Avviate le operazioni per il recupero del superyacht Bayesian, naufragato nel 2024 al largo di Palermo. Impegnati 70 specialisti europei
Domenica 4 maggio sono ufficialmente cominciate le delicate operazioni di recupero del superyacht Bayesian, affondato la scorsa estate nelle acque di Porticello, una frazione marina di Santa Flavia a circa 15 km da Palermo, in Sicilia.
L’imbarcazione giace a una profondità di 49 metri, in una zona caratterizzata da fondali complessi e correnti imprevedibili. Il relitto, lungo 56 metri e battente bandiera britannica, è tristemente noto per essere stato teatro di una delle tragedie marittime più gravi avvenute recentemente in acque italiane, nella quale hanno perso la vita sette persone, tra cui il miliardario britannico Mike Lynch e sua figlia Hannah, di appena 18 anni.
Tecnologia avanzata e mezzi eccezionali per il recupero del relitto
L’operazione è coordinata dalla Guardia Costiera italiana, che ha predisposto un perimetro di sicurezza in mare per proteggere il personale impegnato nelle operazioni subacquee.
Il capitano Nicola Silvestri, responsabile delle operazioni, ha confermato che verranno impiegate tecnologie all’avanguardia come i ROV (Remote Operated Vehicles), droni sottomarini comandati a distanza, oltre a squadre di sommozzatori professionisti altamente qualificati.
Il recupero richiederà almeno una settimana solo per la fase preparatoria, che prevede l’analisi strutturale dello scafo e la rimozione di ostacoli.
Arrivata dalla Germania la super gru Hebo Lift 10: è tra le più potenti in Europa
A rendere possibile il sollevamento del relitto è la Hebo Lift 10, una gru marittima semisommergibile tra le più potenti d’Europa, in grado di sollevare fino a 800 tonnellate.
Proveniente dal porto di Rotterdam, la Hebo Lift ha attraccato sabato al porto industriale di Termini Imerese. La gru sarà il fulcro della seconda fase dell’operazione, quando il relitto verrà agganciato e riportato lentamente in superficie.
I tecnici hanno già previsto il taglio dell’albero maestro, in alluminio e alto ben 75 metri – uno dei più alti mai installati su uno yacht – per facilitare l’operazione e ridurre i rischi di sbilanciamento durante il sollevamento.
Oltre 70 esperti europei coinvolti nella missione di recupero
L’operazione coinvolge oltre 70 specialisti provenienti da vari Paesi europei, tra cui ingegneri navali, operatori subacquei, tecnici di recupero e analisti strutturali. L’intera missione è frutto della collaborazione tra aziende olandesi, italiane e britanniche specializzate in salvataggio marittimo, ingegneria offshore e logistica portuale.
A terra, a coordinare l’aspetto tecnico e logistico, è attiva una squadra multidisciplinare che monitora i dati raccolti in tempo reale dai sensori installati sul relitto.
Il naufragio improvviso del Bayesian: una tragedia in 16 minuti
La tragedia del Bayesian si è consumata in modo drammatico e rapidissimo. Era l’alba del 19 agosto 2024 quando lo yacht, ancorato a circa 300 metri dalla costa di Porticello, ha cominciato improvvisamente a imbarcare acqua.
Secondo i rapporti preliminari, in soli 16 minuti lo scafo è colato a picco, lasciando pochissimo tempo per l’evacuazione. A bordo si trovavano 12 ospiti e 10 membri dell’equipaggio.
Solo 15 persone sono riuscite a fuggire grazie all’intervento di imbarcazioni di passaggio. Le restanti sette vittime non sono riuscite ad abbandonare il relitto in tempo.
Chi erano le vittime: una lista tragica di nomi illustri
Tra le vittime, oltre a Mike Lynch, figura di spicco della tecnologia britannica, e la figlia Hannah, si contano nomi importanti del mondo finanziario e legale.
Jonathan Bloomer, presidente di Morgan Stanley International, e sua moglie Judy si trovavano a bordo insieme all’avvocato Chris Morvillo, partner di uno studio legale internazionale, e alla moglie Neda.
Ha perso la vita anche il cuoco di bordo, Recaldo Thomas, molto apprezzato nel mondo degli yacht di lusso. I corpi dei dispersi sono stati ritrovati tra il 20 e il 23 agosto, grazie a operazioni subacquee estenuanti, con l’ultimo recupero effettuato quasi a una settimana dall’affondamento.
Inchiesta in corso: si indaga sulle responsabilità del comandante e dell’equipaggio
La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo per far luce sulle cause dell’incidente. Si ipotizzano errori di valutazione, mancanza di manutenzione o avarie tecniche non gestite correttamente.
Il focus dell’inchiesta riguarda in particolare il comandante e due membri dell’equipaggio, che potrebbero essere indagati per omicidio colposo plurimo e negligenza nautica.
Le autorità stanno esaminando le registrazioni delle comunicazioni di bordo, i registri tecnici, e le testimonianze dei superstiti per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto in quei drammatici minuti.