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Nuova Caledonia: le autorità riprendono il controllo dell'arcipelago

bandiera Nuova Caledonia
bandiera Nuova Caledonia Diritti d'autore AP Photo
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Di Euronews
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Le autorità francesi hanno ripreso il controllo della capitale Nouméa. L'operazione ha coivolto centinaia di membri delle forze dell'ordine e dell'esercito. Resta alta l'allerta degli indipendentisti

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Le autorità francesi in Nuova Caledonia hanno ripreso il pieno controllo della capitale del loro territorio del Pacifico. Lo ha dichiarato venerdì il ministro francese dell'Interno e dei Territori d'Oltremare Gérald Darmanin, dopo due settimane di disordini che hanno causato la morte di sette persone, diversi feriti e la distruzione di importanti infrastrutture per l'arcipelago che è stato teatro di decenni di tensioni tra chi cerca l'indipendenza e chi è fedele alla Francia.

Gérald Darmanin ha scritto in un post pubblicato venerdì che "un'importante operazione di polizia si è svolta con successo" nel quartiere Riviere-Salee di Nouméa, l'ultima area della capitale della Nuova Caledonia che era sotto il controllo dei manifestanti.

Darmanin ha aggiunto che nell'operazione sono stati coinvolti 400 membri delle forze di sicurezza francesi e della Nuova Caledonia, compresi i membri dell'unità d'élite antiterrorismo e anti crimine organizzato della polizia francese e i loro omologhi dell'esercito francese. Dodici persone sono state arrestate durante l'operazione e 26 posti di blocco sono stati smantellati e liberati, ha dichiarato il ministro.

Cosa è successo in Nuova Caledonia

Le violenze sono scoppiate il 13 maggio in risposta ai tentativi del governo del presidente francese Emmanuel Macron di modificare la Costituzione francese e cambiare le liste elettorali in Nuova Caledonia. Il 15 maggio la Francia ha dichiarato lo stato di emergenza nel suo territorio del Pacifico e ha inviato centinaia di rinforzi militari per aiutare la polizia a sedare la rivolta che ha incluso sparatorie, scontri, saccheggi e incendi dolosi.

Entrambe le parti dell'aspra divisione della Nuova Caledonia - gli indigeni Kanak, che vogliono l'indipendenza, e quelli fedeli alla Francia - hanno eretto barricate, sia per ribellarsi alle autorità sia per proteggere le loro case e proprietà. I dimostranti a favore dell'indipendenza hanno eretto barricate con veicoli carbonizzati e altri detriti, trasformando parti della capitale Noumea in zone vietate.

Chiesto il ritiro della riforma elettorale

Il presidente francese Emmanuel Macron ha deciso lunedì di revocare lo stato di emergenza in Nuova Caledonia per facilitare il dialogo tra le parti locali e le autorità francesi sul futuro dei 270.000 abitanti dell'arcipelago e ripristinare la pace.

I partiti pro-indipendenza e i leader Kanak hanno esortato Macron a ritirare il progetto di riforma elettorale se la Francia vuole “porre fine alla crisi”. Gli oppositori temono che la legge elettorale avvantaggi i politici filo-francesi in Nuova Caledonia ed emargini ulteriormente gli indigeni Kanak, che da tempo lottano per affrancarsi dal dominio francese tra enormi disparità economiche e decenni di discriminazione.

Indipendentisti inviatano a rimanere mobilitati

Sebbene la violenza si sia placata negli ultimi giorni, le tensioni rimangono: i leader pro-indipendenza hanno invitato i loro sostenitori a “rimanere mobilitati” e a “mantenere la resistenza” contro la Francia.

Le misure di emergenza sono state revocate, ma rimane in vigore il coprifuoco notturno e mattutino. In Nuova Caledonia è vietato viaggiare tra le 18.00 e le 6.00, tranne in caso di emergenza sanitaria, ed è ancora vietato riunirsi in pubblico, portare armi e vendere alcolici.

Il principale aeroporto internazionale, La Tontouta, rimarrà chiuso al traffico commerciale almeno fino a lunedì e le scuole non riprenderanno prima della metà di giugno, secondo le autorità locali.

La Nuova Caledonia è diventata francese nel 1853 sotto l'imperatore Napoleone III, nipote ed erede di Napoleone. Dopo la Seconda guerra mondiale è diventata un territorio d'oltremare e tutti i Kanak hanno ottenuto la cittadinanza francese nel 1957.

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