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L'Italia non si qualifica ai Mondiali: vince lo spareggio la Bosnia 4-1 ai rigori

Uno scontro di gioco Gianluca Mancin e il bosniaco Ermedin Demirovic durante lo spareggio dei Mondiali di martedì
Uno scontro di gioco Gianluca Mancin e il bosniaco Ermedin Demirovic durante lo spareggio dei Mondiali di martedì Diritti d'autore  AP Photo/Armin Durgut
Diritti d'autore AP Photo/Armin Durgut
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il secondo e decisivo spareggio per la qualificazione alla Coppa del Mondo della prossima estate in Nord America si è giocato in Bosnia, nella bolgia dello stadio di Zenica

Zenica come Palermo e Milano, la prima e la seconda volta: l'Italia ha perso 4-1 ai rigori la finale playoff con la Bosnia e salterà il terzo mondiale di fila.

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Gli azzurri hanno steccato gli spareggi come era accaduto nel 2017 nel match di ritorno a San Siro con la Svezia, che ci costò Russia 2018, e ancora nel 2022 in casa con la Macedonia del Nord nella prima partita della nuova formula dei playoff che precluse Qatar 2022.

A Usa-Canada-Messico 2026 andrà la Bosnia, che dopo l'1-1 dei tempi regolamentari a in una cittadina a 70 chilometri da Sarajevo, ha concretizzato una partita veemente con il tifo di casa e tutti i quattro rigori andati a segno, rispetto al solo Tonali per l'Italia.

"Oggi è giusto, il calcio è questo. Ma è difficile da digerire, per il cuore e l'attaccamento" che la squadra ha mostrato "in questa trincea", ha commentato a fine partita Rino Gattuso. "Chiedo scusa che non ce l'ho fatta", ha detto amareggiato il commissario tecnico della Nazionale.

Italia sconfitta nella bolgia di Zenica

Sono stati più forti gli azzurri di casa in questo caso (l'Italia giocava in bianco), grazie a un tifo assordante sugli spalti e dai palazzi praticamente affacciati sullo stadio, oltre che a un terreno che mischiava erba ad ampie macchie marroni di sola terra.

Con entrambe le squadre assenti dalla Coppa del Mondo dal 2014, l'Italia ha affrontato la partita decisiva con la stessa formazione che aveva battuto l'Irlanda del Nord a Bergamo la settimana scorsa e con un sorteggio sfortunato che aveva assegnato l'eventuale finale in trasferta.

Il vantaggio al 15esimo del primo tempo di Moise Kean aveva scaldato i circa 300 tifosi italiani arrivati nel centro della Bosnia, ma la squadra di casa guidata dal 40enne, ex Inter e Roma, Edin Dzeko, ha messo sotto i nostri fino al primo episodio decisivo della gara. L'espulsione diretta di Alessandro Bastoni per fallo da ultimo uomo, che ha lasciato l'Italia in dieci giocatori per il resto dell'incontro.

Nel secondo tempo la Bosnia ha iniziato un forcing che ha portato a un totale di 30 tiri a 9 nella partita. Quello decisivo per il pareggio lo ha messo dentro al 79esimo il Tabakovic. Il resto della seconda frazione è filato via tra la parate a ripetizione di Gigio Donnarumma, le paure che montavano e l'occasione limpida ancora per Kean per chiudere i conti, dopo una riconquista della palla quasi in fotocopia del primo goal, fallita però a tu per tu con il portiere avversario.

I tempi supplementari sono stati segnati da una grande polemica, per il fallo da ultimo uomo su Palestra sanzionato solo con un giallo. Gli azzurri hanno protestato perché l'azione era simile a quella che era costata invece l'uscita anticipata a Bastoni e avrebbero avuto modo di giocare il secondo tempo supplementare di nuovo in parità numerica.

Il fatto che l'arbitro non sia andata a rivedere l'azione allo schermo Var ha irritato panchina e tifosi italiani e magari anche la coincidenza che ad arbitrare fosse il francese Clément Turpin, che aveva già fischiato l'uscita dell'Italia contro la Macedonia del Nord quattro anni fa.

Alla fine i rigori, dopo avere resistito per 120 minuti: hanno sbagliato Pio Esposito, al primo tiro e Bryan Cristante, al terzo, rendendo inutile il quinto dopo il gol della Bosnia.

Il sogno degli appassionati di calcio negli ultimi 12 anni in Italia resta chiuso in una parentesi: la vittoria degli Europei del 2021.

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