Gli esperti affermano che le prime 72 ore dopo una catastrofe naturale sono decisive per i superstiti. Recuperate alcune persone vive, ma le speranze sono finite per la famiglia originaria di Salerno e per la donna e i suoi figli al cui recupero hanno lavorato i Vigili del Fuoco partiti dall'Italia
Le squadre di emergenza con unità cinofile proseguono la ricerca di eventuali superstiti dei due potenti terremoti che hanno colpito il Venezuela. Il bilancio dei morti ha superato quota 1.450 e quasi 200 edifici sono crollati completamente.
Le operazioni di soccorso sono state complicate e, in qualche caso interrotte, da una nuova scossa di assestamento, la cui magnitudo è stata calcolata da due diverse istituzioni pubbliche tra 4,2 e 5,1 gradi, comunque abbastanza forte da provocare problemi.
Nonostante ciò ci sono state anche buone notizie nelle ultime ore. Un uomo e il figlio adolescente sono stati trovati vivi sotto le macerie domenica dalle squadre di soccorso francesi e statunitensi a Caraballeda, una cittadina a circa 40 chilometri a nord di Caracas.
Lo stesso è accaduto a Aaron Levi Cantillo, trovato vivo dopo 106 ore. Questi salvataggi ha offerto uno spiraglio di speranza in una tragedia che continua a sconvolgere un Paese già in piena crisi economica. Ma decine di migliaia di persone risultano ancora disperse e la cruciale finestra di 72 ore per salvare le vittime intrappolate dopo un disastro naturale è ormai chiusa.
Si teme che milioni di altre persone siano rimaste senza servizi igienici e altri beni essenziali dopo uno dei peggiori disastri sismici mai registrati in America Latina.
Squadre di soccorso provenienti dagli Stati Uniti, dal Messico e da altri Paesi si sono precipitate per salvare quante più persone possibile, mentre residenti disperati scavavano a mani nude alla ricerca dei familiari intrappolati tra i piani schiacciati e le macerie dei palazzi crollati.
Da partes sua, la Commissione europea ha stanziato altri 5 milioni di euro in aiuti umanitari, destinati soprattutto alla realizzazione di alloggi d'emergenza e all'assistenza sanitaria per le popolazioni più colpite.
Bruxelles organizzerà inoltre un ponte aereo umanitario: un volo partirà nei prossimi giorni da Copenaghen con circa 50 tonnellate di materiali, tra cui tende, attrezzature per l'acqua potabile e i servizi igienici, oltre a forniture per le scuole. Attivato anche il sistema satellitare Copernicus, che ha già prodotto decine di mappe ad alta risoluzione per facilitare le operazioni di soccorso nelle aree più colpite
Non ce l'ha fatta la famiglia Cuomo, Italia ancora al lavoro
Sono stati ritrovati cadaveri Enzo Cuomo, 63 anni, la moglie Trini di 53 e la figlia Isabella di 22 anni nel quartiere di Los Palos Grandes a Caracas, per quanto per le due donne non vi sia ancora l'ufficialità.
La famiglia originaria di Laviano, in provincia di Salerno era già stata segnata dalla morte dei nonni di Enzo nel terremoto in Campania nel 1980.
Sono terminate anche le speranze per un donna intrappolata con tre figli in un palazzo collassato a Macuto, nello stato di La Guaira. Le ricerche portate avanti dalla squadra inviata dai Vigili del fuoco sono state interrotte dopo la nuova scossa di assestamento occorsa nel pomeriggio di lunedì.
La donna, che aveva inviata segnali di vita fino a poco prima, ha smesso di comunicare con il proprio cellulare e con i soccorritori, che hanno deciso di interrompere l'operazione di recupero vista anche la probabilità di nuovi crolli.
"Stiamo lavorando per cercare di estrarre il maggior numero possibile di persone ancora vive e sono circa un centinaio gli italiani che operano in Venezuela. Siamo pronti a inviare anche altri aiuti", ha detto Antonio Tajani.
"Con decine di migliaia di persone che non rispondono all'appello, è difficile capire quanti sono - i cittadini di origine italiana, ha aggiunto il ministro degli Esteri - daremo tutte le notizie per quanto riguarda gli italo-venezuelani prima possibile. Per fortuna tanti sono stati rintracciati tra quelli che erano dispersi. Purtroppo, bisogna sempre andare in grande prudenza perché la situazione è veramente drammatica".
Circa 774 edifici sono stati gravemente danneggiati dalle due scosse consecutive, di magnitudo 7,2 e 7,5, che hanno colpito mercoledì sera, inclusi 189 edifici crollati completamente, ha dichiarato domenica il presidente dell'Assemblea nazionale Jorge Rodríguez.
In una delle aree più colpite, la città costiera di La Guaira, Hector Aguilera è arrivato per cercare quattro parenti sepolti tra le macerie.
"Non abbiamo il sostegno necessario per tirare fuori la nostra famiglia, da soli non ce la facciamo. Sono sepolti lì, sappiamo che sono morti, ma siamo qui", ha detto.
Gli esperti ricordano che le prime 72 ore dopo un disastro naturale definiscono la stretta finestra temporale entro cui è possibile salvare i vivi. Successivamente, le operazioni si trasformano di solito in una ricerca dei corpi.
Nel quartiere San Bernardino di Caracas, i volontari si sono arrampicati su un edificio crollato, usando trapani per rompere il cemento e formando catene umane per rimuovere le macerie a mano.
A Chacao, un'altra zona della capitale, i grandi schermi elettronici di un edificio solitamente utilizzati per la pubblicità mostravano i volti delle persone scomparse, nel tentativo di facilitarne il ritrovamento.
Domenica Rodríguez ha comunicato un bilancio di 1.450 morti, destinato ad aumentare, e 3.150 feriti.
Nonostante i soccorsi proseguano a ritmo serrato, a La Guaira si sono registrati episodi di saccheggio. Gran parte della città è ormai ridotta in macerie dopo il disastro di mercoledì.
Farmacie, supermercati e altre attività commerciali sono state saccheggiate, hanno raccontato alcuni residenti, che hanno denunciato la lentezza e l'esiguità degli aiuti inviati dalle autorità dopo il terremoto.
"Non perdiamo la speranza"
La presidente venezuelana ad interim Delcy Rodríguez ha lodato domenica i soccorritori che ancora riescono a estrarre vivi dalle rovine.
"Oggi abbiamo salvato persone che sono ancora vive e quindi questi sforzi non saranno sospesi", ha dichiarato.
"Non smetteremo mai di sperare".
Elicotteri statunitensi hanno trasportato aiuti, mentre altri 230 militari USA sono in arrivo per contribuire ad aumentare la capacità dell'aeroporto e riaprire un importante porto, così da rafforzare gli sforzi di soccorso, ha reso noto domenica il Comando Sud degli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti, che a gennaio hanno catturato l'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro in un raid militare a Caracas, avevano già inviato una squadra di risposta alle emergenze composta da 250 persone.
Ma le possibilità di salvare altri sopravvissuti si stanno riducendo.
Un soccorritore salvadoregno, che ha chiesto di non essere nominato, ha dichiarato: "A questo punto, probabilmente si tratta di cadaveri. Grazie a Dio forse riusciremo ancora a trovare persone vive".
In alcune zone la rabbia è esplosa, con residenti che sostengono che le autorità non abbiano fatto abbastanza per salvare le vittime del terremoto.
"Il Paese ha bisogno di voi. Posate le armi", ha gridato un uomo ai soldati nell'area di Tanaguarena, nello stato di La Guaira, una delle zone più colpite, invitandoli a impugnare picconi e pale.
Di fronte all'indignazione dell'opinione pubblica per la risposta delle autorità locali, Rodríguez ha ringraziato gli altri Paesi per il massiccio invio di aiuti.
Ventiquattro nazioni hanno inviato 521 tonnellate di forniture, 86 unità con cani addestrati a individuare persone intrappolate sotto le macerie e più di 2.700 operatori specializzati nella ricerca e nel soccorso, ha aggiunto.
Impatto economico
L'agenzia ONU per le migrazioni ha dichiarato (fonte in inglese) che, in base ai dati sulla popolazione e sui danni, fino a 6,76 milioni di persone potrebbero essere colpite e avranno bisogno di alloggi, acqua, servizi igienici, assistenza sanitaria e beni di prima necessità.
I peggiori terremoti in Venezuela da oltre un secolo arrivano dopo che il Paese ricco di petrolio ha attraversato più di dieci anni di collasso economico.
La crisi ha svuotato ospedali e servizi pubblici, spingendo milioni di persone a lasciare il Paese.
Le Nazioni Unite stimano danni materiali per 6,7 miliardi di dollari (5,8 miliardi di euro), equivalenti al 6% del PIL del Venezuela.
Domenica l'esponente dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado, attualmente in esilio, ha annunciato che tornerà "molto presto" nel suo Paese.
"È arrivato il momento", ha detto all'emittente statunitense Fox News.
"Dobbiamo stare insieme, abbracciarci, piangere e fare lutto insieme, ma anche darci forza a vicenda in questo momento difficile".