Quasi tre quarti degli edifici europei sono inefficienti dal punto di vista energetico; il problema può essere superato con le tecniche di bioedilizia, capaci di mantenere gli edifici freschi riducendo le emissioni di CO2
Con milioni di persone provate da ondate di calore sempre più precoci (iniziate quest'anno in largo anticipo) gli edifici in cui viviamo e lavoriamo sono finiti al centro dell'attenzione.
In molte aree dell'Europa settentrionale, i cittadini stanno scoprendo che gran parte delle abitazioni è stata progettata per trattenere il calore e non per disperderlo: quando le temperature aumentano, molte case si trasformano in vere e proprie serre con effetto sauna.
Esistono però soluzioni. L'edilizia sostenibile punta su tecniche di costruzione capaci di mantenere gli ambienti più freschi, in grado di ridurre l'impatto climatico. Tra queste, l'utilizzo di materiali locali, che limitano le emissioni legate al trasporto, e sistemi progettuali pensati per adattarsi alle nuove condizioni climatiche.
Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), il settore edilizio è responsabile di circa il 35% delle emissioni di gas serra dell'Unione europea.
L'edilizia ecologica mantiene freschi gli edifici anche quando le temperature salgono
Adrien Poullain è architetto, costruttore specializzato in edilizia ecologica e fondatore di Les Grands Moyens. Definisce questo settore come "un insieme di tecniche basate su materiali naturali". Spesso si tratta di "materiali reperiti localmente, che vengono generalmente posati con pochi attrezzi o con macchinari che richiedono poca energia elettrica o meccanica. Può trattarsi, ad esempio, di costruzioni in terra cruda, legno, paglia o pietra".
La biblioteca Simone Veil, a Le Chesnay-Rocquencourt, nella periferia di Parigi, è stata costruita secondo i principi dell'edilizia ecologica, e la scelta ha dato i suoi frutti durante l'ondata di calore di giugno in Francia. L'edificio è rimasto aperto nonostante sia privo di aria condizionata.
Gaëlle Ledoré-Montier, direttrice della biblioteca, racconta che mentre all'esterno le temperature arrivavano "fino a 35/36 °C", all'interno "siamo riusciti a mantenere una temperatura di 23,5 o 25,5 °C".
Ledoré-Montier ha aggiunto che, anche "con l'ondata di calore senza precedenti della settimana, quando le temperature hanno raggiunto un massimo di 41/42 °C, sabato sera abbiamo registrato al massimo 32 °C. È tanto, ma siamo comunque rimasti circa 10 °C al di sotto della temperatura esterna".
Quasi il 75% del patrimonio edilizio europeo è inefficiente dal punto di vista energetico
Per proteggere la popolazione durante le ondate di calore estreme, i governi dell'UE invitano i residenti a mantenere fresche le proprie abitazioni. Le linee guida ufficiali di sanità pubblica in Francia, per esempio, raccomandano di restare il più possibile in ambienti chiusi e freschi. Ma per molti europei questo consiglio è difficile da seguire.
Secondo i dati dell'UE, quasi il 75% del patrimonio edilizio europeo è inefficiente dal punto di vista energetico, mentre oltre l'85 per cento degli edifici attuali resterà in uso nel 2050. Nonostante ciò, il tasso di ristrutturazione si ferma a circa l'1% l'anno.
Lo stato del patrimonio edilizio europeo non è solo un problema di salute pubblica, ma anche climatico. Gli edifici mal isolati richiedono più energia sia per il riscaldamento in inverno sia per il raffrescamentodurante le ondate di calore estive, sempre più frequenti.
Il costruttore sostenibile Poullain spiega perché l'edilizia verde genera meno emissioni di gas serra: "L'edilizia green ha il vantaggio di essere a basse emissioni di carbonio, cioè richiede molta meno energia nei processi di produzione e nei materiali utilizzati, che necessitano di meno trasporto e meno lavorazioni. Contribuisce quindi a rispettare gli impegni presi con l'Accordo di Parigi".
Nel 2015 l'Unione europea ha firmato l'Accordo di Parigi, che mira a mantenere "l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali" e a limitare "l'incremento della temperatura a 1,5 °C sopra i livelli preindustriali".
Secondo l'AEA, nel frattempo, gli edifici rappresentano il 42% dei consumi energetici nell'UE, in gran parte per il riscaldamento e il raffrescamento. La progettazione diventa quindi decisiva per mantenere gli ambienti interni a temperature confortevoli.
L'edilizia ecologica costa di più
Uno dei principali ostacoli all'edilizia ecologica sono i costi. Secondo le stime di Poullain, è spesso più cara del 15–20% rispetto all'edilizia tradizionale. Per questo le imprese che costruiscono in modo sostenibile partono svantaggiate nelle gare d'appalto, perché i clienti tendono a privilegiare il costo iniziale più basso, anche se nella maggior parte dei casi gli edifici sostenibili fanno risparmiare nel lungo periodo.
Per esempio, Marie Heckenbenner, che vive in un condominio costruito in mattoni di terra cruda nella cittadina di Bagneux, alla periferia di Parigi, racconta di non aver mai acceso il riscaldamento da quando si è trasferita, due anni fa.
Parigi punta su isolanti bio-based
Secondo Jacques Baudrier, vicesindaco di Parigi con delega all'housing e alla riqualificazione energetica, la capitale si sta già adattando. Dal 2020 la città utilizza solo materiali isolanti bio-based per rinnovare edifici pubblici e abitazioni.
Baudrier spiega che la scelta è dovuta "soprattutto alla loro capacità di garantire uno sfasamento termico". E aggiunge: "Si tratta di legno, lana, canapa, paglia, ovatta di cellulosa, solo materiali di origine biologica. Abbiamo già avviato l'isolamento integrale di 80.000 alloggi sociali".
Per il vicesindaco, però, la sfida principale è coinvolgere i privati che ristrutturano, in particolare i proprietari di seconde case: "Quasi il 30% del patrimonio abitativo privato è composto da alloggi vuoti o seconde residenze. Ci sono quindi molti proprietari di seconde case in edifici che sono vere e proprie trappole di calore, nei vecchi quartieri del centro di Parigi, dove abbondano i colabrodi termici. Poiché non ci vivono, votano contro l'esecuzione dei lavori di ristrutturazione".
Baudrier ritiene che servano incentivi finanziari per favorire il passaggio all'edilizia ecologica: "applicare un'aliquota IVA ridotta al 5,5% ai materiali bio-based e geo-sourced". Propone inoltre una "eco-condizionalità, per cui alcuni tipi di finanziamento – in particolare i fondi pubblici statali – verrebbero aumentati per i progetti di costruzione o ristrutturazione che utilizzano materiali sostenibili ed ecocompatibili".