Conflitto russo-ucraino: è la fine della diplomazia?

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Di Alberto De Filippis
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Quali possibilità per una soluzione negoziale del conflitto?

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“Give peace a chance”, cantava John Lennon in una sua canzone, ma la pace non è mai sembrata così lontana in Ucraina dove il conflitto ha raggiunto ormai i dodici mesi e la diplomazia sembra bloccata fra veti incrociati che impediscono ai due paesi in Guerra, la Russia e l’Ucraina, anche solo di ipotizzare una soluzione negoziata.

“Ci troviamo di fronte a un paradosso a cui non eravamo preparati”, dice Judy Dempsey, analista della Carnegie Europe. “Mosca e Kiev non si parlano, ma Russia ed Ucraina non sono mai state così attive diplomaticamente. Il ministro degli esteri Serguei Lavrov è in Africa per rinsaldare i rapporti ed estendere l’influenza russa con paesi ricchissimi di risorse come le terre rare. Anche Volodymir Zelensky dal canto suo ha iniziato il suo ennesimo giro diplomatico per la capitali europee dopo essere stato a Washington. Sembra quasi che il conflitto russo-ucraino stia servendo per chiarire i campi a livello globale, delineando quello che potrebbe essere il mondo di domani”.

Lavrov in Mali

Gli errori diplomatici dei due campi

“Da parte ucraina qualche errore è stato certamente commesso all’inizio del conflitto”, dice Jaroslava Barbieri, ricercatrice presso l’Università di Birmingham, “soprattutto in occasione degli incontri di Istanbul quando il governo di Kiev si è impuntato nella sua richiesta di far parte della Nato. Per come sono andate le cose successivamente però, dopo i massacri di Bucha, l’opinione pubblica ucraina si è compattata dietro il proprio esecutivo”.

Spesso in un conflitto però a commettere errori sono in due. “In questo sanguinoso conflitto gli errori sono stati commessi da tutti”, dice François Gere, presidente dell’Istituto Francese di Analisi Strategica a Parigi. “Nessuno si aspettava che la Russia mettesse davvero in atto un’operazione su questa scala cercando di prendere Kiev. Circa una risposta diplomatica sono abbastanza scettico. L’Europa è ancora troppo debole politicamente, la Francia con il presidente Emmanuel Macron ha cercato di convincere il presidente Putin a discutere, ma senza successo. Il comportamento della Nato è stato a volte poco chiaro e inoltre Mosca vede l’Alleanza Atlantica come fumo negli occhi. E nemmeno l’Onu può fare nulla a causa della costituzione del Consiglio di Sicurezza di cui fanno parte Russia e Cina, alleate e con diritto di veto. Non credo che a questo stadio ci sia il minimo spiraglio diplomatico”.

La palla nel campo di Vladimir Putin

Finora quello che sembra essersi infilato in una strada senza uscita è proprio il presidente russo. Attaccare Kiev e bombardare città come Lviv, all’estremo ovest dell’Ucraina, alla frontiera con la Polonia, ha fatto sì che in molti non credessero più alla dichiarazione iniziale del Cremlino di voler liberare le regioni russofone all’est dell’Ucraina. “Discutere diplomaticamente con Putin è diventato difficile perché nessuno ha davvero capito cosa Putin voglia”, continua Judy Dempsey, “dall’inizio del conflitto ha cambiato richiesta molte volte e ormai le cancellerie internazionali, almeno occidentali, non credono più alla buonafede del leader russo”.

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