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Iran e Russia: un partenariato strategico per necessità

I presidenti di Iran e Russia durante l'incontro al Cremlino, 17 gennaio 2025
I presidenti dell'Iran e della Russia durante l'incontro al Cremlino, 17 gennaio 2025 Diritti d'autore  Kremlin Pool Photo via AP
Diritti d'autore Kremlin Pool Photo via AP
Di Irina Sheludkova
Pubblicato il
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Secondo il Cremlino, nessuno può modificare la natura dei rapporti Iran-Russia. In un'intervista a Euronews, l'analista Nikita Smagin illustra i legami tra Mosca e Teheran

Esattamente un anno fa Russia e Iran hanno firmato un accordo di partenariato strategico. I punti chiave sono la cooperazione militare e l’economia, in primis l’energia, oltre all’attenuazione dell’impatto delle sanzioni.

Oggi, con le proteste di massa contro il regime degli ayatollah e con le promesse degli Stati Uniti di una risposta dura alla violenza contro i manifestanti, circolano ipotesi di un possibile cambio di potere in Iran. C’è chi parla persino del crollo della Repubblica islamica.

Come le proteste in Iran possono cambiare rapporti Mosca-Teheran

Il Cremlino ha taciuto per quasi due settimane. Giovedì il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che"nessuna terza parte può cambiare la natura fondamentale dei rapporti" tra i due Paesi.

Il 13 gennaio la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha per la prima volta commentato la situazione in Iran, accusando prevedibilmente la "pressione sanzionatoria illegale dell’Occidente" che, a suo dire, "genera problemi economici e sociali". La portavoce ha aggiunto che la "tensione sociale" viene usata "per destabilizzare e distruggere lo Stato iraniano". Zakharova ha ripetuto anche i consueti argomenti del Cremlino sulle "rivoluzioni colorate".

Il politologo Nikita Smagin, in un’intervista a Euronews, ha sottolineato che dall’inizio delle proteste la Russia ha rilasciato dichiarazioni "molto prudenti, cioè pochissime", limitate al livello dell’ambasciata russa in Iran.

"Questa reazione moderata era dovuta al fatto che la Russia osservava la situazione e la possibilità di un cambio di regime o di altre trasformazioni radicali", ha spiegato l’analista. A suo dire, nella sua dichiarazione Zakharova "ha sostenuto in modo categorico" la Repubblica islamica. Smagin osserva che Mosca, alla luce della repressione delle proteste, è giunta alla conclusione che al potere iraniano non incombe alcuna minaccia. Perciò può sostenerlo apertamente, in modo da favorire lo sviluppo delle relazioni tra i due Paesi.

Le relazioni economiche Russia-Iran dettate dalla necessità

Mosca e Teheran si sono avvicinate dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Smagin ha sottolineato che non è del tutto corretto definire Russia e Iran alleati. Sono piuttosto partner strategici, perché tra i due Paesi esiste una forte diffidenza. Il loro avvicinamento è dettato dalla necessità, dato che entrambe hanno poche opzioni di interazione sulla scena internazionale.

"Operano in questo corridoio limitato, il che rende i loro rapporti abbastanza stabili", ha affermato l’analista. "In realtà, i legami economici non sono cresciuti molto dal 2022, nonostante gli sforzi. I numeri del commercio sono cambiati in modo marginale".

Smagin ha spiegato che esistono progetti potenziali per sviluppare i rapporti, ma sono ancora in fase di definizione: intese preliminari per costruire nuove centrali nucleari in Iran con risorse russe, rilancio del corridoio di trasporto "Nord-Sud" e costruzione di una linea ferroviaria, investimenti russi nel settore petrolifero e del gas. Tra gli obiettivi c’è anche trasformare l’Iran in un hub del gas per forniture di gas russo attraverso il Paese.

Cooperazione militare in espansione: l’Iran riceve elicotteri russi durante le proteste

Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, la Russia utilizza attivamente i droni iraniani "Shahed" per colpire in modo devastante le infrastrutture civili. Nel 2022 l’Unione europea ha imposto sanzioni contro funzionari e contro il produttore di droni in Iran.

Secondo Bloomberg, da ottobre 2021, cioè alcuni mesi prima dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, la Russia ha acquistato dall’Iran armi per oltre 4 miliardi di dollari, inclusi missili balistici.

"Quanto alla cooperazione militare, si sta davvero ampliando", ha osservato Smagin. Oggi però la Russia produce gli "Shahed" sul proprio territorio, dopo aver acquisito le tecnologie dall’Iran nel 2023, e li ha rinominati "Geran-2".

"La Russia ha in larga misura localizzato la produzione di questi droni e, inoltre, ha iniziato a fabbricare propri modelli. Il picco del peso dell’Iran come partner militare per la Russia è ormai alle spalle: è stato nel 2022-2023", ha affermato l'analista.

Intanto la dinamica si sta invertendo: la Russia cerca sempre più di fornire armamenti all’Iran. "Parliamo di diverse tipologie di armamenti, come i caccia Su-35 e gli elicotteri d’attacco Mi-28. Ci sono indicazioni che i primi elicotteri di questo tipo siano arrivati in Iran proprio durante le proteste. E poi ci sono altri sistemi, di cui non si parla apertamente ma su cui filtrano informazioni: i veicoli blindati Spartak, capacità di guerra elettronica e radar", ha spiegato Smagin.

L’Iran sta diventando un destinatario sempre più importante dell’export militare russo. Ma l’analista ha sottolineato che la Russia "non si è lanciata a pieno regime in questa direzione, perché è assorbita dalla guerra in Ucraina e, in questo senso, ha margini limitati".

Il Cremlino aiuterà il regime degli ayatollah a reggere in Iran? Gli esempi di Venezuela e Siria parlano da soli. Detto ciò, nonostante i recenti insuccessi in Siria e Venezuela, Mosca mantiene la capacità di aiutare i propri partner in difficoltà. In un’analisi per Foreign Policy, la ricercatrice del programma di politica nucleare del Carnegie Endowment for International Peace, Nicole Grajewski, ha osservato che nel caso dell’Iran la Russia non punta a un intervento diretto, ma rafforza l’apparato di sicurezza interno del regime.

Smagin ha detto che ci sono effettivamente sospetti sul fatto che i sistemi russi di guerra elettronica aiutino l’Iran a oscurare Starlink o, quantomeno, a ostacolare il normale funzionamento del servizio Internet satellitare di Elon Musk.

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