Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Trump: "Accordo firmato entro stasera", JD Vance va in Pakistan mentre è scontro tra navi di Iran e Usa nello Stretto di Hormuz

Navi cisterna ancorate nello Stretto di Hormuz al largo della costa dell'isola di Qeshm, Iran, sabato 18 aprile 2026
Navi cisterna ancorate nello Stretto di Hormuz al largo della costa dell'isola di Qeshm, Iran, sabato 18 aprile 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Asghar Besharati
Diritti d'autore AP Photo/Asghar Besharati
Di Malek Fouda
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti
Condividi Close Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto: Copy to clipboard Link copiato!

Nell'incertezza sui negoziati gli Usa sequestrano una nave iraniana nello Stretto di Hormuz. Teheran parla di pirateria e promette risposta. Petrolio in rialzo e colloqui a rischio. Il presidente Trump prima assicura che si firmerà un accordo nelle prossime ore poi che "c'è tutto il tempo del mondo"

Donald Trump ha dichiarato a Fox News che "un accordo sarà firmato stasera", ha riportato lunedì la giornalista dell'emittente statunitense Maria Bartiromo. "Il presidente - ha spiegato la giornalista - mi ha detto pochi istanti fa che dovrebbe essere una cosa 'rapida' perché il negoziato è concluso, che hanno cercato di tirarsi indietro sull'accordo ma ora non lo faranno più".

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Il presidente Usa, nel suo tipico stile contraddittorio, ha detto anche in interviste ad altri media che se non si raggiungesse un accordo entro martedì, quando scade il cessate il fuoco tra Usa e Iran, "allora inizieranno a esplodere molte bombe".

Trump ha detto al New York Post di essere disposto a incontrare di persona i leader iraniani se anche quest'ultimi mostreranno la stessa disponibilità. "Non ho problemi a incontrarli. Se vogliono incontrarci, e noi abbiamo persone molto capaci, non ho problemi a incontrarli", ha detto aggiungendo che il suo vice, JD Vance, e una delegazione arriveranno a breve in Pakistan per i negoziati.

Al centro dei colloqui con l'Iran c'è una richiesta non negoziabile: l'Iran deve abbandonare qualsiasi progetto di sviluppo di armi nucleari, ha sottolineato ancora il presidente. "Sbarazzatevi delle armi nucleari. È molto semplice. Non ci saranno armi nucleari", ha spiegato nell'intervista al quotidiano ricordando che l'Iran "potrebbe essere un Paese meraviglioso, potrebbe davvero esserlo".

La Cnn e il New York Times, citando fonti vicine ai negoziati, riportano invece che Vance partirà martedì, notizia poi confermata dalla Casa Bianca, e che i negoziati cominceranno in Pakistan mercoledì alla presenza anche degli inviati presidenziali Steve Witkoff e Jared Kushner.

In effetti il presidente sembra avere corretto qualche ora dopo, parlando con l'agenzia Bloomberg. "Non ho intenzione di farmi mettere fretta nel concludere un accordo. Abbiamo tutto il tempo del mondo", ha dichiarato Trump pur specificando che un'estensione del cessate il fuoco con l'Iran è "altamente improbabile".

La posizione dell'Iran sui colloqui

Il presidente iraniano ha sottolineato la profonda diffidenza di Teheran nei confronti di Washington in un post lunedì su X. "Il rispetto degli impegni è la base di un dialogo significativo", ha scritto Masoud Pezeshkian evidenziando come in Iran permanga "una profonda sfiducia storica nei confronti del comportamento del governo degli Stati Uniti", aggravata da "segnali non costruttivi e contraddittori da parte dei funzionari americani".

La decisione dell'Iran di non partecipare ai negoziati "non è cambiata" ha evidenziato l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui la partecipazione dell'Iran è subordinata a "determinati presupposti", tra cui la questione del blocco navale che resta "un ostacolo fondamentale".

Tuttavia, secondo il Wall Street Journal, che cita fonti informate in assenza di notizie confermate ufficialmente dal governo della Repubblica islamica, l'Iran ha comunicato ai mediatori nella regione che invierà una delegazione di negoziatori martedì a Islamabad per un secondo round di colloqui con gli Usa.

Il New York Times ha riportato che la delegazione iraniana sarà a Islamabad e sarà guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf, il politico iraniano di più alto livello in questo momento al di fuori della gerarchia religiosa e di quella militare.

Sabato, Ghalibaf aveva che “non ci sarà alcun ritiro nel campo della diplomazia”, pur riconoscendo che resta un ampio divario tra le parti. Le divergenze riguardano principalmente il programma nucleare iraniano, il ruolo dei gruppi alleati regionali e il controllo dello Stretto di Hormuz.

Il Pakistan non ha ufficialmente confermato il nuovo round di colloqui, ma ha rafforzato le misure di sicurezza a Islamabad. Secondo fonti locali, i preparativi sarebbero comunque in fase avanzata, con personale di sicurezza statunitense già presente sul posto.

Una petroliera ancorata nello Stretto di Hormuz, al largo dell'isola di Qeshm, Iran, sabato 18 aprile 2026.
Una petroliera ancorata nello Stretto di Hormuz al largo dell'isola di Qeshm, in Iran, sabato 18 aprile 2026. Asghar Besharati/Copyright 2026 The AP. All rights reserved

Scontro nello Stretto di Hormuz in attesa dei negoziati

Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver attaccato e sequestrato una nave da carico battente bandiera iraniana che, secondo Washington, domenica avrebbe tentato di eludere il blocco navale nei pressi dello Stretto di Hormuz. La risposta di Teheran non si è fatta attendere: il comando militare congiunto ha giurato ritorsioni, mettendo seriamente in discussione il destino del fragile cessate il fuoco, a pochi giorni dalla sua scadenza.

La nave aveva a bordo ciò che Washington considera "beni a doppio uso", ossia che possono essere usati a scopi sia civili sia militari, ha scritto la Reuters citando fonti anonime della sicurezza marittima.

La nave rappresenta il primo caso di intercettazione da parte della Marina statunitense da quando, la scorsa settimana, è stato avviato il blocco dei porti iraniani. La misura è stata adottata in risposta alla chiusura della strategica via marittima da parte dell’Iran dopo lo scoppio della guerra del 28 febbraio, che vede coinvolti Stati Uniti e Israele contro Teheran.

L’Iran ha definito l’abbordaggio armato del cargo una violazione della tregua e un vero e proprio atto di pirateria.

Secondo quanto dichiarato dal presidente Donald Trump sui social media, un cacciatorpediniere missilistico della Marina statunitense nel Golfo dell’Oman avrebbe intimato alla nave iraniana, identificata come Touska, di fermarsi. Dopo sei ore di avvertimenti, l’imbarcazione sarebbe stata fermata con un colpo diretto alla sala macchine, “bloccandola sul posto”.

I Marines statunitensi hanno quindi preso il controllo della nave, autorizzati da Washington, e stanno ispezionando il carico. Non è ancora chiaro se vi siano stati feriti. Il Comando centrale degli Stati Uniti non ha fornito ulteriori dettagli, limitandosi a confermare che sono stati emessi “ripetuti avvertimenti per un periodo di sei ore”.

L’incidente ha avuto un impatto immediato sui mercati energetici globali. Il prezzo del petrolio è salito rapidamente: il Brent ha aperto le contrattazioni lunedì a 95 dollari al barile, in aumento rispetto ai 91-92 dollari registrati durante gran parte del cessate il fuoco.

Il rialzo aggrava una crisi energetica già profonda, considerata tra le più gravi degli ultimi decenni. Circa un quinto del commercio mondiale di petrolio passa attraverso lo Stretto di Hormuz, insieme a forniture essenziali come gas naturale, fertilizzanti e aiuti umanitari diretti verso aree critiche come Afghanistan e Sudan.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Crisi energia, ministro Pichetto Fratin: "Con gas a 70 euro potrebbero riaprire centrali a carbone"

Trump e le basi militari in Europa: il presidente Usa può usare le truppe come leva

La rotta commerciale Egitto-Italia in fase di espansione come alternativa alle tratte interrotte