Sardo vermentino più caro d'Italia, 'prossima annata 1.800 euro'

Produttore Ragnedda rilancia, ora una bottiglia costa 1.400 euro
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Di ANSA
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(ANSA) - PALAU, 24 AGO - Emanuele Ragnedda rilancia. La prossima annata dalla sua cantina Conca Entosa di Palau, il vermentino Disco Volante Igt 2021, salito alla ribalta delle cronache in queste settimane per essere il bianco più caro d'Italia, verrà venduto a 1.800 euro a bottiglia, oggi si trova a 1.400 euro. Poco più di mille le bottiglie prodotte, circa 400 vendute, entrate per lo più nella carta dei vini di prestigiosi ristoranti, ma anche nelle enoteche o cambuse di clienti facoltosi che amano consumare un prodotto prezioso. Il gioiello di casa cresce tra i sette ettari di vigneti incastonati tra le rocce granitiche a tre chilometri dal mare a Palau, lungo la costa nord est della Sardegna, tra Arzachena e Santa Teresa di Gallura, di fronte a La Maddalena e alla Corsica. Disco volante è già destinato a un lancio ancora più azzardato. "La prossima annata il prezzo salirà a 1.800 euro - annuncia all'ANSA Ragnedda, 39 anni, figlio di Mario, fondatore ed ex titolare della cantina Capichera - Una testa d'ariete della produzione dell'azienda che conta vini da 30 o 50 euro, frutto di una ricerca di mercato, un numero di richieste garantite, un pizzico di provocazione legato a una sua visione". "La Sardegna - spiega - col suo microclima, il terroir e un patrimonio di vitigni autoctoni, ha prodotti eccezionali e profili professionali elevati che permettono di portare sul mercato internazionale di fascia alta e altissima, apprezzatissimi vini spesso svalutati. Sto lottando - confessa - perché ai vini sardi venga riconosciuto il giusto valore. Spero che altri colleghi e colleghe seguano l'esempio". La scelta di sollevare, e di molto, l'asticella del prezzo per mercati di nicchia, piace a Piero Cella, l'enologo che la lavorato nella produzione del Disco volante: "Spesso mi chiedono: ma li vale 1.400 euro? E' tutto molto relativo. In questo bianco c'è la capacità di raccontare un territorio. Una provocazione? O un modo per dare la sveglia e sottolineare come i vini sardi possano inserirsi, e a pieno titolo, nei mercati di alta gamma". (ANSA).

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