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Cina, meno 2 milioni di abitanti nel 2023: ancora effetti della politica del figlio unico

La popolazione della Cina è scesa ancora nel 2023: dopo decenni l'India è il paese più popoloso del mondo
La popolazione della Cina è scesa ancora nel 2023: dopo decenni l'India è il paese più popoloso del mondo Diritti d'autore AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La politica del figlio unico sembra una maledizione per la Cina. Nonostante la progressiva abolizione tra 2013 e 2021, le nascite non aumentano abbastanza. Oltre al retaggio culturale, pesano le difficoltà economiche dei giovani

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In Cina la popolazione è calata di due milioni di persone nel 2023, secondo quanto comunicato dal governo di Pechino mercoledì. Non una grande variazione quando si contano 1,4 miliardi di abitanti, ma c'è un trend: il calo demografico è arrivato al secondo anno consecutivo e le stime dell'Onu hanno già incoronato l'India come il Paese più popolato al mondo. 

L'abolizione delle restrizioni Covid-19 ha aumentato i decessi a 11,1 milioni, più del doppio dell'anno precedente. L'allarme è legato tuttavia alle nascite, il cui incremento è rallentato costantemente dal 2016. 

Nel 2023 sono nati circa nove milioni di cinesi (secondo le stime ufficiali che non includono Hong Kong e Macao), 540mila in meno del 2022. 

La sfida del tasso di natalità per Pechino è economica quanto politica. La popolazione sta invecchiando, con conseguente rallentamento della crescita del Pil (solo +5 per cento nel 2023, uno dei dati peggiori degli ultimi decenni) e la necessità di fornire assistenza sociale e pensioni a un numero crescente di persone. 

La Cina paga l'onda lunga della politica del figlio unico

L'abolizione nel 2021 della politica del figlio unico, introdotta nel 1979 per contenere la crescita demografica, non ha invertito la tendenza così come non erano riuscite a fare le eccezioni approvate in passato e il progressivo innalzamento del limite a due e poi tre figli a partire dal 2016.

La maggioranza dei cinesi non vuole più di un bambino, secondo varie indagini. Alla tradizionale pressione sui figli unici per mantenere da grandi genitori e nonni, in un Paese dove welfare e pensioni sono insufficienti, si è aggiunta di recente la mancanza di lavoro. 

Il tasso medio di disoccupazione urbana si è attestato al 5,2 per cento nel 2023, secondo i dati diffusi mercoledì dall'Ufficio nazionale di Statistica di Pechino. La disoccupazione giovanile sta però al 14,9 per cento (tra i 16 e i 24 anni) e al 6,1 per cento (tra i 25 e i 29 anni).

Con un reddito mensile mediodi 4.780 renminbi (circa 611 euro) può essere difficile allargare la famiglia. È l'effetto lungo di oltre trent'anni di pianificazione familiare, ritenuta da molti economisti sbagliata e che ha causato inoltre aborti forzati e ripetute violazioni dei diritti umani.

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