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Brics, vertice in presenza con il dubbio Putin

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa mentre partecipa a un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. RIA Novosti, 17 giugno 2023
Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa mentre partecipa a un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. RIA Novosti, 17 giugno 2023 Diritti d'autore EVGENY BIATOV/AFP
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Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha annunciato domenica che il vertice del gruppo Brics si terrà dal vivo. Sulla partecipazione del presidente russo pende il mandato di cattura disposto dalla Corte penale internazionale

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ll vertice Brics, gruppo di Paesi che comprende Sudafrica, Brasile, India, Cina e Russia, con l'obiettivo di sfidare le strutture di governance globale dominanti guidate da Stati Uniti ed Europa, si terrà in presenza, dal 22 al 24 agosto, in Sudafrica

Lo ha confermato il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, che detiene la presidenza di turno, nel corso di una conferenza stampa domenica. Nessuna accenno all'elefante nella stanza, il presidente russo Vladimir Putin, ricercato dalla corte penale internazionale (Icc) con l'accusa di aver deportato illegalmente bambini ucraini in Russia.

"Avremo un vertice BRICS "fisico", tutti noi siamo impegnati ad avere un vertice in cui saremo in grado di guardarci negli occhi", ha detto Ramaphosa rispondendo a una domanda durante un briefing trasmesso in diretta dalle reti televisive locali.

"Non abbiamo tenuto un vertice "fisico" da... quasi tre anni. Mi dispiace deludervi, ma non sarà virtuale", ha sottolineato. 

La presenza di Putin

In quanto Stato membro della Corte penale internazionale, il Sudafrica dovrebbe arrestare Putin, se dovesse mettere piede nel Paese. 

I media locali avevano ipotizzato che Pretoria stesse considerando di spostare i colloqui in Cina, Paese non firmatario dello Statuto di Roma (trattato istitutivo della Corte penale internazionale), per sciogliere questo dilemma diplomatico: il Sudafrica, vicino al Cremlino fin dagli anni della lotta anti-aparthaid, non ha condannato l'invasione russa dell'Ucraina, asserendo di essere imparziale e di preferire il dialogo. 

Nei mesi scorsi, il governo ha aperto all'eventualità di concedere l'immunità diplomatica al presidente russo, rigettata tuttavia dalla Corte penale internazionale.

Posizione neutrale

Difendendo la posizione neutrale del Sudafrica, Ramaphosa ha detto che Pretoria non si lascerà scoraggiare nella sua campagna verso il negoziato.

"È un ruolo importante che possiamo svolgere", ha detto. 

"Con una situazione geopolitica così fluida come quella attuale, crediamo che sia importante che un Paese come il Sudafrica sia in grado di svolgere il suo ruolo da tempo dichiarato".

"Questo lo abbiamo imparato dal grande Nelson Mandela, perché questo era il suo approccio anche alle relazioni internazionali, era in grado di parlare con tutte le parti, che fossero in conflitto o meno". 

Il mese scorso, Ramaphosa ha guidato una delegazione di pace africana composta da sette Paesi, tra cui rappresentanti della Repubblica del Congo, dell'Egitto, del Senegal e dell'Uganda, in uno storico tentativo di mediare la pace tra Kiev e Mosca

La missione dei leader africani ha dato voce a un continente che ha subito  le ripercussioni del conflitto in Ucraina fin dal principio, in particolare con l'aumento dei prezzi del grano. 

Ha presentato una proposta in 10 punti, tra cui la de-escalation, il riconoscimento della sovranità dei Paesi, le esportazioni di grano senza ostacoli attraverso il Mar Nero e il rimpatrio dei prigionieri di guerra e dei bambini nei loro Paesi d'origine.

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