Attacco ucraino su Belgorod nel secondo giorno di elezioni russe. Putin: "Risponderemo duramente"

Una donna vota in uno dei seggi aperti in Russia
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I bombardamenti di Kiev sulla città russa di confine di Belgorod hanno ucciso due persone e devastato una raffineria di petrolio. Putin promette una dura risposta

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Promette una risposta dura, Vladimir Putin. Nel secondo giorno di elezioni presidenziali che gli consegneranno un altro mandato di sei anni, il presidente russo promette che gli attacchi ucraini a Belgorod durante il voto non rimarranno impuniti.

I bombardamenti di Kiev sulla città di confine hanno ucciso due persone e, su un fronte diverso, hanno devastato una raffineria di petrolio, appartenente al gigante petrolifero russo Rosneft, nella regione di Samara, a 1.065 chilometri a sud-est di Mosca.

Il raid su Belgorod ha convinto le autorità russe a chiudere scuole e centri commerciali, vanificando gli sforzi del Cremlino di tenere lontano l'eco della guerra almeno durante la tre giorni elettorale. 

Scuole di nuovo chiuse a Belgorod

Sono otto i missili ucraini abbattuti ma due residenti sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti" ha detto il governatore della regione di Belgorod sui social media, annunciando anche la chiusura temporanea di istituti scolastici e negozi, per la seconda volta in questo mese.

Nelle ore precedenti, il ministero della Difesa russo aveva dichiarato di aver intercettato e distrutto razzi, missili e droni nelle regioni di confine di Belgorod e Kursk.
Il ministero ha anche detto di aver respinto altri "tentativi di infiltrazione nel territorio della Federazione russa da parte di gruppi militanti ucraini di sabotaggio e ricognizione".

La tre giorni elettorale russa continua

Nel frattempo, continua la tre giorni elettorale che consoliderà il potere di Putin, "candidato unico" dopo aver praticamente schiacciato il dissenso politico durante i suoi quasi 25 anni di governo. 

L'affluenza alle urne ha superato il 50%, secondo quanto reso noto dalla Commissione elettorale centrale, citata dall'agenzia Ria Novosti. Il dato si riferisce alle 16 ora di Mosca (le 14 ora italiana) del secondo giorno di votazioni, che si concluderanno domani, domenica.

"Numeri altissimi" nelle quattro regioni occupate dai russi

I dati ufficiali riferiscono di percentuali altissime di votanti nelle parti delle quattro regioni ucraine occupate dai russi al termine della prime delle tre giornate di voto. Secondo l'agenzia Ria Novosti, nella regione di Donetsk ha "votato" oltre il 69% degli aventi diritto, in quella di Lugansk il 36%, in quella di Zaporizhzhia il 55% e in quella di Kherson quasi il 69%. Nelle quattro regioni le operazioni di voto erano in corso già dal 25 febbraio. 

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha votato in uno dei seggi elettorali di Mosca. Il presidente Putin e il primo ministro Mikhail Mishustin hanno votato online.

Molte persone si sono messe in coda presso l'ambasciata russa a Praga venerdì, intorno alle 12, ora locale. Il movimento di opposizione russo ha esortato gli elettori contrari alle politiche di Putin e alla guerra in Ucraina a presentarsi alle urne domenica, a mezzogiorno, ultimo giorno di votazione, come forma di protesta.

Il 71enne presidente russo corre per il rinnovo del mandato insieme a tre rivali di facciata, esponenti di partiti favorevoli al Cremlino, che si sono astenuti da qualsiasi critica nei confronti di Putin.

Cosa ci si aspetta dalle elezioni russe

Ci si aspetta che Putin ottenga un risultato schiacciante, superando quello del 2018 (77% dei voti). Grazie alla riforma costituzionale del 2020, potrà candidarsi per altri due mandati presidenziali, fino al 2036.

A due anni dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina, Putin è molto fiducioso. L'esercito russo può vantarsi di aver conquistato la città ucraina di Avdiivka, l'economia cresce del 3,6% nonostante le sanzioni occidentali, nessuna élite ha disertato, l'opposizione è stata decapitata e la società rimane insensibile all'elevata perdita di vite umane al fronte.

Domenica è la giornata del dissenso con la protesta simbolica evocata dagli oppositori che chiedono ai cittadini di presentarsi alle urne alle 12 e stracciare la scheda, renderla nulla o scrivere il nome di Navalny.

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