Non ci sarà l'Italia ma il Mondiale 2026 resta affascinante. Sarà il primo con 48 nazionali, 104 partite e tre Paesi ospitanti e potrebbe esserci un show nell'intervallo della finale in stile Super Bowl
Il Mondiale di calcio del 2026 non sarà solo il più grande della storia, ma punta anche a diventare uno dei più atipici e ambiziosi mai organizzati dalla FIFA. Tra record, caldo estremo e uno show in stile Super Bowl, la Coppa del Mondo tra Stati Uniti, Canada e Messico promette di assomigliare ben poco alle edizioni precedenti.
Ecco cinque curiosità che caratterizzeranno il torneo, in programma dall'11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.
1. Sarà il primo Mondiale con 48 nazionali
Per la prima volta parteciperanno 48 squadre, contro le 32 di Qatar 2022. Il nuovo formato prevede 12 gironi da quattro squadre e porta il numero totale di partite da 64 a 104.
L'allargamento aumenterà anche la durata del torneo, che si disputerà nell'arco di 39 giorni. Il nuovo formato consentirà inoltre l'ingresso di più squadre di Africa, Asia e Concacaf, nel tentativo della FIFA di ampliare la rappresentanza globale del torneo.
2. Tre Paesi organizzeranno un unico Mondiale
Stati Uniti, Messico e Canada si divideranno per la prima volta l'organizzazione del torneo. Mai prima d'ora un Mondiale maschile era stato distribuito tra tre Paesi ospitanti.
In totale ci saranno 16 città sede di partite, da Vancouver a Città del Messico e Miami. Gli Stati Uniti ospiteranno la maggior parte delle gare, comprese tutte le partite a eliminazione diretta dai quarti di finale in poi.
3. Lo stadio Azteca entrerà nella storia
Lo stadio Azteca di Città del Messico diventerà il primo a ospitare partite di tre diversi Mondiali maschili, dopo le edizioni del 1970 e del 1986. Il torneo prenderà il via proprio lì.
L'Azteca è stato anche teatro di due delle finali più memorabili nella storia dei Mondiali, vinte dal Brasile di Pelé nel 1970 e dall'Argentina di Maradona nel 1986.
L'eredità di Pelé è inoltre ancora molto presente nello stadio: le autorità messicane hanno installato di recente una grande statua del fuoriclasse brasiliano in vista del Mondiale 2026.
4. Il caldo preoccupa giocatori ed esperti
Uno dei grandi temi attorno al Mondiale 2026 non sarà solo il calcio, ma anche il clima.
Un rapporto di World Weather Attribution (WWA), un'iniziativa scientifica internazionale che studia gli eventi meteorologici estremi, avverte che circa un quarto delle partite potrebbe disputarsi in condizioni di caldo potenzialmente pericolose per giocatori e tifosi.
Città come Miami, Kansas City o Filadelfia figurano tra le più esposte a temperature elevate e umidità tra giugno e luglio. La FIFA prevede già pause per l'idratazione e altre misure di protezione.
In una lettera aperta coordinata dal gruppo di esperti New Weather Institute e dalla rete Cool Down Sport for Climate Action, specialisti di salute, prestazione sportiva e clima hanno avvertito che queste pause sono «troppo brevi per avere un impatto significativo sulla reidratazione e sul raffreddamento del corpo».
Nella lettera aperta gli esperti affermano che le attuali linee guida della FIFA sul caldo sono «impossibili da giustificare» e hanno esortato la federazione ad adeguarle alle raccomandazioni della Federazione internazionale dei calciatori professionisti (FIFPRO).
5. Un Mondiale sempre più pensato per lo spettacolo
La FIFA sta inoltre valutando di introdurre uno spettacolo musicale durante l'intervallo della finale, ispirato ai format tipici dei grandi eventi sportivi statunitensi come il Super Bowl.
La finale si giocherà al MetLife Stadium nel New Jersey, uno dei principali impianti sportivi degli Stati Uniti e sede abituale di concerti e grandi eventi.
L'esibizione musicale è una novità per una finale maschile della Coppa del Mondo, dove tradizionalmente l'intrattenimento era concentrato prima della partita o nelle cerimonie di apertura e chiusura.
Come ha annunciato la FIFA, artisti come Shakira, Madonna e il gruppo sudcoreano BTS guideranno lo show dell'intervallo della finale, in uno spettacolo prodotto insieme all'organizzazione Global Citizen e con la partecipazione di Chris Martin, cantante dei Coldplay.