La Francia registra il maggio più caldo di sempre con record in 352 stazioni a causa di una cupola di calore anomala. L'ondata, che ha già causato i primi decessi, riaccende l'allarme sulla vulnerabilità sanitaria e delle infrastrutture urbane di fronte ai cambiamenti climatici
La Francia ha registrato la giornata di maggio più calda di sempre, e si prepara ad affrontare un'ondata di caldo eccezionale.
L’agenzia meteorologica nazionale, Météo France, ha comunicato lunedì che sono stati battuti nuovi record mensili in 352 stazioni di rilevamento, soprattutto nell’ovest del Paese con una temperatura massima di 37,1°C registrata vicino a Hossegor, nei pressi di Biarritz.
Gli esperti del clima affermano che questo evento "senza precedenti" ha una probabilità di verificarsi di una su 1.000 in questo periodo dell'anno, in base ai dati che risalgono al 1979.
I meteorologi avvertono che il paese continuerà a soffrire il caldo nei prossimi giorni a causa di una "cupola di calore altamente anomala e potente", un fenomeno atmosferico che intrappola le ondate di calore e sta diventando sempre più frequente a causa dei cambiamenti climatici di origine antropica.
Le temperature massime diurne martedì dovrebbero raggiungere i 35°C a Nantes, mentre a Parigi, Lione, Tolosa e Bordeaux si attesteranno sui 34°C. Anche le città del nord, come Lille, registreranno massime di 30°C.
L’ondata di calore, che sarebbe già collegata a diversi decessi, tra cui quello di un podista di 53 anni morto domenica durante una corsa a Parigi, ha fatto scattare l’allarme su ciò che la Francia può aspettarsi all’avvicinarsi dell’estate.
La Francia diventa sempre più calda?
Lo scorso anno la Francia è stata colpita da una serie di ondate di calore, con temperature che hanno raggiunto i 40°C in alcune zone del Paese.
Decine di dipartimenti sono stati posti in allerta arancione, mentre l’Aude ha registrato uno dei peggiori incendi boschivi in Francia negli ultimi 50 anni, alimentato da condizioni calde e secche. Il 2025 è stato l’anno peggiore di sempre per gli incendi nell’Unione europea.
Secondo il Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus dell’UE, la Francia ha sperimentato condizioni superiori alla media per tutta l’estate 2025, con la maggior parte del Paese che ha registrato 15 "giorni estivi" in più rispetto alla media. Si tratta dei giorni in cui la temperatura massima dell’aria raggiunge almeno i 25°C.
La Francia sud-occidentale ha registrato anche alcune delle anomalie di caldo intenso più marcate, con temperature che hanno superato di circa 6°C la media delle massime stagionali.
Dopo un’estate rovente, un’analisi rapida della London School of Hygiene & Tropical Medicine ha rilevato che il cambiamento climatico è responsabile di circa il 68 per cento dei 24mila decessi registrati in 854 città europee, per aver spinto le temperature fino a 3,6°C oltre i livelli abituali.
Lo studio ha stimato che il cambiamento climatico ha contribuito a 1.444 morti legate al caldo in Francia, con Parigi tra le città che hanno registrato i bilanci più pesanti.
La Francia è pronta ad affrontare il caldo estremo?
Nel 2023 la città di Parigi ha organizzato l’iniziativa "Paris at 50°C" in due arrondissement per aiutare i residenti a prepararsi a un futuro di caldo intenso.
L’iniziativa ha riunito urbanisti, esperti di sanità pubblica, scienziati e autorità pubbliche per valutare le vulnerabilità nei settori chiave, tra cui abitazioni, sanità, energia e spazi pubblici.
Nell’ambito dell’esercitazione, circa 70 bambini sono stati condotti in un tunnel buio, dove la temperatura è mantenuta a 18 °C. Una volta sottoterra è stato chiesto loro di interpretare gli effetti delle temperature estreme che potrebbero presto diventare la nuova normalità.
Tra le scene simulate, i bambini fingevano di essere avvelenati da cibi avariati durante un blackout, oppure mettevano in scena gli effetti di una perdita di monossido di carbonio da un generatore difettoso.
I volontari della Croce Rossa hanno utilizzato questi scenari simulati per capire chi avrebbero dovuto mandare in ospedale per primo, sapendo che i sistemi sanitari pubblici vengono messi a dura prova durante le ondate di calore.
Vigili del fuoco, funzionari comunali e insegnanti hanno partecipato all’iniziativa, riproducendo il caos che un evento del genere può provocare.
Una valutazione dell’esercitazione ha avvertito che il caldo estremo rappresenta una grave minaccia per la salute pubblica in Francia, soprattutto per le comunità vulnerabili. È emerso inoltre che infrastrutture come la metropolitana e le linee ferroviarie sono a rischio a causa del caldo intenso.
Il rapporto invita a trasformare Parigi in una "città-oasi", aumentando la vegetazione, creando più spazi pubblici ombreggiati, riducendo le superfici che trattengono il calore e adattando scuole e strutture pubbliche alle condizioni di caldo estremo.
Parigi, come molte altre città europee, è spesso vittima dell’effetto isola di calore urbana. Le infrastrutture cittadine, come cemento e asfalto, assorbono il calore e mantengono alte le temperature. L’uso dei condizionatori d’aria domestici contribuisce a questo fenomeno, pur rappresentando una ancora di salvezza per molti cittadini.
"I Paesi che se la caveranno meglio nel prossimo decennio non saranno quelli con più denaro, ma quelli che tratteranno il caldo come un’emergenza di sanità pubblica e non come una semplice notizia meteo", afferma a Euronews Earth Ionna Vergini, fondatrice del servizio di previsioni meteorologiche mondiali WFY24.
Cosa sta facendo la Francia per contrastare il caldo estremo?
Negli ultimi due decenni Parigi ha subito una trasformazione radicale, nel tentativo di diventare una città più verde. Secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura, dal 2020 sono stati piantati a Parigi oltre 100mila alberi, di cui 40mila solo nell’inverno 2023.
Dal 2020 sono stati eliminati più di 6mila posti auto e 1,3 ettari di asfalto per permettere la rinaturalizzazione delle strade. Nel 2024 si contavano quasi 100 strade parigine con fioriere, che consentono alla natura di prosperare accanto alla vita urbana. Alberi e piante migliorano la qualità dell’aria, con un ulteriore beneficio per le città inquinate.
Inoltre, durante il vertice sui combustibili fossili di Santa Marta in aprile, la Francia ha presentato la sua tabella di marcia nazionale per l’abbandono dei combustibili fossili a favore dell'elettrificazione.
Il piano prevede la fine dell’uso del carbone entro il 2030, del petrolio entro il 2045 e del gas per la produzione di energia entro il 2050, nell’ambito del più ampio obiettivo della neutralità carbonica.
Tali misure si uniscono a quelle già in vigore, tra cui il divieto di installare caldaie a gas nei nuovi edifici dal 2026 e l’obiettivo che due terzi delle nuove auto siano elettriche entro il 2030.