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Belgio, uomini single richiedenti asilo esclusi dal sistema di accoglienza

Una tendopoli a Bruxelles
Una tendopoli a Bruxelles Diritti d'autore olivier matthys/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore olivier matthys/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il Belgio non offrirà più vitto e alloggio ai richiedenti asilo maschi e single. La decisione, presa perché il sistema di accoglienza è saturo secondo il governo, ha suscitato numerose critiche tra gli attivisti per i diritti umani

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Non c'è spazio per gli uomini single. I rifugiati di sesso maschile e senza famiglia presenti in Belgio potranno continuare a chiedere l'asilo politico al Paese, ma durante lo svolgimento delle pratiche per il riconoscimento della protezione saranno sistematicamente esclusi dal sistema di accoglienza.

Significa che non avranno accesso all'assistenza alimentare e ai posti letto nei centri d'accoglienza, d'ora in poi riservati esclusivamente alle famiglie.

Il governo federale del Paese ha comunicato che si tratta di una misura temporanea, che si è resa necessaria per far fronte alla saturazione del sistema d'accoglienza causata dall'aumento dei flussi migratori degli ultimi anni.

Bruxelles non ha però comunicato fino a quando il provvedimento resterà in vigore. E la decisione ha causato l'indignazione degli attivisti per i diritti umani.

Una decisione difficile

Nel corso di una conferenza stampa la segretaria di Stato all’immigrazione Nicole de Moor ha affermato che nel Paese non ci sono abbastanza posti letto, e si è trovata a dovre prendere una decione difficile: "Oggi la realtà è che non abbiamo abbastanza posti, quindi devo prendere decisioni difficili, molto difficili".

De Moor sostiene che negli ultimi due anni il Paese, che ha 11 milioni e mezzo di abitanti, sia arrivato alla saturazione dei suoi 33mila posti letto. Nel 2022 ha registrato 37mila richieste d’asilo (19 mila quest’anno) e accolto 62mila profughi ucraini. Secondo i dati dell’Agenzia europea per Agenzia dell’Unione europea per l’asilo, però, il 71% delle domande in Belgio arriva proprio da maschi, scrive il Corriere della Sera.

Le proteste a Bruxelles

Migliaia di persone sono scese per le strade di Bruxelles per protestare contro la decisione del governo ritenuta illegale e disumana. "Benvenuti rifugiati", "Solidarietà", gli slogan della folla. Un portavoce dell'organizzazione La voce dei senza documenti ha risposto alle speigazioni del governo: "Si parla di ridurre i posti letto disponibili, alcuni centri di accoglienza sono stati chiusi. Per noi si tratta di una scelta politica deplorevole".

Già in passato il Belgio è stato criticato da ong e associazioni a tutela dei diritti proprio per non aver assistito a sufficienza i rifugiati, costretti in alcuni casi ad accamparsi in tende fuori dal centro di Bruxelles dove vengono esaminate le loro richieste. Proprio per non essere stata in grado di fornire riparo, l’anno scorso l’agenzia federale Fedasil ha perso 5mila casi in tribunale. Almeno 2mila uomini sarebbero sulla lista d’attesa, riporta il Corriere della Sera.

Le vittime non hanno genere

Kati Verstrepen, presidente della Lega per i diritti umani che ha sede vicino a Bruxelles, ha sottolineato che la decisione di De Moor di fatto ha confermato una situazione critica e discriminatoria che va avanti da tempo: "Anche gli uomini single possono essere vittime di abusi e violenza. Se il sistema di accoglienza, in casi eccezionali, non basta per tutti, la decisione va presa valutando caso per caso chi è più vulnerabile". Vestrepen ha fatto anche un riferimento alle prossime elezioni: "Se vedono che possono vincere violando la legge invece che seguendola, continueranno a violarla".

"Questa decisione è completamente illegale, a livello nazionale, internazionale ed europeo", ha dichiarato al Brussels Times Marie Doutrepont, avvocata della Rete avvocati progressisti. "Ora abbiamo una ministra che annuncia, tramite i media, che non rispetterà la legge per un periodo di tempo indefinito. È senza precedenti". Philippe Hensmans, direttore di Amnesty International Belgio, ha aggiunto: "Pensavamo di aver visto tutto, ma no. Il governo Belga non sta solo ignorando i diritti umani. Li sta seppellendo".

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