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Un "centro erotico" per chiudere il quartiere a luci rosse ad Amsterdam

Centinaia di persone contro la chiusura del quartiere a luci rosse ad Amsterdam
Centinaia di persone contro la chiusura del quartiere a luci rosse ad Amsterdam Diritti d'autore Peter Dejong/Copyright 2021 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Peter Dejong/Copyright 2021 The AP. All rights reserved
Di Gianluca Martucci
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L'amministrazione comunale vuole liberare il centro della criminalità e lo stigma legato alla storica attrattività che la prostituzione esercita sui turisti. Fronte compatto dei cittadini e dei lavoratori del sesso

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Il nuovo "centro erotico" proposto dall'amministrazione comunale di Amsterdam per chiudere il quartiere a luci rosse nel centro della città non piace a nessuno. Lo hanno confermato le centinaia di persone che sono scese in strada nella capitale olandese per chiedere di "salvarlo".

La struttura dovrebbe nascere in periferia, contribuendo secondo l'amministrazione della città a ridurre il disturbo e la criminalità dal centro. Da tempo però il comune è alla ricerca di un luogo meno controverso: nessuno dei cittadini accetta di buon grado la crescita della prostituzione nel proprio quartiere. 

In rivolta contro la prospettiva di vedere un "enorme bordello" a due passi dalle loro case, i residenti che abitano nei pressi delle tre possibili sedi del nuovo centro, a Nord e a Sud della città, hanno inaspettatamente fatto fronte comune. Il sindaco Femke Halsema ha modificato leggermente il suo piano, promettendo di ridurre il numero di aree di ristorazione nell'edificio che dovrebbe comunque ospitare un centinaio di posti per i lavoratori del sesso.

I lavoratori temono che in periferia sarebbero più esposti agli episodi di criminalità. L'attuale amministrazione comunale aveva già fatto discutere per l'obbligo di anticipare alle 3 di mattina la chiusura obbligatoria del quartiere a luci rosse. Il provvedimento è stato criticato perché ha costretto i lavoratori a uscire dai locali in piena notte mettendo a rischio la loro incolumità.

La polemica ha coinvolto anche l'Agenzia europea per i medicinali (EMA), che si è opposta fermamente al fatto che due dei siti proposti fossero vicini alla sua nuova sede a sud di Amsterdam.

Di certo la capitale olandese sta cercando di scrollarsi di dosso l'immagine di "città del peccato". Ora il comune lanciato una campagna online per scoraggiare i giovani europei dall'organizzare addii al celibato o altre feste in città.

Le petizioni contro il nuovo centro hanno raccolto quasi 22 mila firme. Secondo un sondaggio condotto a giugno dal quotidiano di Amsterdam Het Parool, appena una persona su cinque è favorevole all'idea.

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