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Usa: si spaccia per agente dell'Fbi e cerca di far evadere Luigi Mangione dal carcere

Luigi Mangione è scortato dalla polizia a New York, 19 dicembre 2024
Luigi Mangione è scortato dalla polizia a New York, 19 dicembre 2024 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
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Mangione è detenuto nel carcere di Brooklyn in attesa dei processi statali e federali per l'omicidio dell'amministratore delegato di UnitedHealthcare Brian Thompson

Un uomo con precedenti penali e problemi di salute mentale si è presentato mercoledì sera al Metropolitan Detention Center di Brooklyn dichiarando di essere un agente dell’FbiI e sostenendo di avere un ordine del tribunale per ottenere il rilascio di Luigi Mangione, l’uomo accusato dell’omicidio dell’amministratore delegato di UnitedHealthcare, Brian Thompson.

Il protagonista dell’episodio è Mark Anderson, 36 anni, originario del Minnesota. Secondo le autorità federali, Anderson avrebbe tentato di spacciarsi per un agente federale nel disperato tentativo di liberare Mangione, detenuto in attesa di affrontare sia un processo statale sia uno federale. L’uomo è stato arrestato sul posto e accusato di essersi falsamente presentato come funzionario federale.

Inizialmente non si identificava il detenuto che Anderson avrebbe cercato di liberare, ma un funzionario delle forze dell’ordine, a conoscenza diretta del caso, ha confermato che si trattava proprio di Mangione. Anderson è comparso giovedì davanti al tribunale federale di Brooklyn ed è stato trattenuto senza possibilità di cauzione. Al momento non gli è stato richiesto di dichiararsi colpevole o innocente.

Secondo i documenti giudiziari, Anderson ha un lungo passato di arresti e condanne legate a droga e alcol tra Minnesota e Wisconsin. In una causa civile intentata lo scorso anno, aveva dichiarato di soffrire di “disabilità multiple” e di essere stato giudicato “completamente disabile a causa di una malattia mentale” dalla Social Security Administration. Aveva inoltre affermato di non avere reddito e di vivere grazie a sussidi statali e federali. Tra i procedimenti ancora pendenti a suo carico figura anche un’accusa nel Bronx per aver mostrato una pistola.

Aveva inoltre affermato di non avere reddito e di vivere grazie a sussidi statali e federali. Tra i procedimenti ancora pendenti a suo carico figura anche un’accusa nel Bronx per aver mostrato una pistola.

L’episodio ha assunto contorni grotteschi quando sono emersi i dettagli del tentativo di liberazione del detenuto. Secondo la denuncia, Anderson si è presentato all’ingresso del carcere intorno alle 18:50, dicendo agli agenti in uniforme di essere un agente dell’Fbi in possesso di documenti “firmati da un giudice” che autorizzavano il rilascio di una persona in custodia. Alla richiesta di mostrare un tesserino federale, avrebbe esibito soltanto una patente del Minnesota, lanciando alcuni fogli agli agenti e affermando di essere armato.

I documenti, esaminati successivamente da un agente dell’Fbi, sembravano in realtà riferirsi a richieste di risarcimento contro il Dipartimento di Giustizia. Durante la perquisizione della sua borsa, gli agenti hanno trovato un forchettone da barbecue e una lama circolare in acciaio, che da una foto allegata alla denuncia appare come una piccola rotella tagliapizza.

Luigi Mangione, a destra, ascolta l'avvocato difensore Paresh Patel durante un'udienza alla corte federale di Manhattan, 9 gennaio 2026.
Luigi Mangione, a destra, ascolta l'avvocato difensore Paresh Patel durante un'udienza al tribunale federale di Manhattan, 9 gennaio 2026. AP Photo

Il tentativo fallito di liberare Mangione arriva in un momento delicato del suo percorso giudiziario. Poche ore prima dell’arresto di Anderson, l’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan aveva chiesto al giudice Gregory Carro di fissare il processo statale per il 1 luglio. Venerdì Mangione comparirà inoltre in tribunale per una conferenza sul suo caso federale, durante la quale la giudice Margaret Garnett dovrà decidere se i pubblici ministeri potranno chiedere la pena di morte e utilizzare determinate prove.

La selezione della giuria nel processo federale è stata fissata per l’8 settembre, mentre il processo vero e proprio potrebbe svolgersi in autunno o slittare a gennaio, a seconda delle decisioni sulla pena capitale. Mangione si è dichiarato non colpevole in entrambi i procedimenti. Le accuse statali prevedono la possibilità dell’ergastolo.

Sostenitori di Luigi Mangione tengono cartelli fuori dalla corte federale di Manhattan, 9 gennaio 2026
Sostenitori di Luigi Mangione tengono dei cartelli davanti alla corte federale di Manhattan, 9 gennaio 2026 AP Photo

Figura controversa e simbolo per alcuni movimenti critici verso l’industria delle assicurazioni sanitarie, Mangione ha attirato numerosi sostenitori, spesso presenti alle sue udienze. L’uomo, 27 anni, laureato in un’università della Ivy League e proveniente da una famiglia benestante del Maryland, è accusato dell’omicidio di Brian Thompson, 50 anni, avvenuto il 4 dicembre 2024 a Manhattan.

Secondo gli investigatori, Thompson è stato ucciso a colpi di pistola mentre si dirigeva verso un hotel del centro per la conferenza annuale degli investitori di UnitedHealth Group. Un video di sorveglianza mostra un uomo mascherato che gli spara alle spalle. Sulle munizioni sarebbero state incise le parole “delay”, “deny” e “depose”, un riferimento alle presunte pratiche delle compagnie assicurative nel respingere le richieste di rimborso.

Mangione è stato arrestato pochi giorni dopo l’omicidio in un McDonald’s della Pennsylvania, a circa 370 chilometri da Manhattan. Il suo caso continua a suscitare forte attenzione mediatica e tensioni, ora aggravate da un tentativo di evasione tanto clamoroso quanto maldestro.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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