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Russia, la Corte Suprema esclude l'unico partito anti-guerra in Ucraina Jabloko dalle elezioni di settembre

Nikolaj Rybakov, presidente del partito "Jabloko"
Nikolaj Rybakov, presidente del partito "Jabloko" Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Mihhail Salenkov
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La Corte Suprema russa ha annullato la registrazione della storica formazione Jabloko per le elezioni parlamentari di settembre. Il partito liberale era l'unica forza ufficialmente ammessa a opporsi alla guerra in Ucraina. L'esclusione arriva dopo il ricorso della formazione nazionalista Rodina

La Corte Suprema russa ha annullato la registrazione del partito Jabloko alle elezioni per la Duma di Stato, escludendo così dalla competizione parlamentare di settembre uno dei pochi partiti russi ad aver assunto apertamente una posizione contraria alla guerra in Ucraina.

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La decisione arriva pochi giorni dopo l'ammissione ufficiale della lista da parte della Commissione elettorale centrale.

Il ricorso era stato presentato il 7 agosto dal partito Rodina (Patria), formazione nazionalista e filogovernativa guidata dal deputato Aleksej Zhuravlev. Jabloko ha annunciato che intende impugnare la decisione.

Chi è Jabloko, il partito liberale che chiede la pace

Jabloko, il cui nome in russo significa "mela", è una storica formazione democratica e liberale russa fondata nel 1993, guidata dal 2015 da Nikolaj Rybakov.

La figura di riferimento del partito è il fondatore Grigorij Javlinskij che per decenni ha rappresentato una delle principali voci dell'opposizione liberale russa.

Javlinskij, politico ed economista, fu ispiratore di alcune riforme economiche che puntavano a portare l'Unione Sovietica al sistema di mercato durante gli anni della perestrojka di Michail Gorbachov.

Tali riforme non furono mai realizzate sia a causa della scarsa volontà del Partito Comunista, sia per la repentina disgregazione dell'Unione.

Jabloko si presenta come una forza democratica, favorevole ai diritti civili, alle libertà politiche e a una Russia più aperta all'Europa.

Negli ultimi anni, e in particolare dopo l'invasione dell'Ucraina, il partito ha assunto una posizione esplicitamente contraria alla guerra. Il partito chiede un cessate il fuoco e l'avvio di negoziati diplomatici con Kiev.

Per le elezioni del 2026 aveva scelto lo slogan: "Per la pace e la libertà". Il programma elettorale, insolitamente breve, conta appena 43 parole e mette al centro cessate il fuoco, diplomazia, pace e il rifiuto di una possibile escalation nucleare.

Dalla registrazione all'esclusione

La vicenda è particolarmente significativa perché Jabloko era stato regolarmente ammesso alle elezioni. Il 10 luglio la Commissione elettorale centrale aveva verificato e certificato le liste del partito, per poi registrarlo ufficialmente la lista federale per la Duma il 29 luglio.

La formazione aveva presentato 275 candidati nella lista federale, oltre ad altri 137 candidati nei collegi uninominali.

La registrazione sembrava dunque aprire la strada alla partecipazione alla consultazione di settembre. Poi è arrivato il ricorso di Rodina.

Secondo Zhuravlev, gli avvocati del suo partito Rodina avrebbero individuato violazioni nella campagna elettorale di Jabloko, accusando il partito in particolare di aver ricevuto finanziamenti dall'estero non transitati attraverso i canali ufficiali.

Tra le contestazioni anche l'utilizzo di social network vietati in Russia, che secondo Rodina sarebbero stati sostenuti finanziariamente dall'Occidente.

Ma l'accusa più pesante riguarda la presunta presenza di "segni di estremismo" nella posizione politica di Jabloko.

Rodina ha collegato questa contestazione soprattutto agli appelli del partito per la fine della guerra e per l'avvio di negoziati di pace con l'Ucraina. Accuse che Jabloko ha respinto.

"Nessun motivo per escluderci"

Davanti alla Corte Suprema, il leader di Jabloko Nikolaj Rybakov ha sostenuto che non esistessero motivi per cancellare la registrazione della lista.

La sua difesa si è concentrata anche sul fatto che i documenti del partito fossero già stati esaminati dalla Commissione elettorale centrale.

Rybakov ha inoltre ricordato che il Ministero della Giustizia aveva effettuato ripetuti controlli sulla formazione senza individuare irregolarità tali da giustificare l'esclusione.

Il partito ha definito le accuse di Rodina infondate e prive di prove.

La pressione degli altri partiti filogovernativi

Contro Jabloko si sono schierati anche esponenti di altre importanti formazioni parlamentari russe.

Il leader del Partito comunista russo Gennadij Ziuganov ha accusato gli esponenti di Jabloko di non sostenere quella che definisce la politica di rafforzamento dello Stato russo e di non aver condannato le azioni dell'Ucraina.

Ancora più duro il leader dell'LDPR, Leonid Slutski, che ha chiesto di classificare Jabloko come organizzazione indesiderata proprio per la sua posizione favorevole ai negoziati di pace con Kiev.

Sergej Mironov, leader di Russia Giusta, ha invece sollecitato controlli da parte del Ministero della Giustizia e della Procura generale, accusando Jabloko di opporsi alla cosiddetta "operazione militare speciale" russa e di sostenere "agenti stranieri".

Perché l'esclusione di Jabloko è importante

La decisione assume un peso politico particolare perché Jabloko era l'unica formazione registrata per queste elezioni a proporre apertamente una linea contraria alla prosecuzione della guerra in Ucraina.

Reuters definisce l'esclusione un ulteriore restringimento dello spazio per il dissenso politico in Russia.

E proprio la presenza di Jabloko alle elezioni aveva suscitato interrogativi già prima della decisione della Corte.

Alcuni osservatori avevano ipotizzato che le autorità potessero considerare utile la partecipazione del partito come valvola di sfogo per il malcontento degli elettori contrari alla guerra.

Altri avevano suggerito che una candidatura apertamente pacifista potesse servire a misurare, almeno formalmente, la consistenza dell'elettorato contrario alla linea del Cremlino.

Un'altra interpretazione riguardava invece la possibile concorrenza elettorale con Novye Ljudi ("Nuove Persone"), formazione relativamente più recente e considerata in crescita. L'ipotesi era che la presenza di Jabloko potesse sottrarre consensi a quest'ultima.

Le elezioni per la Duma di Stato, il parlamento russo, sono previste dal 18 al 20 settembre 2026. Si voterà nell'arco di tre giorni insieme a numerose consultazioni regionali e locali.

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