Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Borse in rialzo e petrolio in calo: i segnali di pace di Trump rassicurano gli investitori

I trader di opzioni Justin Kanda e Serge Marinovich sul parquet della Borsa di New York, 1º giugno 2026
I trader di opzioni Justin Kanda e Serge Marinovich sul floor della Borsa di New York, 1° giugno 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Richard Drew
Diritti d'autore AP Photo/Richard Drew
Di Quirino Mealha
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti
Condividi Close Button

I prezzi del petrolio sono scesi di circa il 4% dai massimi di lunedì, dopo la reazione positiva dei mercati ai commenti rassicuranti di Donald Trump sui progressi dei negoziati con l’Iran.

I prezzi del greggio hanno in gran parte ripiegato martedì, dopo il balzo di inizio settimana seguito alla decisione dell’Iran di sospendere i colloqui con gli Stati Uniti e di minacciare la chiusura totale dello Stretto di Hormuz. La mossa ha alimentato i timori degli investitori che il conflitto più ampio in Medio Oriente possa intensificarsi invece di avvicinarsi a un accordo di pace.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Al momento della redazione, il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) perdeva circa il 4% rispetto al picco di lunedì, a 91,3 dollari al barile, mentre il Brent arretrava anch’esso di circa il 4% a 97,2 dollari al barile.

Le ultime dichiarazioni di Trump sui negoziati tra Stati Uniti e Iran

L’inversione di rotta dei prezzi del petrolio sembra essere legata soprattutto alla retorica rassicurante del presidente statunitense Donald Trump, che lunedì pomeriggio ha garantito che i colloqui con l’Iran proseguono a “ritmo rapido”.

Per rafforzare il messaggio, Trump ha affermato di aver parlato sia con il primo ministro di Israele sia con rappresentanti della leadership di Hezbollah. L’obiettivo è ridurre l’escalation del conflitto in corso in Libano, che mette a rischio anche i più ampi negoziati di pace.

Le ultime dichiarazioni di Trump sul conflitto tra Israele e Libano

In apertura le Borse europee sono salite, spinte dalla speranza di progressi significativi verso la fine della guerra in Iran. Sia l’Euro Stoxx 50 sia il più ampio indice paneuropeo Stoxx 600 segnavano un rialzo intorno allo 0,9% all’avvio della seduta di martedì.

Il FTSE 100 di Londra, il DAX 30 di Francoforte, il CAC 40 di Parigi, il FTSE MIB di Milano, l’AEX di Amsterdam e lo Swiss CH20 avanzavano tutti tra lo 0,6% e l’1%, con l’indice tedesco in testa.

Negli Stati Uniti, lo S&P500 ha aperto in calo dello 0,1%, mentre il Nasdaq 100, a forte componente tecnologica, è salito dello 0,1% dopo che i future erano rimasti sostanzialmente invariati nella mattinata di martedì.

Sul fronte degli scambi di martedì, i mercati dell’area Asia-Pacifico hanno chiuso per lo più in rialzo. Il Kospi sudcoreano è salito di circa il 2,6%, recuperando la lieve correzione di lunedì dopo aver toccato nuovamente un massimo storico a 8.933 punti, mentre il Nikkei 225 giapponese ha perso circa lo 0,5%.

La spinta legata all’intelligenza artificiale continua a trainare l’indice sudcoreano, rendendolo meno sensibile alle preoccupazioni geopolitiche che hanno pesato su altri mercati.

In Australia l’S&P/ASX 200 è salito dello 0,7%, l’Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato il 2,5% e il CSI 300 della Cina continentale è avanzato dell’1,5%.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Alphabet avvia raccolta fondi da 68 miliardi di euro per accelerare l'espansione dell'IA

Inflazione al 3,2%, massimo dal 2023: rialzo dei tassi Bce inevitabile?

Wise sotto inchiesta in Belgio per carenze nei controlli antiriciclaggio