Tunisia al voto per le politiche

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Il paese è segnato dalla crisi economica e dai rischi democratici. La consultazione è boicottata dalle opposizioni che accusano il presidente Saied di "derive autoritarie"

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È un sabato elettorale in Tunisia, dove si vota per il rinnovo del parlamento, in un contesto segnato dalla crisi economica e dal rischio di una riduzione degli spazi di agibilità democratica.

La consultazione è stata boicottata dalle opposizioni raccolte nel Fronte di salvezza nazionale, che accusa il presidente in carica Kais Saied di edificare un regime disegnato attorno alla sua figura.

Votando in un seggio della capitale il capo dello Stato ha parlato di "diritto alla patria, all'istruzione, alle cure, ai trasporti e alla protezione sociale", giustificando la sua azione politica con l'intenzione di creare "una nuova Tunisia".

La scelta del boicottaggio fatta dalle opposizioni, compresa la popolare formazione Ennahda, da un lato toglie legittimità al nuovo parlamento, ma dall'altro rischia di far nascere una legislatura totalmente allineata al presidente, accusato di essere l'artefice di una svolta autoritaria.

Parlamento fuori servizio

L'ultima riunione del Parlamento, che è stato sciolto a marzo 2022, risale al luglio 2021. Saied ha poi congelato la legislatura e ha sciolto il suo governo dopo anni di stallo politico e stagnazione economica.  Da allora, Saied, che è stato eletto nel 2019 e gode ancora del sostegno di oltre la metà dell'elettorato, ha anche limitato l'indipendenza della magistratura e indebolito i poteri del Parlamento.

Con il referendum di luglio, i tunisini hanno approvato una costituzione che conferisce ampi poteri esecutivi al presidente. Saied, che ha guidato il progetto e scritto personalmente il testo, a settembre ha sfruttato appieno il mandato conferitogli dal nuovo testo, per modificare la legge elettorale.

Nuove regole

La nuova legge riduce da 217 a 161 il numero dei membri della Camera bassa del Parlamento, che ora devono essere eletti direttamente invece che tramite una lista di partito. I legislatori che "non svolgono il loro ruolo" possono essere rimossi se il 10% dei loro elettori presenta una richiesta formale.

Secondo i critici, la riforma della legge elettorale ha colpito in modo particolare le donne. Solo 127 donne fanno parte dei 1.055 candidati in corsa alle elezioni di sabato.

I critici di Saied lo accusano di mettere in pericolo il processo democratico, ma molti altri ritengono che l'eliminazione delle liste di partito, che privilegia la scelta dei singoli individui e restringe la centralità dei partiti politici, migliora la responsabilità degli eletti. I cittadini, esasperati dalle élite politiche, non stanno mostrando opposizione nei confronti delle riforme politiche del loro presidente, e vedono nel voto per il nuovo parlamento un'occasione per risolvere la grave crisi economica.

Il voto si svolge nel 12° anniversario dell'evento che ha dato il via alla Primavera araba, quando un venditore di frutta tunisino, Mohamed Bouazizi, si è dato fuoco a causa della disastrosa situazione economica in cui versava il Paese sotto la guida del presidente Zine El Abidine Ben Ali. Morì settimane dopo. Il suo atto di disperazione ha scatenato le proteste che hanno portato alla destituzione del dittatore e hanno provocato rivolte simili in tutto il mondo arabo.

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