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Ucraina, il G7 a Capri spinge per i sistemi di difesa aerea a Kiev

L'alto rappresentante per gli Affari esteri dell'Ue Josep Borrell arriva a Capri per il G7
L'alto rappresentante per gli Affari esteri dell'Ue Josep Borrell arriva a Capri per il G7 Diritti d'autore AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gabriele BarbatiEuronews
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Nella seconda giornata del G7 a Capri, le difese aeree dell'Ucraina sono state al centro di discussioni e impegni dei ministri degli Esteri. "Abbiamo i sistemi antimissile nei magazzini, diamoglieli" ha detto Josep Borrell. La Nato lavora a un'iniziativa di più Paesi a partire dalla Germania

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ministri degli Esteri del G7 hanno discusso giovedì a Capri del sostegno alle forze militari di Kiev, in una riunione a cui hanno partecipato anche l'omologo ucraino, Dmytro Kuleba, e il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. 

Una delle misure prese in considerazione è l'utilizzo dei beni russi congelati per finanziare l'acquisto di armi, in particolare i sistemi di difesa aerea chiesti a più riprese dal governo ucraino.

"Si tratta di vita o di morte", ha risposto il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. "L'unica questione nella mia agenda qui al G7 è la difesa aerea", dunque i sistemi Patriot e Samp-T.

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha insistito con gli alleati che bisogna impedire la sconfitta di chi difende il proprio Paese e spingere la Russia a dei negoziati di pace. 

Borrell al G7: "Dobbiamo inviare sistemi antimissile in Ucraina"

"Il principio è semplice: ci sono beni russi congelati nel Regno Unito, in Europa e altrove, e dovremmo trovare il modo di utilizzarli per aiutare l'Ucraina a difendersi", ha detto il ministro degli Esteri britannico, David Cameron.

"Per me è abbastanza ovvio che un giorno la Russia dovrà pagare un risarcimento per questa invasione illegale, e quindi nel frattempo dovremmo usare questi beni. Ma è importante cercare di trovare un accordo tra gli alleati sul modo giusto per farlo", ha specificato Cameron.

"Dobbiamo sostenere l'Ucraina più velocemente e meglio", ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell. 

"Non possiamo contare solo sugli Usa. Abbiamo i Patriot, abbiamo i sistemi antimissile, dobbiamo tirarli fuori dai magazzini e inviarli in Ucraina, dove la guerra si sta intensificando, e sono sicuro che lo faremo rapidamente", ha aggiunto l'Alto rappresentante.

La Germania, che ha 12 batterie di Patriot, ha annunciato dei giorni scorsi l'invio di una nuova batteria in Ucraina. Ma la Nato lavora anche su altri sistemi, come Nasams e Iris-T, e al supporto finanziario di chi ne è sprovvisto, vedi Danimarca e Paesi Bassi che si sono impegnate per 4 miliardi di euro, ha sottolineato Stoltenberg.

I propositi europei sono stati condivisi dal segretario di Stato Usa, Antony Blinken, che a Capri ha confermato la pressione della Casa Bianca per l'approvazione del pacchetto di aiuti da 61 miliardi di dollari, che torna in aula sabato dopo una stallo di mesi per l'ostilità dei Repubblicani.

Ue, in Medio Oriente la priorità è evitare guerra regionale

Josep Borrell, ha avvertito che il Medio Oriente è sull'orlo di una guerra regionale. 

"La catastrofe umanitaria continua, il sostegno internazionale è aumentato, ma è molto insufficiente", ha dichiarato Borrell. "Dobbiamo chiedere a Israele una risposta contenuta all'attacco degli iraniani. Non possiamo aggravare la situazione".

Per i rappresentanti del G7 per evitare ulteriori escalation nella regione, dopo l'attacco iraniano a Israele di domenica scorsa, serve trovare una soluzione urgente anche per il conflitto con nel Mar Rosso, dove gli attacchi dei ribelli yemeniti alleati di Teheran, gli Houthi, minacciano gravi conseguenze per il commercio internazionale. 

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato mercoledì che l'Italia è favorevole a nuove sanzioni mirate contro Teheran, in particolare contro i produttori dei droni utilizzati nell'ultimo attacco iraniano.

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