Ucraina, il direttore dell'Aiea a Zaporizhzhia. Si cerca un accordo Mosca-Kiev sulla centrale

Rafael Grossi, direttore generale dell'AIEA in Ucraina
Rafael Grossi, direttore generale dell'AIEA in Ucraina Diritti d'autore IAEA Press Office/AP
Di Debora Gandini
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Rafael Grossi ha chiesto la creazione di una zona di sicurezza nell'area della centrale per prevenire un possibile disastro nucleare

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La lotta per la sicurezza nucleare passa da Zaporizhzhia. Il direttore generale dell'**Agenzia internazionale per l'energia atomica,**Rafael Grossi, ha nuovamente attraversato il fronte di guerra in Ucraina per visitare la più grande centrale nucleare costruita sul suolo europeo.

Il sito, controllato attualmente dalla Russia, è stato danneggiato più volte da quando è iniziata l'invasione in Ucraina. Intanto cresce la preoccupazione circa la sicurezza dell’impianto come ha dichiarato lo stesso Rafael Grossi: "C'è un aumento di combattimenti attivi. Azioni militari sono segnalate sia a nord di Zaporizhzhia ma anche in prossimità della centrale. Le mie squadre riferiscono quotidianamente di attacchi con armi pesanti. Questo è praticamente una costante."

Intanto il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica è ancora impegnato nel suo tentativo di mediare un accordo con Mosca per proteggere la centrale di Zaporizhzhia, modificando le proposte per cercare una svolta nei negoziati. Forse un accordo è vicino ma il condizionale resta d’obbligo. Grossi, che si sta consultando con Kiev e Mosca da diversi mesi, ha chiesto la creazione di una zona di sicurezza nell'area della centrale per prevenire un possibile disastro nucleare, ricorda l'agenzia di stampa che pubblica l'intervista sul suo sito.

"Stiamo apportando alcune modifiche alle proposte che stiamo presentando", ha reso noto l'alto funzionario. "Sono fiducioso che sia possibile stabilire una qualche forma di protezione, magari non enfatizzando tanto l'idea di una zona, ma sulla protezione stessa: ciò che le persone dovrebbero fare o non fare per proteggere (l'impianto) invece di avere un concetto territoriale".

Per evitare una catastrofe i reattori della centrale elettrica sono stati spenti e ora l'elettricità necessaria per far funzionare i sistemi di raffreddamento che impediscono la fusione del reattore viene fornita attraverso una linea elettrica funzionante. L'Ucraina ritiene che solo il ritiro dell'esercito e del personale russo dall'impianto garantirebbe la sicurezza nucleare. La Russia accusa Kiev di voler prendere il controllo del sito con la forza. Il 22 marzo, Grossi ha avvertito che l'impianto si trova in uno "stato precario".

Tensione sempre alta

Nella zona dell'impianto le azioni militari continuano mentre nei giorni scorsi sono stati registrati "blackout ripetuti". Secondo Grossi il rischio "è estremamente alto, la situazione è totalmente imprevedibile: siamo in una zona di guerra".

Intanto il primo ministro dell'Ucraina Denis Shmigal ha confermato che l'amministrazione degli Stati Uniti invierà a Kiev un nuovo pacchetto di aiuti economici del valore di 2.500 milioni di dollari. I fondi arriveranno attraverso il progetto della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, e andranno a pagare medici, pensionati, sfollati e ad aiutare le famiglie a basso reddito.

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA

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