Il presidente colombiano mette in guardia dall'aumento della xenofobia e dell'estrema destra in Europa, che collega all'uso della paura come strumento elettorale
Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha scatenato una forte polemica internazionale dopo aver dichiarato che Adolf Hitler “è di nuovo vivo in Europa”, facendo riferimento alla crescita dei movimenti politici di estrema destra e al clima di ostilità verso gli immigrati.
Le parole sono state pronunciate durante un’intervista al programma “Los Desayunos”, trasmesso dall’emittente pubblica spagnola RTVE e dall’agenzia EFE.
Secondo Petro, l’avanzata elettorale di alcuni partiti europei sarebbe legata a un ritorno di sentimenti xenofobi e razziali. “La diversità è la fonte della ricchezza. Ora, la xenofobia e il vincere le elezioni attraverso l’odio per lo straniero e l’odio razziale, perché non è rivolto a qualsiasi straniero ma dipende dal colore della pelle, questo si chiama Hitler”, ha affermato il presidente colombiano.
Le accuse sull’odio razziale e l’estrema destra
Nel suo intervento, Petro ha insistito sul fatto che il rifiuto verso gli immigrati non sarebbe generalizzato, ma selettivo, legato al colore della pelle e quindi riconducibile, a suo dire, a un’impostazione ideologica simile a quella del nazismo. Un’accusa pesante che collega direttamente alcune dinamiche politiche contemporanee europee alla memoria storica del regime hitleriano.
Il presidente ha poi rincarato i toni, sostenendo che “Hitler è di nuovo vivo in Europa e vuole mandare i bombardieri a bombardare le città europee”, evocando scenari estremi e sottolineando il rischio di una deriva politica e culturale fondata sull’odio razziale. Le sue parole si inseriscono in un contesto già sensibile, segnato dal dibattito sull’immigrazione e dalla crescita dei consensi per partiti nazionalisti in diversi Paesi europei.
Reazioni e contesto politico
Non è la prima volta che il presidente colombiano utilizza toni duri nei confronti delle politiche migratorie occidentali, ma in questo caso il riferimento storico ha amplificato l’impatto delle sue parole.
Il tema dell’immigrazione e della sicurezza resta centrale nel dibattito europeo, con posizioni molto diverse tra governi e forze politiche. Le affermazioni di Petro si inseriscono in questo scenario, contribuendo ad alimentare una discussione già molto polarizzata tra chi denuncia derive xenofobe e chi invece rivendica politiche più restrittive come necessarie per la gestione dei flussi migratori.