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Usa, madre condannata per la strage a scuola commessa dal figlio minorenne: è la prima volta

Jennifer Crumbley è scortata fuori dal tribunale, lunedì 5 febbraio 2024 a Pontiac, Michigan
Jennifer Crumbley è scortata fuori dal tribunale, lunedì 5 febbraio 2024 a Pontiac, Michigan Diritti d'autore AP Photo/Carlos Osorio, Pool
Diritti d'autore AP Photo/Carlos Osorio, Pool
Di euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Nel 2021 lo studente uccise quattro compagni di scuola. La madre Jennifer Crumbley è stata ritenuta colpevole per aver regalato insieme al marito l'arma al figlio e per aver ignorato i segnali premonitori della sparatoria

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Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, un genitore è stato condannato per omicidio colposo a causa di una sparatoria commessa dal figlio minorenne a scuola. Jennifer Crumbley, 45 anni, è stata ritenuta colpevole per aver regalato l'arma della strage al figlio Ethan, che nel 2021 aveva solo 15 anni, nonostante i segnali di squilibrio mostrati dal giovane.

Si tratta di una sentenza storica, non solo perché la prima nel suo genere. Negli Stati Uniti, infatti, si stima che circa l'80 per cento delle armi usate dagli studenti per commettere stragi appartengono a familiari, parenti o amici.

La sentenza di condanna per Jennifer Crumbley

Il verdetto di colpevolezza, per tutti e quattro i capi d'imputazione, è stato pronunciato da una giuria di Pontiac, in Michigan.

I fatti risalgono al 2021, quando il giovane portò a scuola l'arma regalata dai genitori nascosta nello zaino prima di aprire il fuco sui compagni: quattro le vittime, tutti studenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni. A dicembre Ethan Crumbley è stato condannato all'ergastolo senza condizionale. Per sua madre, ritenuta colpevole, la pena sarà stabilita il prossimo 9 aprile.

A marzo sarà processato anche il padre, James Crumbley, 47 anni, per le stesse accuse di omicidio involontario: entrambi i genitori rischiano sino a 15 anni di carcere.

I genitori hanno mancato al dovere fondamentale di vigilanza

Per l'accusa Jennifer Crumbley ha mancato al suo "dovere fondamentale di vigilanza", cosa che avrebbe potuto evitare la strage. "Avrebbe potuto perquisire il suo zaino, avrebbe potuto chiedere a suo figlio dove fosse la pistola. Avrebbe potuto mettere sotto chiave le munizioni e la pistola. Avrebbe potuto dire alla scuola che gli avrebbero regalato un'arma. Avrebbe potuto parlare della crisi che suo figlio aveva attraversato in precedenza e della sua richiesta di aiuto", ha puntato il dito il procuratore.

La difesa ha puntato sulla natura "imprevedibile" della tragedia: "tutti i genitori possono essere responsabili di tutto ciò che fanno i loro figli?", ha chiesto l'avvocata Shannon Smith, dicendosi preoccupata per una "procedura molto pericolosa per tutti i genitori e una delle prime di questo tipo".

La ricostruzione dei giorni precedenti alla sparatoria

Secondo Crumbley il marito portò a casa la pistola Sig Sauer 9mm pochi giorni prima della sparatoria come regalo di Natale anticipato. Fu lei ad accompagnare il figlio al poligono di tiro il giorno successivo. "Come genitore trascorri la vita proteggendo tuo figlio dai pericoli. Non immagini mai di dover impedirgli di fare del male a qualcun altro", ha testimoniato.

Pochi giorni dopo, la strage. Nonostante il breve lasso di tempo, i segnali premonitori non erano mancati. Ethan aveva postato una foto della pistola sui social con la scritta "ho appena ottenuto la mia bellezza oggi",e l'emoji di un cuore. Aveva anche registrato un video sul cellulare annunciando l'attacco a scuola il giorno dopo, ma non lo postò.

Il giorno prima della strage la madre fu contattata dalla scuola perché un insegnante aveva scoperto che l'alunno cercava munizioni sul proprio telefonino. "Non ce l'ho con te, ma devi imparare a non farti vedere", fu la risposta della donna con un messaggio al figlio.

L'allarme degli insegnati ignorato dai genitori

Il giorno dopo invece la coppia si rifiutò di portare a casa il ragazzo nonostante l'incontro con lo staff scolastico in cui erano state espresse forti preoccupazioni per i disegni violenti che aveva fatto: una pistola e un proiettile, con la scritta "sangue ovunque", ma anche commenti del tipo "la mia vita è inutile", "il mondo è morto".

I due non chiesero al figlio della pistola (tenuta a casa in un cassetto non chiuso) né controllarono il suo zaino, lasciandolo a scuola. Poco dopo la tragedia, con Ethan che, uscito da un bagno, cominciò a sparare nel corridoio.

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