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Esplosione a San Cristóbal, i morti salgono a 27, le fiamme ancora bruciano. 59 i feriti

Vigili del fuoco tentano di spegnere le fiamme a San Cristóbal
Vigili del fuoco tentano di spegnere le fiamme a San Cristóbal Diritti d'autore Jolivel Brito/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Jolivel Brito/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Ilaria Cicinelli
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Si aggrava il bilancio delle vittime della potente esplosione. I vigili del fuoco non riescono a entrare negli edifici in fiamme e, dopo quattro giorni, l'incendio ancora non è domato. In corso le indagini della polizia per stabilire le cause

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Sale a 27 il bilancio dei morti in seguito alla potente esplosione in un centro commerciale di San Cristóbal, a ovest della capitale Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana. Tra questi anche un bambino di 4 mesi, morto a causa delle gravi ferite alla testa riportate a causa dell'impatto con alcuni oggetti contundenti. Ma il numero delle vittime potrebbe aumentare ancora. Sono infatti 59 i feriti di cui almeno una trentina sono al momento ricoverati in ospedale per le ustioni, le fratture e i problemi respiratori

I vigili del fuoco, dal 14 agosto scorso, il giorno della tragedia, stanno ancora cercando di domare le fiamme che continuano a bruciare gli edifici dell'area, ma non riescono ad avere pieno accesso al luogo dell'esplosione. Due di loro sono stanno ricevendo assistenza medica dopo aver inalato il fumo tossico dei roghi. Più di 30 ambulanze e 500 persone, tra soccorritori e funzionari, si trovano sul posto per aiutare le vittime e i residenti.
Il fumo tossico ancora aleggia sull'area e le autorità hanno invitato le persone a indossare delle maschere per coprire le vie respiratorie. 

Nel Tweet: Il bilancio delle vittime è salito a 27

Un funzionario sotto anonimato, perché non autorizzato a parlare con i media, ha riferito agli inviati dell'Associated Pressche si cercano ancora 10 persone disperse. La polizia scientifica sta ancora cercando di determinare se i corpi trovati di recente corrispondono a quelli dei dispersi. La conflagrazione ha distrutto quattro edifici e ne ha danneggiati altri nove.

Il legislatore Franklin Rodríguez, arrivato sul posto dopo la tragedia, ha detto ai media locali di essere preoccupato per la salute e la sicurezza delle persone a causa del fumo tossico. Ha sottolineato, inoltre, come "Questi edifici sono molto deboli".

Le indagini sono ancora in corso

Nel frattempo, le autorità stanno indagando su cosa possa aver causato l'esplosione e cercano di capire se vi sia qualche responsabilità, promettendo di reprimere qualsiasi attività commerciale che potrebbe non aver rispettato le norme. L'area dell'esplosioneè conosciuta come "Old marketplace" ed è frequentata da numerose persone che ogni giorno vi si recano per acquistare alimenti, vestiti o altri beni.

Il ministro dell'Industria e del Commercio, Ito Bisonóha dichiarato ai giornalisti che i funzionari hanno accertato l'assenza di serbatoi di alcun tipo nell'area e che le autorità continuano a indagare sull'accaduto. Bisonó ha parlato all'interno della cattedrale di San Cristóbal dove il 16 agosto scorso è stata celebrata una funzione per i morti.

 Il direttore del Centro per le Operazioni di Emergenza, Juan Manuel Méndez, ha dichiarato in una conferenza stampa martedì scorso che se una fabbrica non identificata operava illegalmente, come sostenuto da alcuni residenti, l'indagine avrebbe fatto luce su questo aspetto. "Se c'è un qualche tipo di colpevolezza o meno, sarà l'indagine a stabilirlo - ha detto, aggiungendo che - "Prenderemo provvedimenti legali".

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