Ucraina: la Russia raddoppia le navi da guerra sul Mar Nero. Infuria la battaglia a Vuhledar

Pompieri al lavoro dopo un attacco missilistico russo al porto di Odessa.
Pompieri al lavoro dopo un attacco missilistico russo al porto di Odessa. Diritti d'autore Efrem Lukatsky/Odesa City Hall Press Office
Di Cristiano TassinariEuronews World
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"Nel Mar Nero, la flotta di navi da guerra è raddoppiata rispetto a giovedì: ora ci sono otto navi", ha detto il comando militare nella regione meridionale dell'Ucraina e "ciò potrebbe indicare che sono in preparazione attacchi missilistici e attacchi di droni"

Russia: raddoppiate le navi da guerra

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L'esercito ucraino ha affermato che la Russia ha raddoppiato il numero di navi da guerra schierate nel Mar Nero e ha previsto che questa mossa possa essere una preparazione per ulteriori attacchi missilistici.

Lo riferisce il quotidiano inglese "The Guardian".

"Nel Mar Nero, la flotta di navi da guerra è raddoppiata rispetto a giovedì: ora ci sono otto navi", ha detto il comando militare nella regione meridionale dell'Ucraina, in un aggiornamento su Facebook, "e ciò potrebbe indicare che sono in preparazione  attacchi missilistici e attacchi di droni", ha aggiunto il comando militare.

Una delle navi è una fregata armata con otto missili Kalibr, ha spiegato il comando militare Sud. 

Intanto infuria la battaglia per la conquista di Vuhledar

Nel 368° giorno di guerra, oltre che a Bakhmut, la battaglia infuria anche a Vuhledar**. 

**Un tempo importante centro per l'estrazione del carbone, ora ci vivono solo mille persone (normalmente gli abitanti sono 15.000). 

Le condizioni della città, più volte colpita negli ultimi giorni dagli attacchi russi - guidati dal gruppo di mercenari Wagner - durante la guerra, sono scioccanti. 

Non è possibile trovare un solo edificio che non mostri gravi danni.

Le condizioni di vita sono estremamente difficili, quasi inimmaginabili per i cittadini europei che leggono queste righe.
Manca anche l'acqua potabile:e non ci sono fornelli o elettricità per far bollire... la neve.

Le forze armate ucraine combattono duramente per difendere Vuhledar.

Il nome della città, Vuhledar, può essere tradotto come "dono di carbone": ricorda ancora l'importanza dell'industria pesante per questa zona orientale dell'Ucraina.

Screenshot Video
Distruzione a Vuhledar.Screenshot Video

Villaggi "fantasma"

Altrettanto desolante, come a Vuhledar, è la situazione dall'altra parte della linea del fronte, a pochi chilometri di distanza.
Non si vede una sola anima: la guerra ha ferito anche questi villaggi.
Gli abitanti, forse, non torneranno più.
Quello che è certo è che Vuhledar e la maggior parte delle città del bacino di Donetsk, probabilmente, non riacquisteranno mai più l'importanza economica che avevano in Ucraina prima della guerra.

il pane di Oleg

Il fornaio Oleg e il suo dipendente Viktor vivono a Pokrovsk e fanno la spola con Vuhledar. Insieme, portano 1.500 pagnotte di pane, sfornate la sera prima, proprio da Pokrovsk a Vuhledar, a un'ora di macchina.

Lungo la strada, hanno dovuto superare diversi posti di blocco dell'esercito ucraino. Pochi chilometri prima di arrivare a destinazione, indossano giubbotti antiproiettile ed elmetti, perché Vuhledar è una zona di guerra e il fuoco dell'artiglieria è possibile e pericoloso in qualsiasi momento.

Screenshot Video
In coda per il pane di Oleg.Screenshot Video

"Tutta la mia vita è qui"

Degli altri pochi abitanti rimasti a Vuhledar, una donna è rimasta perché non vuole abbandonare i suoi anziani genitori, un'altra perché non può permettersi un appartamento altrove e perché non abbandonerà mai il suo fedele cane, e un'altra donna non vuole andarsene semplicemente perchè non riesce a immaginare di lasciare la sua città natale.
Per nessun motivo. 

"Tutta la mia vita è qui, qui è dove ho lavorato, il mio appartamento è qui, la mia vita è qui", dice Ina, insegnante in pensione. 

Tutti, a Vuhledar, dipendono dai volontari come Oleg, dal suo pane e dalla loro voglia di vivere.

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