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Centrale nucleare di Fukushima, via allo sversamento delle acque radioattive

L'area destinata allo sversamento
L'area destinata allo sversamento Diritti d'autore 泊宗之/AP
Diritti d'autore 泊宗之/AP
Di Ilaria CicinelliPaolo Valenti
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Dal Giappone arriva il via libera allo sversamento delle acque reflue della centrale nucleare di Fukushima nell'Oceano Pacifico. Molti i timori, in particolare degli ambientalisti, dei pescatori e dell'industria ittica

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Via allo sversamento delle acque reflue della centrale nucleare di Fukushima. Dilaga la preoccupazione tra i cittadini in seguito all'annuncio del governo, che ha dichiarato che lo scarico delle acque nell'oceano Pacifico inizierà questo giovedì 24 agosto, secondo quanto dichiarato dalprimo ministro Fumio Kishida. 
Lo scarico avverrà a una velocità massima di 500.000 litri al giorno, sulla costa nord orientale del Giappone.
Ci sono più di 1,3 milioni di tonnellate in deposito, pari al contenuto di circa 500 piscine olimpioniche. 

Nonostante il sostegno dell' Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), questa operazione ha suscitato le proteste di ambientalisti, pescatori, cittadini comuni e governi vicini.Sebbene siano state trattate per ridurne la radioattività, queste acque contengono trizio, un isotopo radioattivo.
Le acque in questione  in passato erano destinate al raffreddamento dei reattori nucleari, ancora altamente radioattivi dopo il terribile incidente del 16 marzo 2011,uno dei peggiori disastri atomici del mondo. Sulla scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici - scala Ines - l'incidente è stato catalogato al livello 7, il più alto, definito come catastrofico.Vennero infatti danneggiati i sistemi di raffreddamento di emergenza di ben tre reattori causando in tutti la fusione del nocciolo.
In quell'occasione, a provocare l'emergenza e a mettere fuori uso la centrale nucleare di Fukushima-Daiichi, furono un forte terremoto e uno tsunami che hanno ucciso circa 18.000 persone.  

HANDOUT/AFP
immagine del disastro del marzo 2011HANDOUT/AFP

Il Giappone insiste sul fatto che il rilascio graduale dell' acqua è sicuro, una posizione sostenuta dall'agenzia atomica delle Nazioni Unite. "Chiederemo alla Tokyo Electric Power Company (Tepco) di prepararsi prontamente per l'inizio dello scarico oceanico sulla base del piano approvato dall'Autorità di regolamentazione nucleare", ha detto martedì Kishida dopo una riunione dei ministri a Tokyo, riferendosi all'operatore dell'impianto colpito.

La Tepco afferma che l'acqua è stata diluita e filtrata per rimuovere tutte le sostanze radioattive, a eccezione del trizio, i cui livelli sembrerebbero essere di gran lunga inferiori a quelli pericolosi.

I timori sulla radioattività

Secondo quanto dichiarato dal gruppo ambientalista Greenpeace, il processo di filtrazione sarebbe invece difettoso e una quantità "immensa" di materiale radioattivo sarà dispersa in mare nei prossimi decenni.Al contrario, l'organo di controllo atomico delle Nazioni Unite ha dichiarato a luglio che il rilascio avrebbe avuto un "impatto radiologico trascurabile sulle persone e sull'ambiente".

La Cina ha accusato il Giappone di trattare l'oceano come una "fogna", vietando le importazioni di cibo da 10 prefetture giapponesi, già prima del rilascio, e ha imposto severi controlli sulle radiazioni. Anche Hong Kong, un importante mercato per le esportazioni giapponesi di prodotti ittici, ha minacciato restrizioni.

La decisione ha preoccupato le persone coinvolte nell'industria della pesca giapponese, proprio quando l'attività stava iniziando a riprendersi dopo oltre un decennio dal disastro nucleare. "Nulla del rilascio dell'acqua è vantaggioso per noi", ha dichiarato all'Afp il pescatore  Haruo Ono, 71 anni, il cui fratello è morto nel marzo 2011, a Shinchimachi, 60 chilometri a nord della centrale nucleare.

James Brady, della società di consulenza sui rischi Teneo, ha affermato che, sebbene le preoccupazioni della Cina in materia di sicurezza possano essere sincere, la dura reazione ha un chiaro sentore di geopolitica e rivalità economica. "La natura sfaccettata del problema del rilascio delle acque reflue di Fukushima lo rende piuttosto utile da sfruttare per Pechino", ha dichiarato Brady ai microfoni dell'Afp.

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