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Perché la nuova nave italiana conta anche per la sicurezza marittima

La nave "Quirinale"
La nave "Quirinale" Diritti d'autore  screenshot Fincantieri
Diritti d'autore screenshot Fincantieri
Di Stefania De Michele
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Varata nei cantieri Fincantieri la nave idro-oceanografica Quirinale, cuore della nuova capacità italiana di mappatura dei fondali e studi oceanici. Qual è il suo ruolo, come funziona e cosa può fare per la ricerca, la sicurezza marittima e la difesa

La **Quirinale**non è una nave qualunque: è una piattaforma scientifica avanzata destinata a ripensare il modo in cui l’Italia osserva, studia e sorveglia il mare. Varata nei giorni scorsi nei cantieri Fincantieri di Riva Trigoso, questa nave idro-oceanografica maggiore sostituirà l’unità Magnaghi e segna un significativo passo in avanti nelle capacità nazionali di esplorazione marina e monitoraggio oceanico.

Un laboratorio per gli oceani

La Quirinale è lunga circa 110 metri, ha un dislocamento di oltre 6.200 tonnellate e può imbarcare fino a 145 persone tra equipaggio e ricercatori. È equipaggiata con sensori di ultima generazione per rilievi idrografici, oceanografici e geofisici, oltre a veicoli subacquei autonomi e telecomandati (AUV e ROV). Questi strumenti le consentono di effettuare indagini fino a 10.000 metri di profondità, dando all’Italia un “occhio” sui fondali senza precedenti.

La nave è concepita per operare anche in condizioni estreme, comprese le aree artiche e antartiche, e dispone di un sistema di posizionamento dinamico DP2 e propulsione elettrica avanzata per massimizzare precisione e sostenibilità durante le missioni di ricerca.

Perché è importante

Le navi idro-oceanografiche come Quirinale svolgono ruoli che vanno ben oltre la pura ricerca accademica:

  • aggiornano le carte nautiche, essenziali per la sicurezza in mare;
  • raccolgono dati scientifici fondamentali per comprendere i cambiamenti climatici e gli ecosistemi marini;
  • supportano attività di monitoraggio ambientale, ricerca su correnti, temperature e condizioni sottomarine;
  • contribuiscono alla cooperazione internazionale tramite l’International Hydrographic Organisation.

Queste attività sono cruciali non solo per la comunità scientifica, ma anche per settori come il traffico commerciale, l’energia offshore e la tutela delle infrastrutture sottomarine.

Dove finisce la ricerca e inizia la sicurezza

Pur non essendo una nave da combattimento, la Quirinale fa parte della Marina Militare ed è quindi un asset dual-use: la sua tecnologia e i dati che può raccogliere possono essere utili anche in ambiti legati alla sicurezza marittima e alla conoscenza di aree strategiche.

La profonda conoscenza dei fondali, delle correnti e delle condizioni oceaniche è infatti un elemento che rientra nelle moderne esigenze di intelligence navale e strategica, soprattutto in zone dove crescono gli interessi geopolitici come l’Artico o l’Indopacifico.

Pur non essendo dotata di armamenti da guerra, la sua presenza in aree sensibili può supportare operazioni di monitoraggio, sorveglianza e raccolta dati per enti governativi e alleanze internazionali, in linea con le missioni odierne di molte marine avanzate.

Un ponte tra scienza, industria e Difesa

La nave è il risultato di un progetto portato avanti dalla Marina Militare italiana insieme all’industria navale nazionale, con un investimento di centinaia di milioni di euro per rinnovare la capacità idro-oceanografica del Paese.

Il varo della Quirinale conferma il ruolo di Fincantieri nella costruzione di unità specializzate e rafforza il collegamento tra ricerca scientifica, capacità operative e industria tecnologica italiana.

Uno sguardo al futuro

Una volta completati gli allestimenti e le prove, la Quirinale entrerà in servizio ufficiale, integrandosi nella flotta della Marina e aprendo la porta a missioni che combinano scienza, presenza navale e cooperazione internazionale. In un mondo dove gli oceani stanno diventando sempre più cruciali dal punto di vista ambientale, economico e strategico, strumenti come questa nave rappresentano un investimento sulle conoscenze e sulla capacità di interpretare i segnali che arrivano da mari e fondali.

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