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Algeria, affluenza ai minimi storici: perché alle legislative ha votato appena il 20,8%

Gli addetti alle elezioni hanno iniziato lo spoglio delle schede dopo le parlamentari ad Algeri, giovedì 2 luglio 2026. (Foto AP/Fateh Guidoum)
Gli scrutatori hanno iniziato lo spoglio delle schede dopo le elezioni legislative ad Algeri, giovedì 2 luglio 2026. (Foto AP/Fateh Guidoum) Diritti d'autore  AP Photo
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Di Chaima Chihi
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La decima elezione parlamentare dall'indipendenza registra la partecipazione più bassa di sempre. Tra crisi economica, sfiducia nelle istituzioni e restrizioni delle libertà, milioni di algerini hanno scelto di disertare le urne

Le elezioni legislative che si sono svolte giovedì in Algeria hanno registrato l'affluenza più bassa nella storia del Paese: solo il 20,79% degli aventi diritto, su circa 24 milioni di elettori, si è recato alle urne, secondo quanto annunciato dall'Autorità nazionale indipendente per le elezioni.

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Si tratta della decima consultazione legislativa dalla proclamazione dell'indipendenza dell'Algeria nel 1962 e della seconda dopo lo scoppio del movimento di protesta popolare del 2019, che ha portato a la destituzione del presidente defunto Abdelaziz Bouteflika.

Questa percentuale segna un calo significativo rispetto alle legislative del 2021. Anche allora l'affluenza era stata modesta, intorno al 23%, ma il dato registrato nel voto di ieri conferma una tendenza al ribasso costante e consacra un disinteresse popolare sceso a livelli record, i più bassi nella storia dei processi elettorali del Paese.

In Algeria le elezioni legislative non hanno mai suscitato, per tradizione, lo stesso interesse popolare e la stessa attenzione politica delle presidenziali o delle amministrative. Ma questa volta il disincanto è apparso senza precedenti.

Se nelle campagne precedenti si assisteva di norma a ampi dibattiti e polemiche su dossier sociali ed economici sensibili, questa tornata ha invece mancato di quella vivacità abituale.

Secondo l'Autorità nazionale indipendente per le elezioni, l'annuncio delle liste definitive e dei partiti vincitori avverrà non appena saranno ricevuti gli ultimi verbali dai seggi all'estero, entro i termini di legge. In seguito i verbali e i ricorsi sulla regolarità del voto saranno trasmessi alla Corte costituzionale, che dovrà pronunciarsi e convalidare i risultati finali entro un massimo di dieci giorni dalla data della loro ricezione.

Perché l'elettore algerino ha disertato le urne?

Questo calo record della partecipazione non può essere letto isolatamente dal clima generale che domina la scena politica e sociale del Paese. Gli osservatori concordano nel ritenere che l'astensione storica sia il risultato di fattori strutturali e di pratiche politiche che hanno ampliato il divario tra la società e le istituzioni di potere.

Le cause di questo "raffreddamento politico" possono essere riassunte in alcuni punti principali:

1. Pressione del costo della vita ed erosione del potere d'acquisto

In cima ai motivi della diserzione dalle urne c'è la situazione economica. I cittadini algerini subiscono le conseguenze dell'aumento della disoccupazione, in particolare tra i giovani, a cui si aggiunge l'impennata dell'inflazione e del caro-prezzi che colpisce anche i beni di prima necessità.

Questa realtà difficile ha generato una profonda "frustrazione popolare". Per una larga parte degli algerini le elezioni non sono più in grado di offrire soluzioni concrete alle crisi quotidiane né di migliorare le condizioni materiali di vita.

Il voto è così percepito come una "pratica marginale" che non cambia nulla nella sostanza, e come una sorta di kermesse in cui si confrontano soprattutto candidati vicini al sistema o utili soltanto a completare un pallido decoro democratico.

Un uomo raccoglie le schede per esprimere il proprio voto alle elezioni parlamentari ad Annaba, in Algeria, giovedì 2 luglio 2026. (AP Photo/Mohamed Ali)
Un uomo raccoglie le schede per esprimere il proprio voto alle elezioni parlamentari ad Annaba, in Algeria, giovedì 2 luglio 2026. (AP Photo/Mohamed Ali) AP Photo

2. Restringimento del bacino elettorale

Il sistema politico algerino ha a lungo fatto affidamento su tradizionali "serbatoi elettorali" per garantire la legittimità delle consultazioni, in particolare tra gli abitanti del sud e delle province interne, oltre che nella diaspora algerina all'estero.

Tuttavia questa tornata elettorale ha messo in luce una crepa strutturale nella strategia di mobilitazione popolare, poiché il potere non è riuscito questa volta ad attivare i consueti meccanismi di raccolta del consenso.

Questo arretramento riflette un cambiamento di umore in questi segmenti dell'elettorato, che ormai ritengono che il proprio voto non contribuisca a soddisfare le rivendicazioni locali. Da qui una sorta di rottura con percorsi elettorali che continuano a riproporre volti e politiche ormai privi di consenso.

3. Restrizione delle libertà senza precedenti

Il processo elettorale è coinciso con allarmi, sia interni sia internazionali, per il forte deterioramento del clima delle libertà pubbliche.

Rapporti di organizzazioni per i diritti umani, come "Amnesty International", hanno puntato il dito contro una politica di stretta digitale e contro le azioni giudiziarie nei confronti di attivisti, giornalisti e influencer online, giudicate molto più diffuse rispetto all'epoca del presidente Abdelaziz Bouteflika, deposto dal movimento di protesta del 22 febbraio 2019.

In questo contesto l'astensione diventa un "atto politico" con cui l'elettore esprime il rifiuto dello status quo, poiché molti ritengono che partecipare a un voto organizzato mentre si mettono a tacere le voci critiche equivalga ad avallare un percorso in cui manca una vera opposizione.

Al centro del dibattito c'è anche la "articolo 200" della legge elettorale. Questo dispositivo normativo, approvato con lo slogan della lotta al "denaro sporco" e del controllo delle lealtà politiche, si è trasformato da strumento per garantire la trasparenza a mezzo per escludere candidati, persino coloro che hanno contribuito a farlo approvare in parlamento.

Secondo i critici, la formulazione vaga dell'articolo 200 viola il principio di pari opportunità tra i candidati e consente decisioni di esclusione che possono mancare di criteri precisi e trasparenti.

In questo quadro diversi partiti hanno messo in guardia contro una "deriva pericolosa" che potrebbe colpire il cuore stesso del processo elettorale, mentre forze di opposizione accusano il potere algerino di voler "smantellare l'architettura partitica" escludendo figure di spicco e candidati influenti dalle proprie liste.

Secondo molti analisti, l'esito dovrebbe favorire i partiti vicini al sistema, a cominciare dal Fronte di liberazione nazionale, che domineranno un nuovo parlamento con un mandato di cinque anni.

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