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Migranti bloccati nel deserto, accordo tra Tunisia e Libia

Uno dei migranti bloccati tra Libia e Tunisia
Uno dei migranti bloccati tra Libia e Tunisia Diritti d'autore MAHMUD TURKIA/AFP
Diritti d'autore MAHMUD TURKIA/AFP
Di Andrea Barolini
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Tunisia e Libia, dopo le pressioni della comunità internazionale, hanno raggiunto un accordo per i migranti da tempo bloccati nel deserto tra le due nazioni

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Tunisia e Libia hanno accettato di accogliere centinaia di migranti bloccati in una zona desertica tra due Paesi. La Tunisia ha preso in carico 126 persone, di cui 45 donne e otto bambini. La Libia si occuperà di altri 150 migranti. Tutti sarebbero stati trasferiti in centri d'accoglienza, secondo quanto indicato dalle due nazioni nordafricane.

L'accordo prevede anche pattugliamenti anti-migranti alle frontiere

I circa 300 migranti in questione, provenienti da Stati subsahariani, erano rimasti bloccati nell'area per più di un mese, senza alcun tipo di sostegno. Secondo le autorità libiche, 27 di loro sono morti all'inizio di luglio.

Le autorità tunisine sono state accusate dalle organizzazioni non governative di aver spinto con la forza i migranti, "indesiderati", nella zona. La Libia, però, non si è ritenuta responsabile della sorte delle stesse persone bloccate nel deserto. Soltanto la pressione della comunità internazionale ha convinto le due nazioni a raggiungere un accordo. Che prevede anche l'invio di pattuglie di frontiera per far sì che l'area rimanga "libera dai migranti". 

"La Tunisia ha spinto 1.200 migranti verso il deserto"

Secondo un rapporto dell'organizzazione non governativa Human Rights Watch, circa 1.200 richiedenti asili potrebbero essere stati "spinti" dalle forze tunisine verso il deserto, soltanto nel periodo compreso tra la fine di giugno e la fine di luglio.

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