Un uomo di 79 anni è accusato a Grenoble, in Francia, di aver commesso violenze su 89 minorenni tra il 1967 e il 2022. Ha anche confessato gli omicidi della madre e della zia
Jacques Leveugle, 79 anni, è accusato di aver violentato e aggredito sessualmente 89 minorenni. I fatti sarebbero avvenuti tra il 1967 e il 2022, in Francia e in una serie di altri Paesi.
Sebbene sia stato incriminato e incarcerato nel 2024, martedì 10 febbraio la procura di Grenoble ha volontariamente cercato di incrementare la copertura mediatica del caso, nel tentativo di rintracciare altre potenziali vittime e testimoni.
Le "memorie" nelle quali l'uomo parla di rapporti sessuali con minorenni
Nel corso di una conferenza stampa, il procuratore della città francese, Etienne Manteaux, ha illustrato i fatti: nelle sue "memorie" raccolte su una chiavetta Usb, il settuagenario parla di "rapporti sessuali" con persone minorenni di età compresa tra i 13 e i 17 anni. I testi sono stati scoperti dal nipote, che "si interrogava sulla vita emotiva e sessuale" dello zio, ha affermato lo stesso procuratore.
Nato ad Annecy nel 1946, Leveugle, secondo il procuratore, è stato in contatto con minorenni per tutta la sua carriera professionale. Si è formato infatti come educatore specializzato, benché non abbia completato la formazione. Ha quindi lavorato in campi giovanili, soggiorni educativi per giovani in difficoltà e attività di tutoraggio. Questi diversi incarichi lo hanno portato a lavorare in diversi Paesi.
Nei suoi scritti, l'uomo cita almeno otto Paesi: Svizzera, Germania, Portogallo, Marocco, Niger, India, Colombia e Filippine. Tutti luoghi in cui potrebbe aver perpetrato violenze. Gli ultimi eventi sarebbero avvenuti in Marocco nel 2022.
Stupri, violenza sessuali e omicidi
Nelle sue "memorie", Leveugle parla anche di due omicidi. Sua madre, malata di cancro terminale, è stata soffocata con un cuscino nel 1974 a Maisons-Laffitte (nel dipartimento dell'Yvelines). L'uomo avrebbe ucciso anche sua zia nel 1992 con lo stesso metodo: la donna aveva 92 anni.
L'uomo è stato incriminato e posto in custodia cautelare nel febbraio 2024. È stato quindi sottoposto a una forma di controllo giudiziario molto severo, che non ha rispettato. Dall'aprile 2025 è perciò di nuovo in detenzione preventiva, nell'Isère.
Le indagini sono condotte in Francia e anche all'estero. Il pubblico ministero ha lanciato martedì un appello per identificare altre vittime e ha istituito un numero verde (lo 0 800 20 01 42) al quale possono rivolgersi eventuali testimoni.