Il fondo Anti-Weaponisation del presidente statunitense Donald Trump, creato per risarcire chi ritiene di essere stato oggetto di indagini politicamente motivate, è ora messo in discussione da senatori del suo stesso partito
I repubblicani al Senato degli Stati Uniti si preparano a un confronto decisivo sul futuro del controverso fondo Anti-Weaponisation da 1,776 miliardi di dollari, dopo che il Dipartimento di Giustizia ha annunciato che rispetterà l'ordinanza di un tribunale federale che ne ha temporaneamente sospeso l'attuazione.
La vicenda sta provocando profonde divisioni all'interno del Partito Repubblicano e rischia di compromettere l'approvazione di un importante pacchetto legislativo destinato a finanziare per tre anni le principali agenzie federali impegnate nel controllo dell'immigrazione e della sicurezza delle frontiere.
Il fondo è stato istituito nell'ambito dell'accordo che ha chiuso la causa intentata dal presidente Donald Trump contro l'Internal Revenue Service (IRS), accusata della diffusione non autorizzata delle sue dichiarazioni dei redditi. Secondo il Dipartimento di Giustizia, il programma dovrebbe risarcire cittadini che ritengono di essere stati oggetto di indagini, procedimenti giudiziari o azioni governative motivate da ragioni politiche.
Tuttavia, il progetto ha immediatamente sollevato forti critiche. I detrattori sostengono infatti che il fondo potrebbe essere utilizzato per compensare sostenitori politici di Trump, inclusi alcuni individui coinvolti nell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.
Lo scontro politico si è intensificato dopo che Trump ha annunciato l'accordo senza un preventivo confronto con i leader del Congresso, mentre i parlamentari stavano già esaminando il nuovo pacchetto di finanziamenti per l'immigrazione.
La reazione dei senatori repubblicani è stata immediata. Alcuni esponenti del partito hanno eliminato dal disegno di legge le risorse destinate a progetti di sicurezza per la Casa Bianca, compresa la proposta di una nuova ballroom sostenuta dal presidente, e hanno minacciato di bloccare l'intero provvedimento se l'amministrazione non dovesse riconsiderare il fondo.
Il capogruppo della maggioranza al Senato, John Thune, ha dichiarato che il destino della legge sull'immigrazione resta incerto e ha lasciato intendere che la soluzione più semplice sarebbe la cancellazione volontaria del fondo da parte dell'amministrazione.
Nel frattempo, il Dipartimento di Giustizia ha confermato che si conformerà alla decisione della giudice federale Leonie Brinkema, che ha disposto una sospensione di due settimane del programma e fissato un'udienza per il 12 giugno, durante la quale verrà valutata un'eventuale proroga del blocco.
Pur contestando la decisione del tribunale, l'amministrazione non è riuscita a placare le preoccupazioni dei repubblicani più critici. Il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Chuck Grassley, ha chiesto che Trump chiarisca pubblicamente l'abbandono definitivo del progetto. Sulla stessa linea si sono espressi il senatore dell'Oklahoma Jim Lankford e la senatrice dell'Alaska Lisa Murkowski, che ritengono insufficiente la sola sospensione temporanea.
Anche il senatore della Louisiana John Kennedy ha avvertito che il pacchetto sull'immigrazione difficilmente riuscirà a ottenere il via libera senza una soluzione chiara sulla controversia.
Dietro le quinte, i repubblicani stanno valutando diverse opzioni per superare l'impasse. Tra le ipotesi discusse figurano una drastica limitazione dei criteri di accesso ai risarcimenti, l'introduzione di controlli più rigorosi sulla gestione del fondo oppure la sua completa eliminazione.
Secondo fonti citate dall'Associated Press, lo stesso Trump starebbe riesaminando il progetto e valutando se procedere o meno con la sua attuazione. Al momento, tuttavia, il presidente non ha ancora annunciato pubblicamente quale decisione intenda prendere.
La controversia rappresenta uno dei più significativi scontri interni al Partito Repubblicano degli ultimi mesi e mette in evidenza le difficoltà dell'amministrazione nel mantenere compatta la maggioranza parlamentare su temi che intrecciano giustizia, politica e immigrazione. Con il Congresso chiamato a tornare al lavoro dopo la pausa del Memorial Day, il destino del fondo e della legge sull'immigrazione resta appeso alle prossime mosse della Casa Bianca.