Gaza, carri armati israeliani nel sud a Khan Younis, popolazione alla fame: "è l'inferno in terra"

Combattimenti nella Striscia di Gaza
Combattimenti nella Striscia di Gaza Diritti d'autore Leo Correa/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
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I combattimenti via terra hanno raggiunto anche il sud della Striscia, dove fino a poche settimane fa Israele aveva intimato ai residenti di Gaza City e delle aree a Nord di evacuare. All'indomani del veto degli Usa al cessate il fuoco, il capo dell'Unrwa descrive la situazione come infernale

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I carri armati israeliani si sono fatti strada verso il centro di Khan Younis, in una nuova importante spinta verso il cuore della città principale della Striscia di Gaza meridionale, che ospita centinaia di migliaia di civili sfollati dal nord della Striscia. Lo hanno riferito diversi media internazionali.

I residenti hanno detto che i cingolati hanno raggiunto la principale strada che passa attraverso il centro della città dopo gli intensi combattimenti che hanno accompagnato l'avanzata israeliana da est, coadiuvata dai bombardamenti aerei a ovest dell'assalto. Agli abitanti è stato intimato da Tel Aviv di abbandonare la città per dirigersi ad al-Mawasi, una località costiera dove manca l'accesso all'acqua, all'elettricità e ai servizi igienici. 

Israele afferma di aver fornito istruzioni dettagliate per l'evacuazione dei civili in aree definite più sicure, anche se al momento i bombardamenti si estendono a tutte le zone del territorio. Migliaia di persone hanno preferito fuggire nella città meridionale di Rafah e in altre aree lungo il confine con l'Egitto, una delle ultime zone in cui le agenzie umanitarie possono consegnare cibo e acqua.

Idf: Al-Mawasi è la zona umanitaria di Gaza per tenere i civili lontani dai combattimenti. Ma Hamas continua a mettere i gazesi sulla linea di fuoco. Lanciano razzi dalla zona umanitaria designata che spesso fanno cilecca e mettono a rischio un numero ancora maggiore di gazesi.

Intanto nel Nord della Striscia la Mezzaluna Rossa afferma che Israele ha fatto irruzione nell'area vicina alla clinica dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa). L'area si trova nel cuore del campo di Jabalia.

“Il team è composto da nove medici, infermieri e volontari. L’area circostante è attualmente sotto bombardamento, rappresentando una minaccia costante per la vita delle équipe mediche e dei feriti”, ha affermato la Mezzaluna Rossa.

Israele ha invaso l'area vicino alla clinica dell'Unrwa nel centro del campo di Jabalia, dove le squadre della Mezzaluna rossa palestinese operano. Il team è composto da 9 medici, infermieri e volontari. L'area è bombardata, una minaccia per le squadre mediche e i feriti

Nessun punto d'incontro, i negoziati per gli ostaggi sono fermi

Israele non sarà in grado di recuperare nessuno dei suoi ostaggi a meno che non si impegni in colloqui su accordi di scambio mirati. Lo ha detto Abu Obaida, portavoce delle Brigate al-Qassam, in un messaggio pre registrato trasmesso da Al Jazeera.

Il primo ministro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, ha dichiarato che gli sforzi di mediazione continueranno per fermare la guerra e far rilasciare tutti gli ostaggi.

Le forze di difesa israeliane hanno dichiarato che **Hamas ha ancora circa 140 ostaggi.**I militanti sperano di scambiarli con i palestinesi imprigionati da Israele ma dopo la breve tregua, che ha comportato il rilascio di 81 ostaggi, non sembra esserci nessun nuovo negoziato in vista. 

La telefonata tra Putin e Netanyahu

Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione al telefono durata 50 minuti con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. A riferirlo è proprio l'ufficio del primo ministro, che ha espresso a Putin il suo disappunto per alcune recenti dichiarazioni dei funzionari russi all'Onu contro l'operato di Israele.

Netanyahu ha poi criticato le relazioni diplomatiche tra Russia e Iran, storico nemico di Israele, ritenute pericolose. Ha inoltre difeso la risposta di Israele all'attacco del 7 ottobre sostenendo che qualsiasi Paese che dovesse subire un attacco terroristico come quello subito da Israele il 7 ottobre, agirebbe con forza non inferiore a quella di Israele.

Secondo quanto riportato da Ria Novosti, il leader russo è tornato a sottolineare la posizione di Mosca la creazione di uno Stato palestinese indipendente che coesista in pace con Israele, ritenuta da Mosca l'unica soluzione equa al problema.

Lo scambio è avvenuto all'indomani del veto statunitense che ha bloccato la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. La Casa Bianca ha inoltre venduto questa mattina quasi 14mila munizioni da 120 mm per carri armati a Tel Aviv senza passare per l'approvazione del Congresso. 

A Gaza è "l'inferno sulla terra"

La guerra tra Israele e Hamas sta avendo un impatto "catastrofico" sulla salute a Gaza, ha dichiarato domenica il capo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolineando che i medici stanno affrontando un lavoro "impossibile" in condizioni inimmaginabili. Intervenuto domenica a una sessione speciale del Consiglio esecutivo dell'Oms, Ghebreyesus ha affermato che il sistema sanitario del territorio palestinese è al collasso.

Il Ministero della Sanità di Gaza ha dichiarato che circa 18mila palestinesi sono stati uccisi e 49.500 feriti negli attacchi israeliani dal 7 ottobre. Il bilancio delle vittime comprende 297 persone uccise e più di 550 ferite nelle ultime 24 ore.

Metà della popolazione di Gaza sta morendo di fame mentre continuano i combattimenti tra Hamas e Israele: lo afferma il vicedirettore del Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite, Carl Skau. Solo una frazione delle forniture necessarie è riuscita a entrare nella Striscia e in alcune aree nove famiglie su 10 non riescono a mangiare tutti i giorni, ha aggiunto il funzionario, sottolineando che le condizioni a Gaza hanno reso le consegne di aiuti umanitari "quasi impossibili".

Visita scoraggiante a Gaza. Caos, disperazione, famiglie per strada mentre la tempesta si avvicina. Non c'è abbastanza cibo. La gente sta morendo di fame. Il WFP ha assistito oltre 1 milione di persone, ma la situazione è insostenibile. Dobbiamo far arrivare le nostre forniture

Nonostante il disastro umanitario Israele non intende porre fine ai duri combattimenti che secondo alcune fonti interne a Tel Aviv, citate dalla tv Kan, potrebbero durare almeno altri due mesi. 

Ma un cessate il fuoco è vitale per porre fine all'"inferno sulla Terra" a Gaza: così il capo dell'Unrwa Philippe Lazzarini, al Forum di Doha (Qatar) secondo quanto riportano diversi media. "La disumanizzazione dei palestinesi ha permesso alla comunità internazionale di sopportare i continui attacchi israeliani a Gaza", ha detto Lazzarini, sottolineando che l'agenzia è sull'orlo del collasso.

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