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La Farnesina ha convocato l'ambasciatore israeliano Peled per protesta sullo stop a Pizzaballa

Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu arrives for a press conference in Jerusalem, Thursday, March 19, 2026. (Ronen Zvulun, Pool Photo via AP)
Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu arrives for a press conference in Jerusalem, Thursday, March 19, 2026. (Ronen Zvulun, Pool Photo via AP) Diritti d'autore  AP Photo
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Di euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'incontro ha tenuto in conto le misure annunciate dal premier Netanyahu su X per riaprire il Santo Sepolcro per le celebrazioni pasquali a tutte le confessioni cristiane. Le autorità Israeliane predispongono un piano per l'accesso sicuro alla Città Vecchia di Gerusalemme

L’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, è stato ricevuto questo lunedì dalla Direttrice Generale per gli Affari Politici della Farnesina Cecilia Piccioni, a seguito della convocazione disposta dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani in segno di protesta per il grave diniego di accesso al Santo Sepolcro domenica per il cardinale Pierbattista Pizzaballa e il Custode di Terra Santa, Francesco Ielpo.

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Nel corso dell’incontro, è stato fatto un punto sulla situazione dopo le nuove disposizioni del primo ministro israeliano Netanyahu per garantire l’accesso immediato delle autorità religiose per la celebrazione delle festività pasquali.

All’Ambasciatore israeliano è stato sottolineato come "l’Italia richieda di rispettare l’esercizio della libertà religiosa". Nel comunicato della Farnesina si legge anche che "il governo italiano ritiene assolutamente comprensibili e totalmente condivisibili le ragioni e le modalità di protesta che il cardinale Pizzaballa ha ritenuto di adottare; non ritiene che ulteriori commenti da parte di funzionari possano aiutare a far progredire il confronto".

Le autorità italiano hanno chiesto inoltre di tutelare le comunità cristiane a Gerusalemme e in Cisgiordania, e sollevato il tema dell’accesso alla Striscia di Gaza, in particolare per portare avanti le iniziative del programma di assistenza umanitaria “Food for Gaza”.

Netanyahu "chiude" il caso Pizzaballa

Con un post su X il premier ha annunciato nelle scorse ore che il Patriarca Latino di Gerusalemme avrà accesso immediato al Santo Sepolcro.

"Ho dato istruzioni alle autorità competenti affinché al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino, sia concesso pieno e immediato accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme" ha scritto Netanyahu.

Il governo di Israele ha provato così a chiudere un potenziale elemento di frizione con il cattolicesimo sulla questione storica dell'accesso ai Luoghi Santi.

Netanyahu ha motivato l'infortunio diplomatico con il Patriarca con ragioni di sicurezza derivanti dalla guerra con l'Iran. Secondo il premier gli attacchi balistici e aerei di Teheran minacciano direttamente l'incolumità dei fedeli nella Città Vecchia di Gerusalemme.

"Negli ultimi giorni, l'Iran ha ripetutamente preso di mira i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme con missili balistici" scrive Netanyahu, aggiungendo "in un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro. Per proteggere i fedeli, Israele ha chiesto ai membri di tutte le fedi di astenersi temporaneamente dal pregare nei luoghi sacri cristiani, musulmani ed ebraici della Città Vecchia di Gerusalemme".

Il piano pregare sicuri

Le autorità di polizia israeliane presenteranno a breve un piano che dovrebbe permettere ai fedeli di "tutte le confessioni cristiane" di accedere al Santo Sepolcro per le celebrazioni pasquali, pregando in un ambiente relativamente sicuro.

Secondo il giornale Times of Israel, il protocollo temporaneo di accesso alla zona del Santo Sepolcro sarà reso noto dopo un incontro tra le autorità di polizia di Gerusalemme e i rappresentanti delle comunità cristiane.

Anche il presidente israeliano Isaac Herzog ha espresso ufficialmente "rammarico per lo sfortunato incidente" in una conversazione telefonica diretta con il Cardinale Pizzaballa.

Sulla vicenda era intervenuto già il governo italiano nella giornata di domenica. La premier Giorgia Meloni ha espresso vicinanza al Cardinale Pizzaballa e a Padre Ielpo. Secondo la capa dell'esecutivo di Roma l'atto "costituisce un'offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".

il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani aveva espresso "sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo". "È inaccettabile aver loro impedito di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme", ha scritto il ministro e ha aggiunto: "Per la prima volta, la polizia israeliana ha negato ai vertici della Chiesa Cattolica la possibilità di celebrare la Messa della domenica delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo".

Indignazione anche dalla Francia, il presidente francese Emmanuel Macron.

"Condanno questa decisione della polizia israeliana, che si aggiunge al preoccupante aumento delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme. A Gerusalemme deve essere garantito il libero esercizio del culto a tutte le religioni", ha scritto Macron su X.

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