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Ricordando Srebrenica. In 4 mila alla "Marcia della pace"

La "Marcia della pace" a 28 anni dal massacro di Srebrenica
La "Marcia della pace" a 28 anni dal massacro di Srebrenica Diritti d'autore Armin Durgut/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Armin Durgut/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Gianluca Martucci
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A distanza di 28 anni, in occasione dell'anniversario, si percorre a ritroso l'itinerario della fuga dal massacro

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Circa quattro mila persone hanno percorso a ritroso, come ogni anno, l'itinerario seguito dai circa 15 mila bosniaci che nel luglio 1995 scapparono ai massacri dei serbo-bosniaci dopo la conquista di Srebrenica.

Insieme ai sopravvissuti di quella strage, ricordano lungo i cento chilometri dell'itinerario il genocidio di oltre 8 mila bosniaci, prevalentemente uomini musulmani, che usarono invano le foreste della Bosnia orientale come luogo di fuga durante la più grande tragedia della guerra che devastò il Paese dal 1992 al 1995.

Solo in pochi si salvarono, bombardati costantemente dall'artiglieria serba, trucidati nelle imboscate o sterminati dopo essersi arresi alle truppe di Ratko Mladic, il comandante dei soldati serbo-bosniaci. I circa 20 mila anziani, donne e bambini, consegnati ai serbi dai caschi blu olandesi (considerati dal Tribunale internazionale dell'Aia colpevoli per l'inerzia con cui operò l'Onu), furono deportati.

A 28 anni di distanza riemergono i resti dei cadaveri che furono gettati dalle truppe serbo-bosniache nelle fosse comuni costruite per nascondere le prove del massacro che nel 2007 fu riconosciuto dalla Corte internazionale di giustizia come "genocidio".

Un tribunale speciale dell'Onu per i crimini di guerra all'Aia e i tribunali nei Balcani hanno condannato quasi 50 serbi bosniaci tra cui il leader politico Radovan Karadzic, e il suo comandante militare, Ratko Mladic, per i crimini di Srebrenica.

I partecipanti alla 'Marcia per la pace' saranno l'11 luglio alle commemorazioni ufficiali in programma al cimitero-memoriale di Potocari, alle porte di Srebrenica, dove vi sono le tombe con i resti delle vittime finora identificate, oltre 6.600. Vi parteciperanno anche le autorità bosniache e di rappresentanti di altri Paesi e organizzazioni internazionali.

Come di consueto, l'11 luglio si terrà la tumulazione a Potocari dei resti delle ultime vittime identificate con il metodo del Dna, 30 nell'ultimo anno. La più giovane tra loro aveva 15 anni.

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