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Kosovo, al via il censimento tra sanzioni e poca informazione

In Kosovo coabitano persone di etnia albanese e serba
In Kosovo coabitano persone di etnia albanese e serba Diritti d'autore Bojan Slavkovic/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
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Di Andrea Barolini
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Il censimento della popolazione del Kosovo è stato avviato. Previste multe per evitare scarsa partecipazione o boicottaggi

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Dopo tre anni di ritardi, il censimento della popolazione del Kosovo è iniziato oggi, e durerà fino al 17 maggio. Secondo gli esperti, la selezione di contabili e supervisori non è stata trasparente e l'informazione è stata quasi inesistente, soprattutto nelle aree in cui vivono i serbi.

Ai cittadini poche informazioni sul censimento

Marko Milenković, dell'organizzazione non governativa "Nuova iniziativa sociale", spiega che "non sono state divulgate sufficienti informazioni nel periodo precedente, non c'è stata una campagna visibile che permettesse di sapere che si tiene questo censimento della popolazione e per molti la questione è ancora sconosciuta. Le persone sono perciò disinformate: alcune notizie sono apparse solo pochi giorni fa".

Un censimento tenuto 13 anni fa era stato boicottato dai serbi che abitano nel nord, e nel sud soltanto un quarto della popolazione aveva risposto. Stavolta, però, sono previste sanzioni fino all'equivalente di duemila euro per chi non risponderà. "Se le persone sono costrette a partecipare solo per evitare di incorrere nelle multe, significherà che non ci sarà una spinta basata sulla volontà", osserva Milenković.

Si potranno denunciare anche i danni legati alla guerra del 1998-1999

Oltre a rispondere a domande standard, per la prima volta, a distanza di 25 anni dal conflitto armato, i cittadini potranno per la prima volta denunciare danni umani e materiali dipesi dalla guerra. HazBije Qeriqi, dell'Agenzia statistica del Kosovo, spiega che "la maggior parte delle domande è stata posta su raccomandazione dell'Onu, dell'Unicef e di Eurostat: dobbiamo avere dati comparabili con tutte queste organizzazioni internazionali, perché sui danni e le vittime del conflitto, ad esempio, non avevamo a disposizione dati chiari. Per questo motivo si è deciso di inserire la domanda nel questionario".

Albin Kurti, primo ministro del Kosovo, ha affermato che "i cittadini potranno segnalare i danni economici e il valore dei beni perduti, quindi indicare i nomi dei familiari uccisi, feriti o imprigionati. Ciò con riferimento al periodo che va dal 28 febbraio 1998 al 12 giugno 1999, fino all'inizio del ritiro delle truppe serbe dal Kosovo. 

Le perdite dei serbi non saranno però prese in considerazione

Proprio dopo la ritirata, molti serbi sono stati uccisi e rapiti. In quei giorni, così come durante gli attacchi del marzo 2004, la maggior parte delle loro proprietà, assieme a quelle della Chiesa ortodossa serba, è stata distrutta. Questi dati non saranno però presi in considerazione nel censimento.

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