Corano bruciato, proteste dei musulmani dall'Iran al Libano

Proteste per il Corano bruciato
Proteste per il Corano bruciato Diritti d'autore Diritti d'autore AP Photo/Khalil Hamra
Di Debora Gandini
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Il gesto ha sollevato un polverone anche dentro i confini svedesi, con una parte della comunità musulmana locale che si è sentita profondamente offesa dal rogo del libro sacro

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Bandiere bruciate e slogan contro la Svezia. Centinaia di musulmani si sono ritrovati davanti all'ambasciata del Paese nordico a Teheran per esprimere la loro rabbia e il loro dissenso dopo che un attivista danese di estrema destra ha bruciato una copia del Corano davanti all'ambasciata turca a Stoccolma. Nel mirino dei manifestanti anche Stati Uniti e Israele.

Anche in Iraq molti fedeli dopo la preghiera del venerdì hanno firmato davanti alle moschee petizioni contro quanto accaduto in Svezia mentre nel quartiere sciita di Sadr City a Baghdad si sono svolti cortei per condannare quello che è stato considerato un sacrilegio. C’è chi chiede ora di boicottare qualsiasi cosa provenga dalla Svezia mentre il leader religioso sciita iracheno Muqtada al-Sadr ha avvertito che bruciare il Corano "solleverà l'ira divina".

Dall’Iraq al Libano. Anche a Beirut il gesto dell’estremista svedese ha sollevato forti proteste. Qui sono state bruciate bandiere della Svezia e dei Paesi Bassi.

Critiche anche in Svezia

Il gesto ha sollevato un polverone anche dentro i confini svedesi, con una parte della comunità musulmana locale che si è sentita profondamente offesa dal rogo del libro sacro e dal fatto che l'esecutivo svedese ha rifiutato di condannare chiaramente il gesto. 

"Il governo svedese non sostiene in nessun modo la distruzione col fuoco di scritture considerate sacre, ma in Svezia abbiamo la libertà di espressione e dal punto di vista legale questo caso è permesso: abbiamo però detto chiaramente che non prendiamo le parti di chi lo ha fatto", ha affermato Tobias Billström, ministro degli Affari Esteri svedese.

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