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Stadi dei Mondiali pensati per il vecchio clima: spostare le partite?

L’argentino Nico Gonzalez si rinfresca sotto un irrigatore mentre si allena per la Coppa del Mondo.
L'argentino Nico Gonzalez si rinfresca sotto un irrigatore durante un allenamento in vista dei Mondiali. Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Liam Gilliver
Pubblicato il
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Gli esperti sollecitano i proprietari degli stadi dei Mondiali ad adeguare le strutture per affrontare meglio le temperature roventi.

Stasera tutti gli occhi saranno puntati sugli Stati Uniti, mentre Spagna e Argentina si affrontano per conquistare il titolo mondiale FIFA 2026.

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La finale di questa sera si disputa al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, dove sono previste temperature fino a 28 °C. Si tratta di due gradi sopra la soglia oltre la quale FIFPRO, l'organizzazione mondiale che rappresenta i calciatori professionisti, raccomanda l'adozione di misure di raffrescamento rafforzate.

Nonostante ciò, l'attesa finale del torneo si giocherà in condizioni molto più fresche rispetto a molte partite precedenti.

Secondo un'analisi di Reuters, oltre una partita su quattro si è disputata in condizioni di caldo pericolose: in 27 incontri è stata superata la soglia di 28 °C del Web Bulb Globe Temperature. Questo indice tiene conto di fattori come l'umidità, oltre alla temperatura dell'aria, ed è il limite oltre il quale FIFPRO consiglia di rinviare o riprogrammare la gara.

L'edizione di quest'anno si è sovrapposta a ondate di caldo consecutive che hanno spinto le temperature globali fino a 1,39 °C sopra la media del periodo preindustriale. Gli Stati Uniti non hanno fatto eccezione, soffrendo nei giorni scorsi punte di 40 °C.

La situazione ha messo in evidenza quanto gli stadi utilizzati per il torneo facciano fatica ad adattarsi a un clima sempre più caldo.

«Uno stadio può continuare a funzionare, ma questo non significa che stia funzionando bene», spiega a Euronews Earth Mark Sait, amministratore delegato della società di consulenza ambientale SaveMoneyCutCarbon.

«Se i giocatori hanno bisogno di maggiore protezione dal caldo e i tifosi sono già a disagio prima ancora di raggiungere i loro posti, il margine di sicurezza si riduce».

Perché l'aria condizionata non salverà i Mondiali

L'aria condizionata è diventata oggetto di acceso dibattito in tutta Europa, dopo le notizie secondo cui il caldo estremo avrebbe provocato 10.000 morti in eccesso il mese scorso.

Gli scienziati di World Weather Attribution (WWA) spiegano che temperature così elevate sarebbero state «praticamente impossibili» senza il cambiamento climatico.

Tuttavia, gli ambientalisti mettono in guardia contro la diffusione generalizzata dell'aria condizionata nel continente, a causa del suo legame con il riscaldamento globale.

L'aria condizionata contribuisce all'effetto isola di calore urbana. In città, infatti, l'aria calda resta intrappolata nelle infrastrutture, come cemento e asfalto, e viene poi rilasciata nell'atmosfera, aumentando la domanda di raffrescamento degli ambienti interni.

I gas refrigeranti utilizzati negli impianti di climatizzazione rilasciano inoltre gas serra in atmosfera, che alimentano il riscaldamento globale a una velocità molto superiore rispetto all'anidride carbonica.

«In alcuni casi l'aria condizionata sarà necessaria, ma non può diventare la risposta automatica a ogni problema di caldo, perché questo aumenta la pressione sul sistema energetico e rende gli impianti più costosi da gestire», osserva Sait.

«L'approccio più intelligente è ridurre gli sprechi energetici dell'edificio prima di chiedere all'impianto di raffrescare più spazio».

Sait consiglia ai proprietari degli stadi di puntare sulla «riqualificazione» delle strutture, ottimizzando i sistemi di riscaldamento e ventilazione già esistenti.

«Da lì, interventi come l'illuminazione più efficiente o tecnologie per il risparmio idrico possono ridurre i consumi complessivi, mentre il monitoraggio costante permette di verificare che i cambiamenti producano risultati misurabili», aggiunge.

Come gli stadi di calcio possono resistere meglio al riscaldamento globale

La riqualificazione degli stadi costa molto meno ed è più sostenibile rispetto all'abbattimento e alla ricostruzione completa. I proprietari possono invece investire in interventi sull'involucro edilizio, come i «cool roofs». Si tratta di tetti ricoperti con vernici bianche o riflettenti che assorbono meno calore.

Uno studio del 2024 condotto dall'UCL e dall'Università di Exeter ha calcolato che questo tipo di copertura avrebbe potuto abbassare di circa 0,8 °C la temperatura della città di Londra, se fosse stato installato su larga scala durante la torrida estate del 2018.

Le vetrate a controllo solare sono un'altra soluzione che funziona in modo simile, riflettendo il calore infrarosso e lasciando passare grandi quantità di luce naturale. In uno stadio aiuterebbero ad abbassare la temperatura, evitando al tempo stesso riflessi fastidiosi o un'eccessiva oscurità del campo.

«L'aspetto fondamentale è che la riqualificazione deve migliorare le prestazioni dello stadio prima di aggiungere altra aria condizionata», spiega Sait. «Se viene fatta bene, riduce i consumi superflui, abbassa i costi di gestione e crea spazi più freschi e sicuri per tifosi, personale e giocatori».

La FIFA dovrebbe spostare i Mondiali a causa del caldo estremo?

Il caldo estremo ha alimentato le richieste di spostare i Mondiali in luoghi più freschi, o di programmare le partite in orario serale, quando le temperature tendono a essere più basse.

«La FIFA e i Paesi ospitanti devono ormai valutare calendario e scelta degli stadi con un approccio centrato sul clima, perché l'orario di una partita non è più solo una decisione televisiva: è diventato parte integrante del piano di sicurezza», afferma Sait.

Secondo l'esperto, se uno stadio non può funzionare in sicurezza in una certa fascia oraria, questo deve avere conseguenze sul calendario delle gare. Allo stesso tempo, Sait sottolinea che la programmazione è solo una parte della risposta e ribadisce la necessità di riqualificare gli impianti per dare agli organizzatori un maggiore controllo.

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