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India, la Corte suprema conferma l'abolizione dell'autonomia allo stato Jammu e Kashmir

Un uomo ha il volto coperto da un panno di lana mentre attende l'autobus davanti a un negozio di abbigliamento in una giornata fredda a Srinagar
Un uomo ha il volto coperto da un panno di lana mentre attende l'autobus davanti a un negozio di abbigliamento in una giornata fredda a Srinagar Diritti d'autore Mukhtar Khan/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Mukhtar Khan/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Greta Ruffino
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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I giudici indiani hanno considerato legittima l'abolizione dell'articolo 370 della costituzione decisa dal governo Modi nel 2019. In Kashmir si dovranno svolgere le elezioni enro la fine del prossimo settembre

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La Corte Suprema indiana ha confermato la decisione del governo di abrogare l'Articolo 370 della Costituzione che garantiva allo Stato himalayano del Jammu and Kashmir uno speciale statuto di sutonomia.

Dopo tre settimane di udienze, la Corte ha sostenuto che l'articolo in questione era una clausola temporanea e che la decisione di cancellarla presa dal governo è legittima. La Corte ha anche deciso che il Kashmir deve riacquisire la condizione di Stato, dal 2019 era stato trasformato in un'Unione Territoriale alle dirette dipendenze di Delhi, e ha stabilito che le elezioni per l'Assemblea legislativa, anch'essa sospesa da quattro anni, dovranno svolgersi entro la fine del prossimo settembre.

La questione del Kashmir, l'unico Stato indiano a maggioranza musulmana, è da decenni motivo di forti tensioni interne ma anche esterne, con Pakistan e Cina che rivendicano la sovranità su parte della regione contesa.

Il nazionalismo musculare di Modi

Nel 2019 la revoca dell'autonomia aveva scatenato forti disordini. Lo stato nel nord-ovest del Paese era stato isolato dal mondo esterno con un blocco totale delle comunicazioni, seguito dall'imposizione del coprifuoco e da arresti di massa.

Il nazionalismo indù del primo ministro Narendra Modi ha più volte suscitato indignazione e condanne da parte degli osservatori stranieri, specialmente per le discriminazioni e le persecuzioni crescenti nei confronti della comunità musulmana. Anche la decisione di abolire l'articolo 370 era stata criticata all'estero, ma accolta positivamente dalla maggioranza degli indiani, e considerata una mossa necessaria per mettere fine alle violenze che da decenni insanguinano il Jammu and Kashmir.

Modi ha accolto con favore la decisione "storica" della Corte Suprema di confermare la revoca dell'autonomia dello stato a maggioranza musulmana decisa dal suo governo. La sentenza è stata "un faro di speranza, una promessa di un futuro più luminoso e una testimonianza della nostra determinazione collettiva a costruire un'India più forte e più unita", ha scritto il leader nazionalista indù su X, prima noto come twitter.

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