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Regno Unito: nuovi poteri della Polizia contro le proteste ambientaliste

un manifestante di "Just Stop Oil" portato via dalle forze dell'ordine
un manifestante di "Just Stop Oil" portato via dalle forze dell'ordine Diritti d'autore Ian McIlgorm/Ian McIlgorm/MailonSunday/Royal Rota
Diritti d'autore Ian McIlgorm/Ian McIlgorm/MailonSunday/Royal Rota
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Protestare per il clima ha un prezzo: Nel Regno Unito pene fino a tre anni per chi blocca trasporti e infrastrutture

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Pene più severe per gli ambientalisti che manifestano contro il cambiamento climatico, nel Regno Unito si intensifica la repressione degli attivisti.
Da domenica 2 luglio la polizia britannica potrà avvalersi di nuovi poteri per contrastare le proteste degli attivisti per il clima, tra cui il gruppo Just stop oil ed Extinction Rebellion, che negli ultimi anni sono stati protagonisti di numerosi blocchi del traffico autostradale e dei trasporti pubblici.

Tra le nuove misure a disposizione degli agenti ci sarà la possibilità di spostare con la forza le manifstazioni statiche e di punire i manifestanti colpevoli di "tunnelling", ovvero di scavare tunnel per bloccare i cantieri dove avviene la costruzione di grandi opere e infrastrutture, con pene che prevedono fino a tre anni di carcere. Per chi è ritenuto colpevole di aver ostacolato la realizzazione di un'importante progetto di trasporti è prevista invece la reclusione fino a sei mesi.

Incatenarsi diventa un reato

Diventa un reato penale anche incatenarsi o incollarsi ad altre persone, oggetti, ed edifici per manifestare. Questa è stata infatti un'ulteriore modalità di protesta usata di frequente da parte degli attivisti, come avvenuto il 2 settembre 2022, tra i casi che hanno suscitato più scalpore, quando alcuni membri di Extinction Rebellion sono riusciti ad entrare nella House of Commons del Parlamento Britannico e si sono incollati alla sedia dello speaker per attirare l'attenzione dei membri del Governo e dei media sul tema.

Tra gli automobilisti è forte il malcontento a causa dei frequenti blocchi stradali, che hanno provocato in alcuni casi gravi disagi impedendo il passaggio su ponti o strade principali. La polizia sostiene che affrontare le proteste distoglie migliaia di agenti dalla lotta al crimine oltre a essere costoso. Sono infatti centinaia gli attivisti per il clima arrestati lo scorso anno nel Regno Unito per i blocchi stradali o per i sit-in non autorizzati, durante i quali molti si sono incollati per strada a più riprese per non essere dispersi.

Braverman: "Minoranza egoista"

Anche il Ministro dell'Interno, Suella Bravermen, ha condannato gli attivisti accusandoli di portare il caos sulle strade britanniche per esprimere il parere di quella che sarebbe, secondo il Ministro e vari funzionari, una "minoranza egoista".

Chi invece tra i critici contesta l'inasprimento delle leggi le inquadra come una seria minaccia al diritto di protestare pacificamente.

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