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Singapore, giustiziata una donna per reati legati alla droga: non succedeva dal 2004

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Image Diritti d'autore Vincent Thian/Copyright 2019 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Vincent Thian/Copyright 2019 The AP. All rights reserved
Di Michela Morsa
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L'isola ha una delle leggi contro la droga più dure al mondo e prevede la pena di morte per chiunque venga sorpreso con più di 500 grammi di cannabis o 15 grammi di eroina

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Venerdì Singapore ha eseguito la condanna a morte per impiccagione di una donna, Saridewi Djamani, per la prima volta dal 2004. Djamani, 45 anni, era stata condannata nel 2018 per detenzione e spaccio di 30 grammi di eroina. 

La donna aveva testimoniato durante il processo di essersi rifornita di eroina per uso personale durante il mese di digiuno islamico, il Ramadan, minimizzando invece la portata dell'attività di spaccio. Ma non ha negato di aver venduto droghe come eroina e metanfetamina dal suo appartamento. 

Si tratta della seconda condanna a morte eseguita per reati legati al narcotraffico in tre giorni e la quindicesima dal marzo 2022. Singapore ha una delle leggi contro la droga più dure al mondo e prevede la pena di morte per chiunque venga sorpreso con più di 500 grammi di cannabis o 15 grammi di eroina.  

Le autorità sostengono che le rigide leggi sulla droga aiutino a mantenere Singapore come uno dei luoghi più sicuri al mondo, ma non ci sono prove che la pena di morte funzioni come deterrente contro il traffico di stupefacenti.

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