La guerra in Ucraina divide la minoranza russa di Kirkenes

Un cartello annuncia il valico di frontiera nell'area Schengen a Kirkenes, in Norvegia, al confine con la Russia
Un cartello annuncia il valico di frontiera nell'area Schengen a Kirkenes, in Norvegia, al confine con la Russia Diritti d'autore Lise Aserud/Lise Aserud / NTB
Di Maria Michela Dalessandro
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Ancora divisa la minoranza russa della cittadina a meno di dieci chilometri dal confine con la Russia. In calo il business transfrontaliero

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A Kirkenes, cittadina norvegese di 3.500 abitanti a 10 km dal confine con la Russia, c'è una vita prima e una dopo l'invasione russa in Ucraina del 24 febbraio 2022. Soprattutto per la minoranza etnica russa che da anni vive nella città oltre il Circolo polare artico affacciata sul Mare di Barents - a Kirkenes è presente un consolato russo e una statua dedicata ai soldati dell'Armata rossa che liberarono la cittadina nel 1944. 

Oggi vivono circa 400 russi divisi tra chi è a favore dell'aggressione in Ucraina e chi ne è contrario. Con la guerra, a cambiare non è stata solo la quotidianità dei cittadini di Kirkenes ma anche la sua economia a causa delle sanzioni dell'Unione europea nei confronti di Mosca. A partire dall'azienda più importante della città, un cantiere navale che riparava pescherecci russi, che ha visto perdere i suoi clienti, fino allo shopping transfrontaliero diminuito drasticamente - proprio le vendite dei negozi di souvenir sono crollate a causa del sempre minore numero di turisti russi. 

La Norvegia, che fa parte della Nato ma non dell'Ue, ha comunque adottato la maggior parte delle sanzioni imposte da Bruxelles a Mosca in seguito all'aggressione dell'Ucraina.

Il Paese scandinavo è l'unico membro dell'area Schengen con un confine terrestre diretto con la Russia che consente ancora l'ingresso ai viaggiatori in auto con visto turistico, a differenza di Estonia, Lituania, Lettonia, Finlandia e Polonia che hanno subito attuato i divieti sulle auto con targa russa dopo che l'Unione europea ha aggiornato lo scorso settembre le regole sulla politica d'ingresso. Da ottobre il governo norvegese è stato l'ultimo punto d'ingresso d'Europa a vietare il transito delle auto russe con meno di dieci posti: il divieto impone alle autovetture immatricolate in Russia con nove o meno posti di entrare in Norvegia, mentre autobus e minivan con dieci o più posti possono ancora attraversare il confine tramite il valico di frontiera di Storskog. Oslo ha però precisato le eccezioni per i veicoli diplomatici, per le auto di proprietà di cittadini norvegesi e dei loro familiari con residenza permanente in Russia e per i viaggi necessari per motivi umanitari come malattie, morte o funerali.

Dal 2010, fino all’inizio della guerra in Ucraina, chi abitava entro 30 chilometri dal confine poteva attraversarlo senza bisogno di un visto grazie a un accordo fra Norvegia e Russia. Nel 2018, gli attraversamenti sono stati 250mila: chi si spostava lo faceva per motivi di lavoro, per visitare la propria famiglia ma anche solo per fare la spesa. Secondo Rune Rautio, che si occupava dello sviluppo dell’economia della città, nel 2017 i clienti russi avevano speso circa 100 milioni di corone norvegesi (equivalenti a 8,7 milioni di euro) a Kirkenes. Prima dell’inizio della guerra, benché i rapporti fra Russia e Norvegia stessero già peggiorando, ogni anno facevano scalo al porto di Kirkenes circa 800 barche di vario tipo, e metà di queste erano pescherecci russi che attraccavano per il cambio dell’equipaggio, il rifornimento e la riparazione.

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