Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Calore record degli oceani alimenta l'innalzamento del mare e fenomeni meteo estremi sulla terra

ARCHIVIO - Coralli sbiancati sono visibili nel Flower Garden Banks National Marine Sanctuary, al largo di Galveston, Texas, nel Golfo del Messico, il 16 settembre 2023.
ARCHIVIO - Coralli sbiancati sono visibili nel Flower Garden Banks National Marine Sanctuary, al largo di Galveston, Texas, nel Golfo del Messico, 16 set 2023. Diritti d'autore  AP Photo/LM Otero, File
Diritti d'autore AP Photo/LM Otero, File
Di Angela Symons
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Nuovi dati del programma Copernicus mostrano che le temperature medie giornaliere della superficie degli oceani hanno raggiunto livelli record per questo periodo dell’anno.

La temperatura media della superficie dei mari a livello globale ha raggiunto valori record per questo periodo dell’anno, un nuovo segnale che gli oceani del mondo stanno entrando in quella che gli scienziati definiscono «territorio inesplorato».

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Il 21 giugno la media globale ha toccato i 21,0 °C, secondo le misurazioni effettuate dal Copernicus Climate Change Service (C3S) e dal Copernicus Marine Service (CMEMS). Si tratta di 0,1 °C in più rispetto ai precedenti record del 2023 (20,83 °C) e del 2024 (20,86 °C).

Anche se può sembrare una variazione marginale, spostamenti minimi di temperatura possono sconvolgere gli ecosistemi marini, contribuire all’innalzamento del livello del mare e innescare eventi meteorologici estremi.

La comparsa delle condizioni di El Niño nel Pacifico equatoriale il 2 giugno ha contribuito a questo valore da record, ma si inserisce in una tendenza di lungo periodo guidata dal cambiamento climatico. Secondo Copernicus, negli ultimi tre anni le temperature degli oceani al di fuori delle regioni polari sono state tra 0,35 °C e 0,73 °C superiori alla media di lungo periodo.

«Le condizioni attuali potrebbero indicare l’inizio di una nuova fase che ci porta, ancora una volta, in territorio inesplorato», afferma Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service presso il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF).

«Con le temperature oceaniche a questi livelli e El Niño all’orizzonte, è probabile che nei prossimi mesi vengano infranti altri record di temperatura».

Un avvertimento che riecheggia le recenti proiezioni delle Nazioni Unite, secondo cui c’è il 91 per cento di probabilità che almeno uno dei prossimi cinque anni superi la soglia di riscaldamento di 1,5 °C che l’Accordo di Parigi indica come limite da non oltrepassare. L’ONU prevede inoltre l’86 per cento di probabilità che uno di questi anni superi il 2024 come anno più caldo mai registrato.

Temperatura giornaliera della superficie del mare tra 60°S e 60°N di latitudine.
Temperatura giornaliera della superficie del mare tra 60°S e 60°N di latitudine. Copernicus

Quali sono gli effetti di oceani più caldi?

Gli effetti dell’aumento della temperatura superficiale del mare non si limitano agli oceani. Riscaldando l’atmosfera, i mari più caldi forniscono energia extra alle tempeste e aumentano l’evaporazione, il che può provocare piogge intense e alluvioni.

Il riscaldamento degli oceani contribuisce anche all’innalzamento del livello del mare e allo scioglimento dei ghiacci, mettendo sotto pressione gli ecosistemi marini.

Può inoltre favorire ondate di calore marine più frequenti e intense, che alterano gli ecosistemi e la pesca, colpiscono le economie costiere e possono intensificare il caldo estremo sulle aree terrestri vicine.

El Niño peggiora la situazione immettendo ulteriore calore nell’atmosfera, aumentando le temperature globali e modificando i regimi meteorologici in tutto il mondo.

La climatologa Friederike Otto dell’Imperial College di Londra, che non ha partecipato all’analisi di Copernicus, ha avvertito che qualsiasi periodo prolungato oltre 1,5 °C mette a rischio «un’ampia gamma di eventi meteorologici estremi che supera tutto ciò che abbiamo sperimentato finora» e che molte città sono ancora impreparate.

Otto ha inoltre messo in guardia contro la tendenza ad attribuire troppo peso al ruolo del fenomeno naturale El Niño nell’aggravare gli estremi meteorologici globali: «Va e viene. Il cambiamento climatico, al contrario, peggiora finché non smetteremo di bruciare combustibili fossili», ha dichiarato a maggio.

Gli scienziati di Copernicus continuano a monitorare la situazione per capire se questo nuovo massimo sia temporaneo o destinato a durare.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

La minaccia del 'batterio carnivoro' si diffonde sulle spiagge europee col cambiamento climatico

Alluvioni costiere una volta rare ora 12 volte più probabili: il clima alterato dall’uomo pesa

Subacquei girano il primo video in assoluto di uno squalo bianco nel Mediterraneo