiva del sistema».
La Grecia ha già affrontato questo problema introducendo una normativa che consentirà alle famiglie di accedere a tariffe elettriche ridotte in determinate fasce orarie diurne, quando la produzione è abbondante, principalmente grazie al solare. Con il nuovo sistema, le tariffe agevolate saranno disponibili per un totale di sei ore al giorno. Gli orari varieranno a seconda della stagione, per riflettere il cambiamento delle ore di luce.
Nel Regno Unito, il governo afferma di stare valutando l'ipotesi di offrire elettricità gratuita o scontata in queste ore di picco, per evitare stress sulla rete.
La corsa della Spagna verso l'elettrificazione
Entro la fine dell'anno il governo spagnolo dovrebbe presentare un nuovo piano per la rete energetica, che aumenterà di oltre 27 GW la capacità di connessione alla rete.
L'espansione punta a sostenere la nuova domanda di elettricità di settori come l'industria e i data center, che secondo Donoso gli investitori guardano «con grande favore». Di conseguenza, afferma, la grande maggioranza intende proseguire con i propri progetti.
La transizione energetica richiede una crescita della domanda elettrica, perché l'elettrificazione è il modo più efficiente per decarbonizzare. Al momento, però, i consumi energetici in Spagna crescono appena.
Nel 2025 la domanda è stata infatti solo del 2 per cento superiore a quella del 2024 e rimane ancora inferiore ai livelli precedenti alla pandemia di COVID.
Tuttavia, più il Paese avanza verso l'elettrificazione – ad esempio passando ai veicoli elettrici – più i consumatori potranno sfruttare il solare a basso costo della Spagna ed evitare che venga sprecato.
«Se la nuova domanda di elettricità, ad esempio da trasporti o industria, potrà essere indirizzata verso i picchi di produzione rinnovabile, si potrà sostenere un prezzo migliore per i progetti green, migliorandone la redditività e riducendo il costo delle limitazioni di produzione, con benefici per tutti i consumatori», afferma Roselow.
«Con una produzione elettrica sempre più rinnovabile, competitiva e domestica, la Spagna è nella posizione ideale per puntare sull'elettrificazione».